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Denise, l'ora della verità

Inizia il processo per concorso in sequestro. Imputata la sorellastra della piccola scomparsa a Mazara del Vallo nel 2004

Denise, l'ora della verità
Prende il via oggi al Tribunale di Marsala (Trapani) il processo per la scomparsa della piccola Denise Pipitone, la bambina sparita davanti alla sua abitazione di Mazara del Vallo (Trapani). Alla sbarra la sorellastra della piccola, Jessica Pulizzi, e l'ex fidanzato, l'italo tunisino Gaspare Ghaleb.
''Sono molto nervosa - aveva detto pochi giorni fa all'ADNKRONOS la madre della piccola Denise, che oggi avrebbe dieci anni - questi sono giorni difficili, non che gli ultimi anni non lo siano stati. Ho vissuto nell'angoscia, ho fatto appelli o teso la mano anche a chi non ha voluto collaborare con gli investigatori, ho sopportato insinuazioni sul mio conto e sulla mia famiglia. Ma ora dico basta: adesso e' arrivato il momento di andare avanti giuridicamente per scoprire la verita'''.
Oggi ci sarà anche lei in aula. Lo scorso 18 gennaio il gup di Marsala Lucia Fontana ha rinviato a giudizio Jessica Pulizzi, all'epoca dei fatti minorenne e oggi 22enne. L'accusa per lei è di concorso nel sequestro di Denise. Rinvio a giudizio anche per l'ex fidanzato della ragazza, 24 anni, accusato di false testimonianze al pm. Piera Maggio, insieme a Piero Pulizzi, padre naturale sia di Denise che dell'imputata, si e' costituita parte civile.
E il legale della famiglia, Giacomo Frazzitta, non nasconde la soddisfazione per la decisione del gup. "Per la prima volta - spiega - sarà applicata la legge su sequestro di minorenne, approvata lo scorso luglio, proprio dopo le dure battaglie della signora Maggio, che non ha esitato ad incatenarsi anche davanti al Quirinale per essere ascoltata. Il reato verrà discusso davanti a un tribunale ordinario collegiale e non più, come in passato, a un giudice monocratico. La nostra speranza ora è che la riapertura delle indagini e questo processo ci aiutino a trovare Denise".
Non è vendetta quella che chiede la signora Maggio, ma solo "giustizia e un'accelerazione delle indagini, perché - dice - purtroppo si è perso tempo utile a ritrovare mia figlia. Lo scorso 11 novembre insieme al mio avvocato ho chiesto al capo di gabinetto del ministro Alfano un'ispezione presso la Procura dei minori di Palermo, che ascoltò Jessica Pulizzi, all'epoca dei fatti ancora minorenne. Per due anni nei confronti di questa persona non si è proceduto".

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