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Mea culpa del Vaticano sugli abusi ai minori

L'intervento di Tomasi alla conferenza annuale sui diritti dei bambini

Mea culpa del Vaticano sugli abusi ai minori
Mea culpa del Vaticano sugli abusi contro i minori. Nella sede dell'Onu, durante la sessione annuale dedicata ai diritti dei bambini, l'Osservatore permanente della Santa  Sede alle Nazioni Unite, monsignor Silvano Maria Tomasi, ha parlato dell'orribile dramma degli abusi su bambini da parte di elementi della Chiesa. "I sacerdoti e  religiosi che hanno commesso abusi sui minori non hanno scuse e la Chiesa si sta impegnando attivamente per porre fine a questo serio problema" ha detto Tomasi.
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L'abuso sessuale sui minori è sempre un  crimine odioso e la Chiesa si sta impegnando attivamente per porre fine a questo serio problema.



L'intervento - In apertura del suo intervento, Tomasi ha  citato le parole di Benedetto XVI, ricordando che "a questa chiarissima condanna della violenza sessuale contro i bambini ed i  giovani, il Papa ha aggiunto la dimensione religiosa, ribadendo che  l'abuso è anche un grave peccato, che offende Dio e la dignità umana". "L'integrità fisica e psicologica dei minori viene violata  con conseguenze distruttive - ha aggiunto il presule - Gli studiosi  hanno dimostrato che i bambini abusati reagiscono in modi differenti  alla violenza sessuale" e tra di loro si registrano "maggiori  probabilità di gravidanze adolescenziali, vagabondaggio, tossicodipendenza ed alcoolismo".
Quindi, monsignor Tomasi ha ricordato che, "negli ultimi anni,  sacerdoti, religiosi e operatori laici cattolici, in diversi Paesi,  sono stati accusati di abusi sui minori e molti sono stati anche  condannati". "Non ci sono scuse per questo comportamento" ha ribadito il presule, sottolineando che "la protezione dalle aggressioni sessuali rimane in cima alla lista delle priorità di  tutte le istituzioni ecclesiastiche che lottano per porre fine a  questo serio problema".
Poi, l’osservatore della Santa Sede ha sottolineato che "misure concrete per assicurare la trasparenza e l’assistenza alle vittime ed  ai loro familiari sono il modo per alleviare la pena, il dolore e lo  smarrimento provocati dagli abusi". Per questo, "la comunità  cattolica continua nei suoi sforzi per risolvere definitivamente questo problema". E ha promesso "i colpevoli di tali crimini vengono immediatamente sospesi  dall’esercizio delle loro funzioni e trattati secondo la normativa civile ed il diritto canonico".
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I colpevoli di tali crimini vengano immediatamente sospesi  dall’esercizio delle loro funzioni e trattati secondo la normativa civile ed il diritto canonico.





Altre misure legali sono state prese, inoltre, per assicurare che "i bambini ed i giovani, nelle scuole e nelle  istituzioni, siano salvaguardati" e "molte di queste misure, legali  o amministrative, riguardano il riconoscimento e la punizione degli abusi".
Di qui, l'accento posto da monsignor Tomasi sulla prevenzione,  definita come "la migliore medicina", il che si traduce in "educazione e promozione alla cultura del rispetto dei diritti umani e della dignità di ogni bambino, specialmente attraverso l’impiego di metodi efficaci per l’assunzione del personale scolastico". Infine, il presule ha suggerito di mettere in atto alcune  pratiche che possano aiutare i minori e riconoscere e segnalare il  comportamento scorretto degli educatori.

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Commenti all'articolo

  • aquila azzurra

    12 Marzo 2010 - 15:03

    le gerarchie vaticane non seguano la politica delle scuse o del buonismo ad oltranza, ormai il livello di guardia è stato superato. Non ci troviamo di fronte al solito scandalo di origine politica o finanziario, qui si tratta di aver offeso l'infanzia ,porcheria di misura incommensurabile: tolleranza zero o ne subisca le conseguenze.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    12 Marzo 2010 - 12:12

    Le scuse sono sempere un atto da prendere in considerazione ma, se non si decide di cambiare binario, tra non molto, avreno ancora dei zozzoni in tonaca che violentano altri ragazzini. La S.Sede, nel collegio dei Vescovi, deve convenire che sarebbe ora di andare a tagliare la cattiva erba alle radici; non sono i cittadini che si fanno preti che fanno paura ma delle normative Ecclesiali fondamentaliste che negano il diritto umano di soddisfare quei bisogni naturali di cui gli esseri umani non possono farne almeno. Gli esseri umani non devone eccedere in quelle che sono esigenze naturali ma, non possono nemmeno,in misura normale,farne almeno. Speriamo che chi di dovere capisca perchè, così continuando,non faranno altro che peggiorare il male.

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