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"Gli attacchi alla Chiesa ricordano l'antisemitismo"

Il paragone di padre Cantalamessa fa infuriare i gruppi ebraici. Ma la Santa Sede smentisce

"Gli attacchi alla Chiesa ricordano l'antisemitismo"
Il caso sui preti pedofili si ingigantisce. Dopo scuse, ammissioni, smentite e rimorsi, ieri la situazione è precipitata per un "assurdo parallelo" tra la persecuzione antisemita e quella di cui sarebbe vittima in questi giorni la Chiesa. Ad azzardare il paragone è stato Padre Raniero Cantalamessa, il predicatore della Casa Pontificia, che ha citato, durante una cerimonia a San Pietro alla presenza di Ratzinger, una lettera di un suo amico ebreo che esprime solidarietà al Papa. Nell'omelia durante il rito della "Passione del Signor", il prete ha ricordato: «Per una rara coincidenza, quest'anno la nostra Pasqua cade nelle stessa settimana della Pasqua ebraica che ne è l'antenata e la matrice dentro cui si è formata. Questo ci spinge a rivolgere un pensiero ai fratelli ebrei. Essi sanno per esperienza cosa significa essere vittime della violenza collettiva e anche per questo sono pronti a riconoscerne i sintomi ricorrenti». Poi Cantalamessa ha letto il testo ricevuto: «Ho ricevuto in questi giorni la lettera di un amico ebreo e, con il suo permesso, ne condivido qui una parte. Dice: 'Sto seguendo con disgusto l'attacco violento e concentrico contro la Chiesa, il Papa e tutti i fedeli da parte del mondo intero. L'uso dello stereotipo, il passaggio dalla responsabilità e colpa personale a quella collettiva mi ricordano gli aspetti più vergognosi dell'antisemitismo. Desidero pertanto esprimere a lei personalmente, al Papa e a tutta la Chiesa la mia solidarietà di ebreo del dialogo e di tutti coloro che nel mondo ebraico (e sono molti) condividono questi sentimenti di fratellanza».

La smentita del Vaticano
- Dalla Chiesa stessa si sollevano obiezioni. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha commentato: «Non credo che si tratti di un parallelo appropriato. La lettera dovrebbe essere interpretata come un messaggio di solidarietà da parte di un ebreo. Non voleva essere un attacco al mondo ebraico, assolutamente no». Poi ha precisato e ribadito: «Smentisco nel modo più assoluto che ci sia un paragone di iniziativa vaticana tra l’antisemitismo e la situazione attuale relativa alla pedofilia. La citazione del predicatore pontificio voleva anzi essere la testimonianza dell’amicizia con cui un ebreo, ricordando la situazione di sofferenza del suo popolo, intendeva portare un messaggio di solidarietà alla Chiesa». Il Papa non affronta direttamente lo scandalo nel corso delle cerimonie religiose e, a conclusione della Via Crucis al Colosseo, invita a guardare oltre alle difficoltà che sembrano «far crollare tutto».

La stampa americana non perde il colpo e riporta sulle prime pagine dei giornali il parallelo poco gradito e le dure critiche da parte del mondo ebraico. Il "New York Times" cita la reazione «incredula» del rabbino capo di Roma, Riccardo di Segni: «Con un minimo di ironia potrei dire che, visto che oggi è il Venerdì Santo, quando la Chiesa prega il Signore che illumini i nostri cuori perché riconosciamo Gesù, che anche noi preghiamo il Signore perché illumini i loro cuori».

La reazione dei gruppi ebraici - Un'associazione Usa di vittime di abusi sessuali da parte di preti, inoltre, ha definito il parallelo «un insulto sia alle vittime degli abusi che alla popolazione ebraica». David Clohessy del gruppo "Survivors Network of those Abused by Priests" ha dichiarato: «Spezza il cuore vedere un altro esponente vaticano di alto rango fare delle osservazioni così insensibili. Le persone che nascondono in modo deliberato e prolungato i crimini sessuali contro i bambini non sono assolutamente delle vittime. Paragonare la richiesta di un pubblico esame di tali azioni con gli atti orribili di violenza commessi contro gli ebrei non potrebbe essere più sbagliato». Critiche anche da parte di Elan Steinberg, vice-presidente della associazione americana dei "Superstiti dell'Olocausto e i loro Discendenti": «Padre Cantalamessa si dovrebbe vergognare. Il Vaticano ha il diritto di difendersi ma il parallelo con la persecuzione anti-semita è insultante e insostenibile. Siamo dolorosamente dispiaciuti». Amarezza è stata espressa anche dal rabbino Gary Greenebaun, direttore delle relazioni inter-religiose dell'American Jewish Committee: «Fare questo parallelo è una scelta infelice di parole perché la violenza collettiva contro gli ebrei ha provocato la morte di sei milioni di persone mentre la violenza collettiva di cui si parla qui (le critiche al Vaticano) non hanno causato alcun omicidio o distruzione».

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  • alessio di benedetto

    11 Aprile 2010 - 00:12

    IL NAZISMO FU APPOGGIATO DALLE GERARCHIE EKKLESIASTICHE QUINDI, PER FAVORE, LASCIAMO STARE I COMODI PARAGONI LASCIAMO PARLARE LE VITTIME, NON GLI ASSASSINI O GLI AGUZZINI Lo stesso cardinale Ratzinger (appartenente alla Hitlerjugend), ricordando quei momenti foschi della storia europea della Germania Nazista, scrive candidamente nel suo libro autobiografico La mia vita del 1997: “Per noi la presa del potere da parte delle camicie brune in Austria aveva anche un lato positivo: le frontiere di quel paese, a noi vicino, erano state chiuse da Hitler” . No comment!!! La storia si ripeté analoga in occasione della resa della Cecoslovacchia: campane a festa e preghiere per il Führer. Anche quando i bombardieri tedeschi devastavano la Polonia e Varsavia, e gli stessi cattolici morivano in massa, si levò ancora il canto di lode al Reich nazista: “Dio eterno e onnipotente! Ti preghiamo, prendi la nostra patria sotto la tua assidua protezione (…) Proteggi tutti gli appartenenti alla nostra Wehrma

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  • leone55

    03 Aprile 2010 - 16:04

    Ratzi e alcuni dei suoi hanno imparato appieno la lezione del Cavaliere (ricordiamoci Noemi...). Negare,sempre, evocare oscuri complotti, spostare l'attenzione, usare sillogismi a effetto (tipo l'antisemitismo, che funziona sempre). E ovviamente dare la colpa ai giudici. E infatti, il solerte Al Fano manda gli ispettori (a ispezionare che?). Ormai è solo più un interesse antropologico stare a vedere che razza di paese stiamo diventando. Una videoteocrazia light? Non vorrei essere il padre di qualcuno di quei bambini. E comunque, chiunque abbia frequentato in passato qualche scuola cattolica non si stupisce per niente. Quanto sono bravi ad essere ipocriti! E' stato il loro mestiere migliore, insieme all'opportunismo. Se la chiesa servisse davvero ai valori di cui si riempie la bocca, non avrebbe bisogno di essere così disgustosamente ricca e potente.

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  • mingo

    03 Aprile 2010 - 16:04

    Troppo distratti i vescovi ed i cardinali della chiesa cattolica. Troppo attenti a dare consigli per gli acquisti (il voto in italia). Troppo attenti a manovrare nell'ombra (vedi lo scandalo del Banco Ambrosiano), Calvi, Marcinkus, ecc. ecc. Troppo attenti a difendere le proprietà ed i beni della Chiesa. Troppo attenti a difendere la vita prima che nasca, ma pronti a corrompere quella di bambini affidati alle loro "amorevoli" cure. IPOCRITI.

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  • mingo

    03 Aprile 2010 - 16:04

    L'invito del pontefice rivolto agli italiani di non obbedire alle leggi dello Stato, non ha risopntro in nessuna parte del mondo civile o civilizzato; l'intromissione è lampante ! Per i cattolici l'aborto è peccato, quindi non lo pratichino.... e qui dovrebbe terminare la polemica. Ma Benedetto XVI aggredisce particolari patetici, come l'appello ai bambini ancora non nati, meritevoli di avere salva la vita..."perchè innocenti !". Se ci sono bambini non nati innocenti appare ovvio che si ritrovino in contrasto con bambini mai nati colpevoli, altrimenti la precedente affermazione sarebbe estremamente banale. E' chiaro quindi che il bambino non nato che Berlusconi sacrificò al 7° mese di gravidanza, doveva essere "colpevole"; ma colpevole di che ? Lo affermò la compagna ingravidata dal cavaliere e non ancora moglie Veronica: "Non era sano"; grave colpa che rende indegni di entrare nella dinastia del potere; non sano significa bisognoso di cure, attenzioni, ....amore, ma l'inventore del partito dell'amore non ne possedeva a sufficienza per darne una piccola parte alla sua creatura, così "aborto giusto" direbbe Ratzinger, come le guerre giuste, come la disobbedienza civile giusta; è così che Ratzinger si sostituisce a Dio stesso, ritenendosi titolare del giusto e del non giusto e di poterlo imporre a sua discrezione, ... magari in permuta con l' 8 per mille.

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