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Caso Marrazzo, svolta sull'omicidio Cafasso

Arrestato il maresciallo Testini accusato di omicidio per avvelenamento e del blitz di via Gradoli

Caso Marrazzo, svolta sull'omicidio Cafasso
Svolta sul caso Marrazzo. Il maresciallo della Compagnia Trionfale Nicola Testini è stato arrestato per l'omicidio del pusher Gianguerino Cafasso. Ad emettere il provvedimento cautelare è stato il Gip di Roma Renato Laviola su richiesta del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e del pm Rodolfo Sabelli. I reati contestati sono omicidio volontario premeditato e cessione di stupefacenti.

Un testimone scomodo - L'accusa è partita dalla trans Jennifer, che era legata sentimentalmente alla vittima. Secondo la brasiliana Testini avrebbe fornito a Cafasso la dose letale di droga - eroina mischiata a cocaina - l'11 settembre, il giorno prima del decesso, avvenuto in una stanza dell’hotel Romulus sulla Salaria, con l'intento di sbarazzarsi di un testimone scomodo. Il pusher, infatti, aveva partecipato alle prime fasi della trattativa avviata da Testini per commercializzare il video che ritraeva Marrazzo in compagnia del trans Natali. Al maresciallo è stata contestata anche la preparazione di quel blitz compiuto il 3 luglio nell'appartamento di via Gradoli in cui si trovava l'ex presidente della Regione Lazio.

La reazionde della difesa - L’avvocato Valerio Spigarelli che, assieme alla collega Marina Lo Faro, difende il maresciallo ha espresso amarezza per il provvedimento: "L'arresto di Nicola Testini era stato annunciato a mezzo stampa. Non sorprende più di tanto. L'unico aspetto positivo della vicenda è che adesso ci potremo difendere dalle accuse come è successo la volta precedente quando poi il tribunale del riesame ci ha dato ragione. Quello che è successo a Testini non è da Paese civile". 
Il maresciallo dei carabinieri era già finito in manette lo scorso ottobre in relazione al ricatto a Marrazzo. Tornato in libertà, era in attesa di un nuovo pronunciamento dopo l’annullamento della Cassazione della sua scarcerazione. Testini sarà detenuto a Bari e sarà sentito dal gip, tramite rogatoria, per l’interrogatorio di garanzia.

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