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Merano, la tragedia del treno. Otto indagati

Tutte altoatesine e giovanissime le vittime, tra i 18 e i 35 anni/ Guarda il video

Merano, la tragedia del treno. Otto indagati
Nove vittime innocenti di un destino cinico. Quello per cui una frana di oltre 400 metri cubi di fango e roccia, innescata dallo smottamento del terreno dovuto alla rottura di un impianto di irrigazione, ha invaso le rotaie della linea Merano-Malles proprio nel momento in cui il treno dei pendolari passava di lì. E così nove famiglie hanno perso nove persone care, tutte giovanissime, tutte innocenti. Ma la morte, non guarda in faccia nessuno. Otto gli indagati, ora, per la tragedia.

Le forze dell'ordine, con l'autorizzazione del procuratore capo di Bolzano Guido Rispoli che coordina le indagini sul disastro, hanno diffuso in serata l'elenco ufficiale delle vittime. Si tratta di Michaela Kuenz Oberhofer (18 anni), Val Martello; Elisabeth Peer (22 anni) Silandro residente Malles; Julian Hartmann (25 anni) nato e residente a Merano; Francesco Rieger (67 anni) di Castelbello; Judith Tappeiner nata e residente Silandro (20 anni); Rosina Ofner (36 anni) nata a Silandro e residente a Tubre; Regina Tschoell nata e residente a Lasa (73 anni); Michaela Zoesch (34 anni) nata a Malles e residente a Prato Stelvio; Franz Hohenegger (73 anni) nato a Malles e residente a Silandro.

La ricostruzione - Il treno regionale della linea Merano-Malles è deragliato per colpa di una frana che ha invaso i binari. E' successo ieri mattina alle 8.20. Il regionale  della è slittato e si è accartocciato su se stesso. A quanto emerge dai primi accertamenti l'impianto d'irrigazione del meleto soprastante i binari, a seguito di una rottura, avrebbe riversato per parecchi giorni acqua nel terreno, infradiciandolo completamente e rendendolo cedevole.
La procura di Bolzano ha aperto un fascicolo per omicidio plurimo colposo. Otto le persone indagate, 6 delle quali potrebbero essere chiamate a rispondere proprio della gestione dell'impianto di irrigazione all'origine dello smottamento del terreno. Gli altri 2 sono i proprietari del meleto.

Gli inquirenti dovranno verificare se esista una normativa tecnica di gestione degli impianti, che cosa preveda e se sia stata rispettata.  Non si può fare a meno di chiedersi le specifiche verifiche siano state omesse per superficialità, oppure se gli addetti del consorzio fossero a conoscenzadel problema e lo abbiano sottovalutato.
Il tratto ferroviario è gestito da una società della Provincia autonoma di Bolzano.  (Guarda la fotogallery)


Nel video le prime immagini dall'alto realizzate dal Tg1 del treno deragliato



Dopo un'intera nottata trascorsa a presidiare la zona del disastro, all'alba i pomiperi si sono messi al lavoro per consolidare la zona e rimuovere i vagoni deragliati. Il bilancio dell’incidente è di 9 morti e 28 feriti, 7 dei quali ricoverati in gravi condizioni agli ospedali di Merano e di Silandro. La maggior parte di loro ha riportato traumi cranici. La protezione civile ha istituito un numero telefonico di emergenza (800751751) a cui telefonare per avere maggiori  informazioni sui passeggeri rimasti coinvolti nell’incidente.

La linea della val Venosta è una delle più moderne dell'Alto Adige. Realizzata su un tracciato preesistente, è stata inaugurata nel 2005. La linea parte da Malles, vicino al confine con l'Austria e con la Svizzera e  giunge sino a Merano. Nelle prime ore del mattino il servizio viene rafforzato, per far fronte alla maggior domanda di trasporto di lavoratori e studenti, mentre nei fine settimana i convogli circolano in gran parte in doppia trazione.



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Commenti all'articolo

  • primus

    12 Aprile 2010 - 15:03

    Vivendo in questi posti aggiornamento per gli addetti i morti sono saliti a 11, questa line è una linea ferroviaria a binario unico rifatta da pochi anni su di un vecchio tracciato ferroviario con tutti i crismi e per paradosso sistemi di sicurezza. era appena transitato un convoglio regolarmente nel senso contrario del convoglio della tragedia, la frana è stata improvisa e non rilevabile per la sicurezza immediata, probabilmente causata dalla perdita di un impianto di irrigazione sovrastante che ha messo in movimento la frana finita sulla ferrovia e treno transitante.

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