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Processo Mills, è prescrizione

Condanna annullata, reato prescritto. Si conclude così il processo al legale di Berlusconi. Confermato il risarcimento di 250mila euro a Palazzo Chigi

Processo Mills, è prescrizione
La procura della Cassazione ha chiuso con una prescrizione il processo Mills.  Lo hanno deciso le Sezioni Unite della Cassazione. La Cassazione ha confermato la condanna dell'avvocato a risarcire 250 mila euro a Palazzo Chigi per danno di immagine. L'avvocato inglese era ricorso contro la condanna a quattro anni e sei mesi emessa il 27 ottobre 2009 dalla Corte d'Appello di Milano.

Mills aveva  fatto ricorso in Cassazione contro la sentenza emessa il 27 ottobre dalla Corte d'Appello di Milano. Il verdetto di primo grado - conforme a quello di secondo grado - era stato pronunciato il 17 febbraio 2009. Il legale inglese  era stato condannato perché avrebbe ricevuto 600mila dollari per rilasciare dichiarazioni false o reticenti in due processi milanesi passati ormai in giudicato, All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di finanza. Una corruzione in atti giudiziari che i giudici d'appello hanno ritenuto «susseguente» e non «antecedente» alle testimonianze del legale ritenuto ideatore del sistema di società off-shore della Finivest.

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  • fonty

    fonty

    28 Febbraio 2010 - 12:12

    Carissima cerbiatta, che porti una ventata di eleganza e di leggerezza in questo blog appesantito da insulti volgari e "idiosie" varie , tipiche quelle di hussein, alias-malak-alias fernando pellizzo-alias meschino- becero-frustrato-perizomato ecc. come lo chiama il suo amico-nemico ziogianni. Ti sei accorta che il personaggio in cerca di autore è sempre lo stesso, anche se cerca di nascondersi sotto mentite spoglie, tipico dei vigliacchi e di chi si vergogna di sè stesso. Eclatante la sua sindrome ossessiva nelvoler sempre correggere gli altri con la matita rossa e blù, chiaro segno di disfunzioni neuronali, poveretto dovrebbe andare a farsi visitare al Careggi prima che la patologia si possa aggravare e sfociare in depressione o pazzia.Cordialmente.

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  • cerbiatta

    26 Febbraio 2010 - 22:10

    Non insegno italiano di mattina, nè di sera ma desidero ricordarle che non si scrive pasano ma passano con due esse (letterina di sole), non si scrive idiosie ma idiozie, quelle che scrive lei per intenderci; ancora, appassionata è di genere femminile per cui davanti si deve mettere l'articolo una non un, a meno che, chi scrive, non sia un maschietto e, in quel caso, l'articolo un va bene ma il termine esatto sarà appassionato, con la vocale o in finale. Visto che ci siamo, un smacco non è corretto, davanti ad una parolina che inizia con le due consonanti sm insieme si scrive uno, non un.. Scrivere con attenzione è una regola di buona educazione verso chi legge, non se la prenda a male! Quanta pazienza con questi trogloditi! Meno male che questo prof almeno il lunedì e i festivi non insegna italiano!

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  • igna08

    26 Febbraio 2010 - 19:07

    Ora abbiamo un maestro che ci insegna come e cosa dobbiamo scrivere. Il maestro è un tale che si chiama Fernando Pellizzo, il quale ha bacchettato il Sig. Fonty, perchè ha scritto OIHBO' invece di OHIBO' , senza pensare che per la fretta, può succedere di scrivere OIHBO' invece di OHIBO' ...non se la prenda a male....

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  • fernando.pellizzo

    26 Febbraio 2010 - 18:06

    Io insegno (ci provo) italiano, storia e geografia e al mattino, tranne nei festivi e al lunedì, sono in classe a combattere con i miei trogloditi. Gli artigiani che conosco (e ne ho tra gli amici) pasano il loro tempo a incollare cornici, riparare lavandini, saldare, dipingere muri, nessuno guadagna un centesimo passando tutto il giorno a scrivere idiosie su un blog. Allora, essendo un appassionata di deduzione, ho dedotto che tu non fai una sega nella vita, uguale, pensionato o disoccupato (ma i disoccupati hanno altro a cui pensare). Per cui: Si chiamava ciannosecco, e sembrava proprio tocco, se subiva anche un smacco, strepitava come un crucco, non saprei se fosse ricco, certo amava molto Bacco, e difatti il nostro vecchio, ci sembrava spesso ciucco, e per non sembrare fesso, ci metteva sotto al tacco, eri forte ciannosecco, pur se non capivi un cazzo!

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