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Padova, i rom nel recinto

A quattro anni dal muro, il sindaco Zanonato chiude gli zingari in un'area attrezzata

Padova, i rom nel recinto
Zanonato mette i rom in gabbia. Il sindaco passato alla storia per il muro di via Anelli, a Padova, adotta un'altra drastica misura contro gli zingari. Una recinzione di mattoni e rete metallica per delimitare l'area di sosta per le roulotte di tre famiglie di nomadi con bambini e allontanare gli 'ospiti' saltuari della struttura.  Otto blocchi di cemento utilizzati all'epoca per limitare l'accesso stradale all'area sono serviti per circoscrivere lo spazio a disposizione del nucleo rom del campo di via Bessette. L'ordinanza emessa dal sindaco Flavio Zanonato, sottolinea la stessa amministrazione municipale euganea - precisando che l'intervento era stato programmato da tempo - ha esclusivamente lo scopo di impedire l'ingresso nell'area attrezzata a persone non autorizzate. Per farlo, come scrivono i giornali locali, si è ridotto di circa la metà lo spazio a disposizione con una recinzione che delimita la zona, dotata di servizi igienici e impianti elettrici di cui usufruiscono 40 nomadi, 27 dei quali minorenni che frequentano la scuola locale. Durante l'opera di recinzione sono state demolite alcune costruzioni abusive e allontanati tre automezzi che appartenevano a persone estranee ai tre nuclei familiari autorizzati.

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Commenti all'articolo

  • delneo

    12 Aprile 2010 - 09:09

    mi sta sorgendo il dubbio che il sindaco di padova sia in realta' un infiltrato della lega nord

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  • roda41

    11 Aprile 2010 - 22:10

    anche a me viene da dire" sono esseri umani",ma se avessi vicino a me un campo di nomadi,non so................onestamente,un pò paura avrei e non credo di sentirmi colpevole,per questo.

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  • honhil

    09 Aprile 2010 - 12:12

    Mettete Zanonato e Rosy Bindi in un frullatore, azionate l’apparecchio e ne viene fuori un frappé di confusione che più indecente non si può. Eppure, insensibili al ridicolo che producono in gran quantità, sono sempre pronti a fare i professorini ogni volta che, parlando di accoglienza, si trovano davanti ad una telecamera.

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