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Tg1, polemiche sulle rimozioni

Fuori la Ferrario, Damosso e Giannantonio. Dentro 18 precari. Il direttore Minzolini: "E' ricambio, non epurazione"

Tg1, polemiche sulle rimozioni

"Ormai è evidente che al Tg1 è in corso una vera e propria epurazione dei giornalisti che non hanno firmato la lettera in favore del direttore". A denunciare una situazione non più "tollerabile" e richiedere l’intervento diretto del presidente della Rai, Paolo Garimberti, sono i consiglieri di minoranza Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten. Lo sfogo ha origine dal sollevamento di tre giornalisti dall’incarico di conduttori del telegiornale: "La settimana scorsa era toccato al caporedattore Massimo de Strobel, oggi Minzolini ha annunciato al comitato di redazione che sono stati sollevati dal loro incarico Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso, tutti professionisti che hanno contribuito a scrivere la storia di quella che un tempo è stata la più importante testata televisiva".

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L'epurazione dei giornalisti è il segno di un’arroganza che calpesta regole aziendali e dignità personali e per questo non è più tollerabile

Masi corresponsabile - I due lanciano anche un’accusa specifica contro il direttore generale, Mauro Masi: "Avevamo chiesto al direttore generale di fermare il disegno di annientamento dei valori, delle culture e delle autonomia professionali portato avanti con determinazione stalinista dal direttore del TG1 e pertanto lo riteniamo corresponsabile di queste decisioni”.

L'appello al Presidente - Infine l’appello a Garimberti: “Al presidente chiediamo un intervento a garanzia e in difesa di tutti coloro che in questa azienda hanno lavorato e lavorano con professionalità, serietà ed apprezzamento generale. Quanto sta avvenendo al Tg1 è il segno di un’arroganza che calpesta regole aziendali e dignità personali e per questo non è più tollerabile: non è in gioco soltanto la credibilità di quella testata ma dell’intero servizio pubblico".

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Sono stati assunti 18 precari e per dare un segnale di cambiamento al Tg1 bisogna mostrare volti nuovi


Ricambio generazionale - Immediata la replica del direttore del Tg1. Minzolini ha spiegato che non si è trattata di epurazione ma solo di un ricambio generazionale: "Sono stati assunti diciotto precari e per dare un segnale di cambiamento al Tg1 bisogna mostrare volti nuovi. Sono decisioni prese da tempo e i documenti, né quelli a favore, né quelli contro, non c'entrano assolutamente niente. Sono liturgie che non mi appartengono".

Fsni- "La notizia di una rimozione dagli incarichi di conduzione del Tg1, di colleghi come Paolo Di Giannantonio, Piero Damosso e Tiziana Ferrario, rischia di configurarsi come rappresaglia piuttosto che come un normale esercizio dei poteri del direttore che il contratto tutela", afferma Franco Siddi, segretario Fnsi, il sindacato dei giornalisti. "È inevitabile - afferma Siddi - che ciò accada in un luogo attraversato da invasioni di campo politiche e permanenti. E non sarebbe peraltro la prima volta. Ma colpisce che siano presi di mira, nell'opera di "revisione" del direttore Minzolini colleghi preparati, impegnati senza sbavature sul lavoro e sui compiti assegnati e nello stesso tempo, come moderazione fermi sui principi di riferimento morale e professionale che sono la cifra della propria autonomia di giudizio". "Cambi così massicci nella proposizione del principale telegiornale del servizio pubblico e che riguardano tre colleghi autorevoli che, guarda caso, appena poche settimane fa non firmarono un documento di sostegno al direttore - dice Siddi - suscitano più di un dubbio. Confidiamo in una rettifica di tutte le voci insistenti che viaggiano in questa direzione. Se invece cosi non fosse, il sindacato non starà di certo a guardare".

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Commenti all'articolo

  • gekconsulting

    21 Maggio 2010 - 16:04

    Il linguaggio di alcuni gironalisti che si sentono "epurati" è sempre quello che da decenni si sente nel linguaggio sindacale quando non gli va bene qualcosa, solo lor signori sono professionali, competenti, seri, tutti gli altri no! Ovviamente il tutto vale anche per la FNSI, solo loro possono decidere se un giornalista e bravo, o meno, se va solo sospeso, oppure radiato, e questi indipendentemente dalle sue personali qualità, e/o meriti. sarebbe molto interessante che questo modo pretestuoso di autoreferenziarsi, si potesse anche trasferire agli operai, agli impegati, ai quadri, che ogni giorno, tirano la "carretta" per quatto Euri, e che nei confronti della propria azienda non possono certo "trincerarsi" dietro a parole come "epurazione", "dignità", "competenza", ecc., quando la stessa azienda è costretta a riorganizzarsi e/o riqualificarsi, cosa che la RAI invece perennemente politicamente lottizzata, non intende assolutamente mai fare.

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  • marmolada

    05 Aprile 2010 - 11:11

    Il TG ed il modo di proporre le notizie non appartengono al singolo giornalista o dipendente: appartengono a chi è responsabile della testata, cioè al direttore. Chi non si riconosce totalmente nella sua linea si deve fare da parte, tanto lo stipendio lo prende lo stesso; se invece vuole mantenere il posto e nel contempo remare democraticamente contro, si aspetti di essere democraticamente rimosso. Vuoi vedere che adesso il singolo comanda come se fosse lui il responsabile! Il sindacato, come da suo ruolo, tutela ovviamente il dipendente ma non può pretendere di impedire una ristrutturazione di un settore solo perchè il proprio tutelato non rientra nel nuovo progetto; deve garantirne però che stipendio e dignità vengano mantenuti, non il ruolo.

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  • dubhe2003

    01 Aprile 2010 - 18:06

    Lavoro ai giovani!.... Il Popolo!...Democratico/a!...Questi gli slogans che hanno usato per imbonire tanti smemorati creduloni.Quando però si tratta di impoltronarsi,gran parte per mezzo del Sindacato...equo e solidale!?Allora sono guai per chi attenta alla sedia...Dio me l'ha data...Sta forse scritto sul contratto che quel posto deve durare vita natural durante?E qui casca l'asino...,dalle belle parole che riempiono la bocca,all'individualismo più sfrenato.Eh...sì,la verdad es que el burro se cayò.

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  • giuliab09

    01 Aprile 2010 - 15:03

    invece di occuparsi di situazioni che interessano solo MINZOLINI e gli altri, si occupino dei salari e dei contratti dei giovani a cui sono riusciti ad assicurare gli stipendi ed i salari più bassi delle altre nazioni ...QUESTE SONO LE COSE DI CUI SI DOVREBBE OCCUPARE IL SINDACATO!!!!!

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