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Cogne, "Mai dubbi su Anna Maria"

Parla Stefano Lorenzi, marito della Franzoni

Cogne, "Mai dubbi su Anna Maria"
«Non ho mai avuto il minimo dubbio su Anna Maria se lo avessi avuto l'avrei detto subito e avrei preso le distanze e la stessa cosa farei oggi o in qualunque momento». Parla così Stefano Lorenzi, il marito di Anna Maria Franzoni, nella deposizione di questa mattina al processo Cogne bis in corso a Torino, nel quale sono indagati sua moglie, con l'accusa di calunnia, e un consulente svizzero imputato di frode processuale.

Rispondendo alle domande del pubblico ministero Giuseppe Ferrando, Lorenzi ha ripercorso la vita della sua famiglia a Cogne fino al giorno dell'omicidio di Samuele e poi anche i periodi successivi. Ricordando i giorni dopo il delitto Stefano Lorenzi ha osservato che «dal momento in cui ci hanno detto che Samuele era stato ucciso ho pensato a tutto e a tutti, non ho escluso Anna Maria solo perché era mia moglie, ma l'ho fatto ragionando, sapendo che persona è e perché il suo ricordo di quei momenti è sempre stato preciso e privo di contraddizioni. Su di lei non ho mai avuto e continuo a non avere il minimo dubbio».

Il marito della Franzoni ha ripercorso ogni dettaglio, anche quelli del giorno della tragedia. Quando ha ricordato il momento in cui gli dissero che suo figlio era morto, Lorenzi non è riuscito a trattenere l'emozione, ha chinato la testa e si è asciugato le lacrime. Poi ha proseguito nella sua deposizione sottolineando che da quel giorno tutto quello che è stato fatto da lui e dalla sua famiglia aveva l'obiettivo di scoprire «chi aveva fatto quello a Samuele». L'udienza è stata momentaneamente sospesa per un pausa e riprenderà sempre con la testimonianza di Lorenzi.

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Commenti all'articolo

  • aifide

    01 Aprile 2010 - 09:09

    Non una prova, non l'arma del delitto, non un movente, ma solo la volontà di trovare un colpevole dopo indagini condotte all'italiana, paese dove non c'è la pena di morte ma siamo tutti in libertà provvisoria, alla mercè dell'umore di magistrati colpiti da protagonismo acuto, con sentenze scritte prima ancora di celebrare i processi. Un'altra innocente in carcere contro le migliaia di assassini, stupratori, truffatori, spacciatori liberi o tornati liberi dopo delitti agghiaccianti (si pensi a Omar.....)lucidamente commessi. In Paese così c'è da aver paura di viverci!

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  • micael44

    31 Marzo 2010 - 18:06

    Io avrei paura di dormirle accanto!

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