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Il primo giorno per la Polverini

Messa e pranzo con i dipendenti per il neo presidente della Regione Lazio/Guarda il video di Striscia

Il primo giorno per la Polverini

Parenti, amici e preghiere. Inizia così la prima giornata di lavoro per il neo presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. Dopo l’insediamento arriva il momento di comunione con i dipendenti raccolti nella piccola cappella romana. Di fronte a don Achim Schutz, in prima fila, la Polverini partecipa alla messa insieme alla madre, la signora Giovanna e la neo eletta consigliera, Isabella Rauti.

Crocifisso e corno rosso - Dopo la funzione, il parroco ha accompagnato il presidente nel suo nuovo ufficio per la benedizione. Sulla parete dietro la scrivania è stato affisso il crocifisso che prima si trovava al comitato elettorale di via Imbriani e sugli scaffali sono arrivati i primi amuleti, cornetti rosso portafortuna, come quelli “usati” durante la campagna elettorale. Renata, il primo pranzo lo consuma con i dipendenti, in fila per riempire il vassoio al buffet della mensa e poi impegnata  a tagliare una torta a forma di regione Lazio offerta dal comune di Rocca Massima.

Il video incriminato - La Polverini esce così dall’imbarazzo, dopo il polverone sollevato da “Striscia la Notizia” su presunti affari sottobanco con il dimissionario sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo. Le telecamere del tg satirico di Ricci avevano beccato l’ex di An mentre tentava di screditare il collega Claudio Fazzone (senatore del Pdl) e chiedeva una raccomandazione per le sue figlie: "Non ti dimenticare delle mie figlie", diceva Zaccheo alla neo presidente. E poi: "Non appaltare più a Fazzone, ha perso 15mila voti”. E la Polverini non sembrava scandalizzata dalla richiesta e dal consiglio, ma anzi assicurava: "No, ma stai scherzando? Stai tranquillo!".



La crisi di Latina - Ai microfoni di Canale 5, in sua difesa, il neo governatore ha dichiarato: “Tranquillizzo i cittadini, non raccomanderemo nessuno. Non ho visto il filmato, me l'hanno raccontato, non ero ancora insediata, era il giorno della mia vittoria e non ricordo cosa è successo quella sera”. Eppure quell’“innocente” conversazione ha fatto scoppiare la giunta comunale di Latina. Ieri ventidue consiglieri, ex Forza Italia, Pd e gruppo Progetto per Latina hanno depositato le proprie dimissioni facendo ufficialmente cadere l'amministrazione del sindaco Vincenzo Zaccheo. La crisi, annunciata nei giorni scorsi con le dimissioni già presentate da 13 consiglieri ex Forza Italia, ma poi smentite dal coordinatore provinciale del Pdl Claudio Fazzone, si è quindi concretizzata.

Pena per Zaccheo - Lo stesso Fazzone ha assicurato che “prima non c'era alcuna crisi, la situazione è precipitata dopo ieri sera e i consiglieri hanno agito come hanno ritenuto opportuno. Quello che abbiamo visto ieri nel video è qualcosa di vergognoso". Sul sindaco il senatore ha aggiunto: “Provo pena e vergogna per lui. È una persona alla quale non rivolgerò mai più la parola, né politicamente né personalmente. È una vicenda per me chiusa”.

Polverini vittima di ricatto - Per alcuni la crisi parte da lontano e la Polverini sarebbe vittima di un ricatto politico da parte della sua stessa maggioranza. Come si legge su “Italia Oggi”, l’ex sindacalista Ugl si trova al centro del ring dove da anni si scontrano il senatore Pdl Giuseppe Ciarrapico e Fazzone, una guerra combattuta a colpi di inchiostro e in cui finora ha avuto la meglio l’editore. Il neo governatore tra i due avrebbe scelto, infatti, Ciarrapico e questo avrebbe scatenato la reazione del consigliere al comune di Latina. La crisi, secondo questa lettura, è stata “orchestrata da Fazzone per poter conquistare la certezza di avere un posto all'interno della giunta regionale”. Per Ciarrapico, il senatore ha già chiesto la vicepresidenza della Regione, ma "il Pdl romano, invece, lo vedrebbe meglio come presidente del consiglio. Un incarico già ricoperto da Fazzone sotto la giunta Storace. Difficile che Fazzone accetti di tornare indietro di altri dieci anni. Piuttosto resterebbe a fare il senatore".

Una reazione spropositata - Nel primo giorno di lavoro della Polverini non c’è spazio per commentare la crisi di Latina. Il tempo lo trova, tra la presentazione di un concerto e una visita di auguri alla neo presidente, il sindaco di Roma. Gianni Alemanno tenta di sgonfiare il caso:  “Siamo al lavoro per cercare di ricucire la situazione a Latina. Mi sembra che la reazione sia stata spropositata perché non si fa la crisi di un Comune per un’improvvida conversazione rapita da una telecamera indiscreta. La reazione è stata spropositata e quindi ci dovranno essere dei provvedimenti che vanno in qualche modo a calmierare questo tipo di atteggiamento”. In merito alla perdita di un interlocutore importante per il centrodestra, il primo cittadino ha aggiunto: “Cade ma risorgerà, magari con nuove forme, ma la vocazione di centrodestra del Comune di Latina non può essere cancellata neanche da scelte improvvide della sua classe dirigente”.

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Commenti all'articolo

  • Montagnadiarvello

    27 Aprile 2010 - 18:06

    Non generaliziamo, altrimenti ci dovremo domandare com'è che in Lombardia il buon Bossi abbia fatto eleggere il figlio....rispondere sarebbe imbarazzante sia per Marrazzo che per Bossi...Meditate gente meditate....Le uniche schiene scoperte sono solo quelle dei cittadini comuni..cioè il 98% degli italiani.

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  • blues188

    19 Aprile 2010 - 11:11

    Ma la storia è sempre uguale a sè stessa. Lo scranno laziale (come tanti altri del Sud) è solo il punto di arrivo per il proprio prestigio e non, come dovrebbe essere per quanti esprimono il voto, un punto di partenza per migliorare la gestione di questa regione piena di debiti e di malfunzionamenti. A proposito, il sig. Marrazzo, ex governatore, tutt'ora mantiene stipendio e altri compensi di quando era in carica. Come mai? Qual'è il motivo per cui uno debba percepire soldi e prebende per una lavoro che non svolge? Spiegatelo anche a noi che ne abbiamo sicuramente più bisogno di Marrazzo e dei marrazzini vari. Ma sono tutti pagliacci da quelle parti?

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    17 Aprile 2010 - 12:12

    Ecco perchè il popolo non crede più ai politici.Sono quasi tutti faccendieri della peggiore spece. Si venderebbero anche la propria madre sia per il potere che per il denaro. Signori della politica inciominciate a farci vedere che siete seri e noi vi premieremo altrimenti,potreste correre oil rischio di prenderle seriamente.

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  • neolinguista

    17 Aprile 2010 - 10:10

    Evviva la politica de noaltri! Come diceva il grande Pierangelo Bertoli: Italia d'oro frutto del lavoro cinta dall'alloro trovati una scusa tu se lo puoi Italia nera sotto la bandiera vecchia vivandiera te ne sbatti di noi mangiati quel che vuoi fin quando lo potrai tanto non paghi mai

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