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Cei: "Rimorso per gli errori di alcuni"

I vescovi italiani collaboreranno con i magistrati nelle indagini sui preti pedofili

Cei: "Rimorso per gli errori di alcuni"
I vescovi italiani sono pronti a collaborare con i magistrati nelle indagini sui casi di pedofilia nella Chiesa. Lo ha annunciato in un comunicato la Cei, al termine  del Consiglio episcopale permanente. I vescovi "concordano sul fatto che il rigore e la trasparenza nell’applicazione delle norme processuali e penali canoniche sono la strada maestra nella ricerca della verità e non si oppongono, ma anzi convergono, con una leale collaborazione con le autorità dello Stato, a cui compete accertare la consistenza dei fatti denunciati".

Nel comunicato la Cei esprime inoltre "sgomento, senso di tradimento e rimorso" per "gli errori di alcuni", associandosi "all’atteggiamento fermo e illuminato di Benedetto XVI che, senza lasciare margini di incertezza né indulgere a minimizzazioni, invita la comunità ecclesiale ad accertare la verità dei fatti, assumendo nel caso i provvedimenti necessari".

"Ancora una volta - si legge in conclusione - è stata confermata l'esigenza di un'accurata selezione dei candidati al sacerdozio, vagliandone la maturità umana e affettiva oltre che spirituale e pastorale. Si è pure sottolineato il valore del celibato, che non costituisce affatto un impedimento o una menomazione della sessualità, ma rappresenta, specialmente ai nostri giorni, una forma alternativa e umanamente arricchente di vivere la propria umanità in una radicale donazione a Cristo e alla Chiesa".

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Commenti all'articolo

  • mab

    03 Aprile 2010 - 11:11

    Ma quali rimorsi, se è palesemente dimostrato e testimoniato che tutti sapevano ma si limitavano ad insabbiare o ignorare quello che forse è il più disgustoso degli atti delinquenziali. E poi si permettono anche di intervenire con atteggiamento di santità su questioni (tipo immigrazione) tacciando gli altri di essere disumani e insensibili. Ci vorrebbe un arcangelo Gabriele non con la spada ma con la mannaia!

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  • pippo65

    01 Aprile 2010 - 14:02

    Questo intervento per dire che non tutti i lettori di questa testata sono anticlericali o sparatutto. Quando ho fatto 32 giorni di ospedale tra dolori e torture, l'unico a non trattarmi da escremento inutile (medici e infermieri compresi) fu un vecchio prete che mi veniva a trovare ogni giorno. Come per dire, cari e furibondi superficialisti non fate di tutte le erbe un fascio. Mi raccomando.

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  • linhof

    31 Marzo 2010 - 21:09

    CARI PRETI, DOVEVATE PREOCCUPARVI PRIMA! E IO, IMBECILLE MANDO ANCHE MIA FIGLIA NELLE VOSTRE CHIESE, ANCORA MI SUONA IL CASO BOFFO, IL VOSTRO DIRETTORE CHE VOI AVETE DIFESO FINO ALLA FINE, MI SAREI ASPETTATO ALMENO UN PICCOLO INTERVENTO PER QUELLA DONNA, MOGLIE DI UN COGLIONE IN CERCA DI ROGNE, CHE HA CERCATO DI DIFENDERE IL SACRO VINCOLO, COME VOI LO CHIAMATE. NON HO PIU' MOLTA FIDUCIA IN VOI.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    30 Marzo 2010 - 15:03

    Isacerdoti,prima di entrare in un collegio ecclesiale,provengono da tutte le parti del mondo d0ve, da bimbi o ragazzi, hanno fatto parte di quella schiera dei figli del popolo che li ha generati. Non perchè indossano un abito talare cambia la loro matrice anzi, essa di deve rafforzare in virtù di quello spirito Divino che li ha chiamatui nell'esercito dei figli di Dio. Pertanto, non è a questi che si addebitano certi reati ma a questi si addebita,se avviene,un silenzio omertoso che copre un reato infamante che lo stesso Gesù condannò piu di altri. Se veramente credono nella missione che svolgono,diano per primi l'esempio di non essere i reggitori di situazioni illegali ma li denuncino per primi ai loro Educatori e se questi non intervengono,ricordino sempre che come cittadini di qualsiasi Stato sono tenuti alla denuncia giudiziaria. Con stima.

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