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Parmalat, sequestrate due barche a Tanzi

I due yacht sono parte del tesoro nascosto dell'ex patron di Parmalat

Parmalat, sequestrate due barche a Tanzi
Ne aveva una a Livorno, l’altra invece ormeggiava a La Spezia. Qui Calisto Tanzi, l’ex patron della Parmalat, protagonista di uno dei crac finanziari più grandi della storia del Paese, teneva le sue due barche, di 15 e 18 metri di lunghezza. Le imbarcazioni sono state rinvenute oggi dagli uomini della Guardia di Finanza, e vanno ad aggiungersi ad altri beni scoperti recentemente sempre dalle Fiamme Gialle, alla ricerca di beni riconducibili alla famiglia Tanzi sottratti o occultati al fallimento della Parmalat.

Il sequestro degli yacht incrementerà l’asse patrimoniale a disposizione del Tribunale Fallimentare di Parma per soddisfare almeno in parte i molti creditori che vantano crediti nell’ambito del fallimento Parmalat, anche se il giudice ha messo in guardia da facili entusiasmi: "La Procura - ha detto - deve verificare quali sono le spese da sostenere per il mantenimento delle due barche in caso di un provvedimento di sequestro perché potrebbe non convenire prendersi in carico le barche, e pagarne le spese, per poi scoprire che il loro valore è inferiore ai costi di mantenimento. Senza contare che c’è da capire chi potrà vantare dei diritti su questi beni".

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Commenti all'articolo

  • ginepro

    12 Marzo 2010 - 17:05

    Caro Callisto,sono uno dei tanti piccoli risparmiatori che sei riuscito a pelare con l'aiuto delle banche. Inizialmente ho imprecato. In seguito,recuperata la calma ,ho riscoperto il senso della misura,grazie a lei ,commendatore,cavaliere,signor Callisto,perchè ho immaginato a quanto squallida ,di li a poco,sarebbe diventata la sua esistenza.Apostrofato,indagato, processato,condannato,senza più la riverenza che esalta i meschini,senza la libera disponibilità del mal tolto,con l'incubo permanente del sequestro dei suoi beni-rifugio;privo di amici disinteressati e maledetto. Insomma un poveraccio,privo di onore e stima,tormentato e isolato,inquieto e aggredito dal rimorso.Quasi mi comuovo,cavalier Callisto.Se fossi sicuro che si è pentito e che ha fatto di tutto perchè i suoi derubati venissero risarciti,proporrei una colletta in suo favore, Ma lei comendatore è sordo alla voce della coscienza.Si illude e nasconde quel che non è più suo.

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  • ginepro

    12 Marzo 2010 - 15:03

    E' giusto che Callisto ,il gran truffatore paghi sino all'ultimo centesimo.Pertanto è necessario estendere le ricerche del mal tolto anche ai suoi familiari e amici compiacenti.I complici,se accertati tali,vengano puniti alla stessa maniera.Come è riuscito, a nascondere due barche di lusso ,di cui una di 18 m.?Aveva progetti di fuga e di ozio dorato in quache isola felice? Non si demorda.In questo caso l'accanimento non è solo giustificato ma doveroso.

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  • pantera.rosa

    12 Marzo 2010 - 12:12

    Callisto caro ,sei un vero tesoro,ovunque ci si gira troviamo una parte di te. Coraggio cercate ancora ,la caccia deve continuare ad oltranza .Di certo le sorprese non mancheranno!!!!!!!!!!

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  • COCCINELLA

    12 Marzo 2010 - 11:11

    MA ALMENO è IN CARCERE?????? E CI DOVREBBERO SBATTERE ANCHE LA MOGLIE ,FIGLI,GENERI,NUORE CHE NASCONDONO I TESORETTI!!! SIAMO STUFI DI QUESTI LADRONI CHE ROVINANO FAMIGLIE . E CHE NON GLI DIANO NEANCH EL APENSIONE ,MA TUTTO QUEL CHE NON RIESCONO A RISARCIRE CON I BENI SEQUESTRATI, GLIELO FACCINAO PAGARE A RATE...X IL RESTO DELLA SUA VITA!!!! FORSE COSI' LA GENTE LADRA COME LUI LA SMETTEREBBE DI RUBARE.

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