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Erba, chiesta la conferma dell'ergastolo

Lecco, in corso processo d'Appello per i coniugi Romano

Erba, chiesta la conferma dell'ergastolo
Scorrono di nuovo in un’aula di giustizia le foto di quello che l’accusa definisce un «film dell’orrore». Davanti ai giudici della seconda corte d’Assise d’appello di Milano, il sostituto procuratore generale Nunzia Gatto sta svolgendo la seconda parte della requisitoria del processo in cui sono imputati Olindo e Rosa Romano, condannati all’ergastolo in primo grado per la strage di Erba.
 
La rappresentante dell’accusa ha mostrato su uno schermo le immagine della corte di via Diaz dove, secondo la sua ricostruzione i coniugi Romano massacrarono 4 persone. In particolare, il pg si è soffermato su una fotografia che ritrae il piccolo Youssuf, figlio di Raffaella Castagna, mentre "giace sul divano a braccia aperte e con la manina, signori della Corte, che è molto tenera... è una mano che ha colpi di ferita da difesa. Questo bambino ha cercato di difendersi. Quando ho visto questa foto, ho voluto subito sentire cosa hanno detto gli imputati". E il pg fa ascoltare le voci di Olindo e Rosa: il primo, quando dice ai carabinieri durante la confessione che "Youssuf non è che si sentiva, era accettabile"; la seconda, invece, che giustifica l’uccisione del piccolo col fatto che "piangeva e aumentava il mio mal di testa". Il magistrato dell’accusa aveva iniziato la sua requisitoria ricordando la figura di Raffaella Castagna e i contrasti familiari creati dalla sua decisione di sposare Azouz Marzouk, un "giovane uomo che aveva problemi con la giustizia".
 
Una confessione caratterizzata da una tale "precisione mnemonica" poteva venire "solo da chi ha commesso il fatto" e ho "voluto farne ascoltare l’audio perchè è come se Olindo stesse raccontando una partita di calcio al bar sport". Nella sua requisitoria il sostituto Pg, Nunzia Gatto, sottolinea la genuinità delle due confessioni di Olindo Romano e Rosa Bazzi davanti a Pm e gip. "Abbiamo due confessioni sovrapponibili - dice il Pg, rivolgendosi ai giudici della II Corte d’Assise d’Appello di Milano - che trovano riscontro nelle prove scientifiche e nelle dichiarazioni dei testimoni»" La rappresentante dell’accusa fa ascoltare ai giudici l’audio delle confessioni ed evidenzia "il tono limpido, la voce da ragazzina di Rosa" e il "tono normale" di Olindo nell’ammettere le proprie colpe. Successivamente, ricostruisce il pg, i due furono intercettati in carcere e Rosa disse rivolgendosi al marito: "sono convinta di quello che abbiamo fatto. Tieni pulita la camera". "Vi sembra - domanda ai giudici il magistrato dell’accusa - il comportamento di persone a cui è stata estorta la confessione, come sostengono le difese?".

Le ammissioni di Rosa e Olindo, ricorda il Pg, sono state poi anche confermate, tra l’altro, dagli psicologi che visitarono i detenuti in carcere e dal compagno di cella di Olindo, Giuliano Tavaroli, che, nella sua deposizione, aveva affermato che Olindo non gli accennò mai alla volontà di ritrattare. E, a proposito della ritrattazione, avvenuta all’inizio dell’udienza preliminare davanti al giudice di Como, Nunzia Gatto si sofferma sulle sei scarne righe con cui sia Olindo (a voce) che Rosa (con un documento scritto, perchè non se la sentiva di partecipare a quell’udienza) fanno marcia indietro. "La ritrattazione dei due imputati è tardiva e inconsistente".

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Commenti all'articolo

  • franziscus

    21 Marzo 2010 - 13:01

    Ci sono dei punti oscuri in tutta questa bruttissima faccenda che sarebbe stato meglio cercare di chiarire.

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  • emilioq

    20 Marzo 2010 - 08:08

    Non si riesce a capire come certa stampa dice che l'ergastolo è già stato confermato. Come sempre, dove sta la verità? In ogni caso, anche fosse, con il malcostume vigente in Italia, questi due maiali, purtroppo, godranno di sconti e quant'altro e pertanto faranno tutto fuorchè l'ergastolo. Io, personalmente, condannerei all'ergastolo anche gli avvocati difensori !!!!!!!!!!!

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  • piero barbarossa

    20 Marzo 2010 - 01:01

    Tra gli investigatori,qualcuno ha mai pensato ad una vendetta di alcuni "amici" o "colleghi di lavoro"di Azouz che, di mestiere, non vendeva nè fiori nè giornali nelle edicole agli incroci(senza offesa ai fiorai ed edicolanti)?? piero barabarossa

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  • Kat Cip

    19 Marzo 2010 - 16:04

    # La loro misera follia degna dell'ignoranza, è pari alla incompetenza degli investigatori e accusatori che non sono stati in grado di portare prove certe tranne che, come unica prova, la testimonianza "estorta come documentato" ad un tizio molto ambiguo. Chissà, un giorno forse se si scoprirà che era ben altra storia. Qualcuno aveva visto dei tipi "strani" aggirarsi nel luogo del delitto ma, i nostri inquisitori, come si suol quando non sono all'altezza, hanno preferito non ascoltare.<

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