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A L'Aquila la protesta delle chiavi

Migliaia di cittadini forzano la zona rossa

A L'Aquila la protesta delle chiavi
Torna a L'Aquila la protesta delle chiavi. Così gli abitanti della città colpita dal terremoto lo scorso aprile manifestano la loro intenzione di riapproprairsi del loro territorio. «Riprendiamoci la città» è il grido comune. Gli aquilani questa volta, però, non si sono accontentati di varcare le barricate per raggiungere piazza Palazzo, la piazza del Comune, ma hanno proseguito oltre raggiungendo via Sallustio, una delle arterie principali e poi tutti quei vicoli per dieci mesi interdetti ai cittadini, la cosiddetta zona rossa. Sulle transenne hanno appeso simbolicamente le chiavi dei propri appartamenti che devono ancora essere ristrutturati.

Inoltre, diversamente dalla scorsa settimana, quando nessun politico aveva partecipato alla manifestazione, ieri il sindaco Massimo Cialente e la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, si sono uniti al corteo per un confronto. Numerose sono state le proteste contro il primo cittadino - che ricopre il ruolo di vice commissario della ricostruzione - a causa i ritardi negli interventi nel centro storico e nella rimozione delle macerie che sono ai lati delle vie e delle piazze principali.

Cialente si difende: 
«Bisogna mettersi nei panni dei dirigenti del Comune dell'Aquila, che sono intimoriti di fronte a un sistema che interviene al primo sbaglio o, addirittura, interviene senza sapere chi ha sbagliato o meno». E rileva che «con l'atmosfera che si sta creando a livello nazionale per le inchieste sugli appalti, sta partendo un meccanismo negativo e problematico per la ricostruzione». Sottolinea, però anche le ragioni dei cittadini che esprimoo la loro rabbia, sempre più preoccupati per i ritardi.  A proposito del problema principale, quello della rimozione delle macerie, infine riconosce: «Da soli non ce la possiamo fare, non è possibile smaltire 4 milioni di tonnellate di macerie come se fossero sacchetti di immondizie. Neanche la Protezione civile è stata in grado di risolvere il problema, ma se non si rimuovono le macerie non è possibile la ricostruzione».

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  • faustino.guaraldi

    23 Febbraio 2010 - 00:12

    Sono rimasto molto ammareggiato leggendo quella protesta per le chiavi , ed hanno anche varcato la zona rossa , perchè questo è sucesso dopo che il Governo a passato la mano al governatore Chiodi nominandolo Commissario per la ricostruzione, e del Sindaco Cialende suo vice Commissario . Come mai gli Aquilani non si interrogano per quel che è sucesso a Bertolaso , buttandogli tutto quel fango adosso , se cade questo governo all'ora si che fanno la fine di quelli dell'Irpinia che sono ancora nei container , però con questo Governo quest'inverno sono stati al caldo dentro a queste casine dignitose . Essendo pensionato ed avendo contribuito in denaro orgogliosamente nella costruzione dell'Aquila , con queste manifestazioni fuori luogo, non vorrei pentirmene di quello che ho donato, io spero di nò , però i facinorosi dovrebbero essere messi in minoranza per il bene dell'Aquila e degli Aquilani

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  • kana_22

    22 Febbraio 2010 - 19:07

    A chi conviene distruggere Bertolaso? Perché si deve, sempre, guardare i fatti personali delle persone? Non ci si può più telefonare altrimenti chi ascolta travisa le parole, non si può più andare a cena coi collaboratori altrimenti ci si accusa di collusione con la mafia, non si può più andare controllare le zone distrutte da agenti naturali che si è sospettati di affari foschi e guadagni illeciti gestiti dalla camorra. A questo punto che ci sta a fare la protezione civile? Lasciamo le città colpite al loro distino come successo a Messina, in Irpinia, nel Belice e più ne a più ne metta. A chi conviene buttare fango a questa associazione di volontarietà? A chi conviene distruggere la protezione civile? Oltre alla mafia a chi conviene queto disastro? Aquilani date un occhiata a quei luoghi, che dopo decenni sono ancora da ricostruire, sapete perché? Allora non funzionavala protezione civile. Siete stati fortunati avere quello che avete, non lamentatevi, un tetto c'è.

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  • gasparotto

    22 Febbraio 2010 - 18:06

    Ormai Berlusconi e Bertolaso non c'entrano più niente con L'Aquila. Il testimone è passato nelle mani del governatore Chiodi che è stato nominato commissario per la ricostruzione e del sindaco Cialente PD che è vice commissario. Con questi chiari di luna, ha detto il sindaco bisogna stare molto attenti a come ci si muove, basta un niente per finire in galera. La cosa sta diventando come nelle sale operatorie, dove ognuno svicola e nessuno vuole più operare,perchè basta poco per essere incriminati. Ormai il terrore sta diventando di fatto la magistratura. Basta che un imprenditore si rechi per vendetta dal giudice, come fece Angelini per Del Turco, gli racconti un po' di balle e la tua carriera è finita. Oppure una telefonata dove si capisce fischi per fiaschi e passi i guai. Media e magistrati ormai hanno sconquassato il sistema. Il quale è senz'altro corrotto, ma la peste non si guarisce in questo modo, ma facendo leggi e facendole rispettare a priori.

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  • Bruno79

    22 Febbraio 2010 - 18:06

    tranquilli pensa a tutto misterB. Vi costruisce casa nuova oppure si mette in casa tutti gli aquilani che può. anzi, notizia dell'ultim'ora, misterB metterà in casa sua solo le aquilane di circa 30 anni con misure prossime al 90-60-90. Assurdo che questo governo abbia fatto passare un megafurto ai danni dello stato come un grosso risultato. chissà con gli stessi soldi cosa si sarebbe potuto fare se non ci fosse stata la mafia al governo

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