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Garlasco, "per noi Alberto è il colpevole"

Parlano i genitori di Chiara Poggi: assolto, ma non si avvicini più, siamo convinti che sia stato lui

Garlasco, "per noi Alberto è il colpevole"
«Tanto per cominciare va detto che per noi Alberto era e resta il colpevole dell'omicidio di Chiara. Sia chiaro che la sentenza di assoluzione e le motivazioni non hanno cambiato nulla, non abbiamo assolto Alberto anche se c'è chi tenta di far passare un messaggio diverso». Queste sono le parole di Giuseppe Poggi, padre di Chiara, la ragazza 26enne trovata uccisa il 13 agosto del 2007 nella sua casa di Garlasco.

Alberto Stasi, fidanzato di Chiara al tempo dei fatti e unico indagato per l’omicidio, è stato assolto dal Tribunale di Vigevano lo scorso 17 dicembre 2009. Giuseppe Poggi dice di essere saltato dalla sedia a rivedersi in televisione, difendere Alberto nei giorni susseguenti l’assassinio, ripetendo decine volte ai giornalista che il ragazzo era innocente.

«Fra quelle parole e oggi c'è un abisso e noi ora siamo convinti del contrario» ha dichiarato nelle pagine del Corriere della Sera. Inoltre ha negato fermamente l’ipotesi che in un futuro possa esserci un riavvicinamento con Stasi. «Lo escludo nel modo più assoluto.» ha detto «Non si può ricorrere in appello e nel frattempo stringere la mano al ragazzo accusato di aver ucciso tua figlia».

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Commenti all'articolo

  • agosman

    14 Aprile 2010 - 22:10

    Nel mio precedente post con lo stesso titolo ho citato l’istituto del "patteggiamento". Chiedo scusa per l’imprecisione dato che il ricorso a questo rito alternativo non è ammesso per il delitto di omicidio.

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  • agosman

    14 Aprile 2010 - 21:09

    Non può essere un solo giudice a decidere sullo stato degli atti in casi così gravi come l’omicidio. Con tutto il rispetto per il giudice del rito abbreviato a cui va riconosciuto lo scrupolo e la serietà dimostrata, penso che una Corte d’Assise, che è composta anche da giudici popolari avrebbe dato alla sentenza, soprattutto se di assoluzione, una valenza diversa. La legge dovrebbe escludere in modo assoluto il giudizio abbreviato o il patteggiamento nei casi di omicidio. In questi casi c’è poco da economizzare. Meglio vederci chiaro e soprattutto che siano più giudici a valutare le prove portate in giudizio, non un solo giudice. Sarà anche vero che nelle indagini gli inquirenti non hanno brillato e che sono state commesse imperdonabili leggerezze come l’aver acceso il computer sequestrato a Stasi in caserma come è stato detto (su iniziativa di chi e per vedere cosa?). L’approssimazione nella valutazione dell’ora della morte è stata a mio avviso fondamentale almeno quanto l’accensione del computer sequestrato, nell’ingarbugliare le indagini. Ma più giudici avrebbero dato, ciascuno con la propria sensibilità ed intelligenza una valutazione più congrua che non un solo giudice, delle prove . Vedremo cosa deciderà l’appello.

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  • roda41

    13 Aprile 2010 - 23:11

    Uno stress! Una incompetenza nel condurre le indagini:gli assassini fuori ! E per me allora,i colpevoli,sono questi incompetenti o superficiali,nel condurre le indagini,quegli avvocati che sanno di difendere un assassino e per cui,spesso le vittime,non hanno giustizia! VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  • Braccio da Montone

    13 Aprile 2010 - 15:03

    >>> Purtroppo da "certi magistrati laureati (?) laggiù alla papa-lia" cosa si può pretendere. Non riescono ad "incastrare" un tipetto molto ambiguo, (robe trovate nel suo computer come col suo amiketto in inghilterra) però, riescono a far parlar di sé senza neppure rendersi conto che viene evidenziata la loro ignoranza in materia. Neppure uscieri del tribunale dovrebbero essere.<

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