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Trovati i resti di Elisa Claps

Svolta dopo 17 anni dalla scomparsa

Trovati i resti di Elisa Claps
La Procura della Repubblica di Salerno ha disposto un accertamento medico legale sui resti di Elisa Claps. Al momento, secondo fonti giudiziarie, non è ancora stato disposto un mandato di cattura internazionale per Danilo Restivo, unico indagato per l'omicidio, che risponde anche dei reati di violenza sessuale e occultamento di cadavere.
L'accertamento medico sarà eseguito da una equipe specializzata: si tratta infatti di analisi molto complesse, a causa dello stato di avanzata decomposizione del corpo di Elisa. L'accertamento, fra l'altro, sarà irripetibile: vi si procederà, dunque, con tutte le garanzie del caso per la difesa. Una volta ottenuti i risultati, la Procura di Salerno deciderà le prossime mosse.

La Direzione distrettuale antimafia di Salerno, competente sulla vicenda, ha incaricato l'anatomo-patologo Francesco Introna, dell'Università di Bari, di effettuare gli accertamenti. Introna è lo stesso medico legale già incaricato degli esami sui corpi dei fratellini di Gravina in Puglia (Bari), Ciccio e Tore (Francesco e Salvatore) Pappalardi.
«Sarò domani con tutta la mia equipe per iniziare questi accertamenti», conferma il professor Introna. Il corpo non è stato rimosso e non lo sarà prima dell'intervento sul posto dell'equipe medica.
È stato trovato, insieme ad alcuni oggetti, tra cui un paio di occhiali e un orologio, tra due muri del sottotetto della chiesa. Non c'è stata ancora alcuna identificazione. Per avere certezza che il corpo possa essere quello di Elisa Claps occorrerà l'esito del test del Dna.

Sono di Elisa Claps i resti ritrovati
in un sottotetto della Chiesa della Trinità, a Potenza. Lo rende noto questore di Potenza, Romolo Panico. «Potrei ritenere di sì» dice il questore, anche se «solo le analisi ci diranno se i resti umani trovati oggi appartengono al cadavere di Elisa Claps».
Il questore ha confermato che è stato trovato «un corpo in avanzato stato di decomposizione», in condizioni molto, molto precarie. È stato confermato anche il ritrovamento di alcuni oggetti: «potremmo arrivare all'identificazione - ha detto il questore di Potenza - dagli oggetti ritrovati, fra i quali vi sono anche resti degli occhiali di Elisa». La polizia ha infatti rinvenuto anche alcuni oggetti della 16enne, tra cui un orologio e degli occhiali.

Il ritrovamento - Dopo 17 anni arriva forse una svolta nel caso della scomparsa di Elisa Claps, della quale non non si hanno notizie dal 12 settembre 1993.
La Polizia sta infatti eseguendo alcuni scavi nella chiesa della Santissima Trinità, nel centro storico di Potenza, alla ricerca dei resti della studentessa potentina scomparsa all’età di 16 anni.
La chiesa è chiusa, gli ingressi sono presidiati da agenti della Polizia: all'interno vi sono magistrati, investigatori e poco fa sono arrivati agenti specializzati della Polizia scientifica. È giunta a Potenza anche una squadra di polizia della Scientifica di Bari per gli accertamenti sui resti umani trovati.
Secondo quanto si è appreso, oltre a resti umani (vi è chi parla di un corpo mummificato), sarebbero stati trovati due o tre oggetti, come un orologio e gli occhiali della ragazza scomparsa. La Polizia ha già contattato la famiglia Claps, per far riconoscere gli oggetti.
I resti umani, stando alle informazioni finora trapelate, sono stati trovati in un sottotetto, ambiente normalmente non accessibile. Degli operai stavano facendo degli interventi di manutenzione perché si verificavano delle infiltrazioni di acqua. Sono stati loro a trovare il corpo e ad avvisare le forze dell'ordine.
Segue tutto di persona il procuratore di Potenza, Giovanni Colangelo, insieme al questore di Potenza. Sono al lavoro polizia, carabinieri e vigili del fuoco. C'è la sensazione che potrebbe trattarsi della svolta.
Gildo Claps, fratello di Elisa, è uscito visibilmente sconvolto dalla chiesa dove sono stati trovati resti umani e oggetti che fanno pensare alla sorella. Claps non ha parlato con i giornalisti e si è allontanato subito, ma ha confidato ad alcuni amici di non essere sicuro che si tratti dei resti e di oggetti appartenuti a Elisa. Secondo quanto è stato possibile sapere, gli oggetti saranno esaminati di nuovo nelle prossime ore, con maggiore calma, proprio da Gildo Claps e da altri parenti di Elisa.
L'uomo, in tutti questi anni, si è battuto in prima linea insieme alla madre Filomena per ottenere giustizia, con continui appelli alle istituzioni e alle forze dell'ordine a non interrompere mai le indagini.
A quanto si apprende a Gildo Claps sarebbero stati mostrati alcuni oggetti trovati insieme al cadavere, tra cui un paio di occhiali e un orologio colorato, due effetti personali che Elisa utilizzava. Claps non ha voluto commentare. Gli inquirenti hanno infatti chiesto il massimo riserbo in questa fase di indagini.
La chiesa della Ss. Trinità è l'ultimo posto in cui Elisa Claps, allora sedicenne, sarebbe stata vista.

La scomparsa -
La mattina di domenica 12 settembre '93, Elisa Claps stava passeggiando in centro a Potenza. Verso le 11,30 dice alla sua amica Eliana di doversi allontanare per incontrare Danilo Restivo, che le aveva chiesto un appuntamento.
Secondo le dichiarazioni fatte dallo stesso Restivo, l'incontro sarebbe avvenuto nella chiesa della Santissima Trinità. Da quel momento nessuno ha più visto Elisa Claps, che sarebbe scomparsa sotto gli occhi della gente che affollava via Pretoria. L’ultimo ad averla vista è effettivamente il giovane.
Nei mesi e negli anni seguenti ci sono stati avvistamenti e segnalazioni, tra queste fece più scalpore quella che indicava la ragazza scomparsa in Albania, che si rivelò comunque una pista errata.

Il coinvolgimento di Danilo Restivo -
Al centro delle indagini di questi anni sulla scomparsa di Elisa si è trovato immediatamente Danilo Restivo: secondo le sue dichiarazioni, una volta uscito dalla chiesa avrebbe girovagato da solo per la città, entrando, senza un motivo preciso, in uno dei cantieri delle scale mobili che all'epoca erano in costruzione, dove sarebbe caduto da una scalinata di cemento armato, ferendosi alla mano sinistra e facendosi medicare, alle 13,45, al pronto soccorso dell'ospedale di Potenza, come risulta dal referto medico. Nel gennaio '98 Restivo è stato condannato per false dichiarazioni rese al pubblico ministero.
Nel maggio '99 sembrerebbe che Restivo avesse inviato un messaggio di posta elettronica alla famiglia Claps, spacciandosi per Elisa, in cui si legge che la ragazza sta bene, che si trova in Brasile, che non vuole tornare in Italia e non vuole rivedere i familiari. Restivo, tramite il suo legale, ha smentito.

L'omicidio inglese -
Danilo Restivo è rimasto coinvolto anche in un altro giallo, questa volta in Gran Bretagna, dove si trovava da più di tre anni, nel corso delle indagini per l’omicidio della 48enne Heather Barnett, avvenuto il 12 novembre 2002 a Bournemouth, nella contea di Dorset.
Il cadavere mutilato della donna, è stato trovato dai figli: nelle mani due ciocche di capelli che non appartenevano a lei.
Restivo abita nella casa di fronte a quella di Heather Barnett, nel quartiere di Charminster. I due si conoscevano in quanto vicini di casa e perché l’uomo una volta era andato a commissionarie delle tende da regalare alla sua padrona di casa.
Restivo ha fornito come alibi per il giorno dell'omicidio la sua presenza al corso di informatica che stava seguendo.
Ma gli investigatori inglesi hanno saputo che in passato, quando era a Potenza, Restivo ha tagliato ciocche di capelli a delle ragazze avvicinate in autobus e in altri luoghi pubblici. Dopo un appello per sapere se qualcuno avesse subìto la stessa cosa a Bournemouth, gli inquirenti hanno ricevuto la testimonianza di cinque donne, due delle quali hanno riconosciuto l'autore dei gesti in Danilo Restivo.

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Commenti all'articolo

  • marcello.favale

    18 Marzo 2010 - 11:11

    Se i resti ritrovati vel sottotetto della Chiesa della SS. Trinità fossera della povera Claps, sorgono spontanei vari dubbi. Può Restivo - l'ultimo a vederla, per sua ammissione - averla portata, da solo, sulla implacatura (per i lavori di manutenzione?); averla lasciata lì e che, successivamente, gli operai che stavano lavorando non si siano accori della presenza del cadavere? Mi sembra un'ipotesi assurda introdotta in una vicenda dai tanti punti oscuri. Certo la vicenza - in cui è implicato in Inghilterra - fa sorgere il dubbio che lui centri, in qualche modo. Se la vicenda inglese fosse confermata ci si troverebbe di fronte ad uno dei gialli, che più gialli non si può, di questi ultimi 20 anni oltre che ad gesto di efferatezza comparbile soltanto a quella del ragazzo di Parma che sotterrò i suoi genitori e, guarda caso, anche lui decide di recarsi in Inghilterra a lavorare. ..

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  • lallalalla

    18 Marzo 2010 - 03:03

    se siamo paesi civili vogliamo indagini piu serie, non siamo colpevolisti , ma per serial killer non c'è la malattia ma va bene la pena di morte. Purtroppo non beccano mai com e vittime i figli dei magistrati. fedele lettrice

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  • sarame

    17 Marzo 2010 - 20:08

    povera figlia che pena . però bisognerebbe insegnare a queste ragazze a essere più prudenti capisco la giovane età i 17 anni li abbiamo avuti tutti ma ai nostri tempi cèra più timore e forse anche pudore se si usciva insieme insieme si restava capisco i tempi èrano cambiati già da allora però mi ripeto che pena che DIO la abbia in gloria

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