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Gelmini. "Due miliaridi di euro

per aggiornamento e merito"

Gelmini. "Due miliaridi di euro
 All'indomani della manifestazione degli studenti contro a riforma della scuola, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini torna a parlarea tutto tondo del mondo dell'istruzione. Al centro dei 'pensieri' del ministro, oltre alla riforma degli istituti tecnici ("ci sono 900 indirizzi, un'assurdità; presto alla fine del ciclo di studi gli studenti avranno un titolo spendibile sul mercato del lavoro", ha sottolineato la Gelmini) e al voto in condotta ("sarebbe un atto di codardia della scuola rinuncirvi", ha aggiunto), vi sono l'aggiornamento e la formazione dei docenti: parte dei risparmi che verranno realizzati dalla manovra sulal scuola, quantificabili intorno ai 2 miliardi di euro, verranno spesi per la formazione dei professori. Tutto questo, ha spiegato il ministro, comporterà anche "scatti di carriera legati al merito per gli insegnanti". Che, insieme ai dirigenti scolastici, saranno sottoposti naturalmente a valutazioni. "Stiamo anche lavorando", ha precisato, "a un provvedimento per il reclutamento e l'inquadrameto giuridico del corpo insegnante che oggi è basato sull'anzianità".
Per quanto riguarda invece le università, "
5.500 corsi di laurea, 300 sedi distaccate, 90% di spesa corrente" per avere un numero di laureati troppo basso rispetto alla media europea ed una dispersione del 50%", non sono certo dati confortanti, ha spiegato il ministro. Che non esita a metter sotto accusa il sistema di reclutamento ("troppi parenti negli atenei"), e la governance con "i rettori succubi" di ricatti. Poco merito dunque, e poco spazio per i ricercatori di valore, con nessuna università italiana fra le prime 100 nella classifica stilata ogni anno dal Times. "Non sono segni di efficienza", osserva il ministro che promette un provvedimento "per cui davvero al termine del ciclo di studi i ragazzi possano avere un titolo spendibile nel mondo del lavoro".
Mariastella Gelmini non ha esitato a lanciare una frecciata  anche nei confronti di quanti, invece di lavorare per la scuola, si limitano a fare manifestazioni di piazza: "Serve collaborazione. E sono certa che la scuola possa fare di più". E non risparmia critiche nemmeno ai sindacati: "I corporativismi hanno ingessato la scuola. Se gli insegnanti prendono ancora 1.200-1.300 euro dopo molti anni, la strada non è quella della discesa in piazza, della conflittualità, della contrapposizione", ha concluso il ministro.

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  • LuciaRosi

    15 Ottobre 2008 - 12:12

    x fabluini So come funzionano gli aggiornamenti e so anche che troppo spesso non sono interessanti, ma è palese che molti docenti sono "ignorantelli" e lo conferma il fatto che alcuni di loro sono "andati a piangere sulla spalla" di Napolitano, affinchè non ratificasse il decreto Gelmini, dimostrando di non conoscere neppure le attribuzioni che la nostra Costituzione riserva al Capo dello Stato. Si tratterebbe di strutturare meglio la formazione e gli aggiornamenti in modo da non creare quei disagi e favorire gli interessi dei veri docenti. Dico veri, perchè c'è una frangia di fannulloni, emeriti ignoranti, spalleggiati da certi sindacati e timorosi di perdere lo stipendio per non fare nulla. La scuola in tutti questi anni e grazie al lassismo di certi partiti, ben rappresentati in quell'ambiente di ogni ordine e grado, è diventata una fucina di ignoranti. Basta con la scuola-agenzia di collocamento, specie per chi vivacchia, luogo dove plagiare con idee politiche le nuove generazioni e portare a casa un dignitoso stipendio (dignitoso in proporzione all'attività svolta!)Quindi, a mio avviso ben vengano i corsi di formazione e gli aggiornamenti,magari strutturati meglio e chi non se la sente può rivolgersi al partito, che sicuramente gli troverà un'altra occupazione. La vergogna più grande, tuttavia, è stata quella di fare "il lavaggio del cervello" per i propri interessi ai bambini delle elementari! Non dimentichiamoci che Berlinguer, ministro non certo di detra, aveva proposto, a suo tempo, " il concorsone".

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  • fabluini

    14 Ottobre 2008 - 15:03

    Per italialibera12: sa come funziona l'aggiornamento nella scuola? Così: per dovere mi devo aggiornare, e voglio aggironarmi. Però, ciò che spendo in libri e altro non lo posso né dedurre né tantomeno detrarre dalle tasse. Inoltre, se voglio seguire un corso di aggiornamento devo trovare qualche collega che in quei giorni farà le mie ore. Poi io restituirò il favore. Morale? Doppio lavoro. Poi, intendiamoci, si fa lo stesso, ma mi concedete che non é proprio il massimo?

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  • valeria78

    14 Ottobre 2008 - 11:11

    ti rispondo io...su nessuna base scrivono..a loro basta dare ragione a don berlusca e i suoi servi..intanto nella mia provincia sono a rischio chiusura 40 scuole..con evidenti disagi e spese aggiuntive per le famiglie...grande Gelmini avanti cosi'!!!!

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  • LuciaRosi

    13 Ottobre 2008 - 22:10

    Ritengo giusti per gli insegnanti corsi seri di aggiornamento e formazione, perchè la realtà in cui loro operano è in continua trasformazione.E credo anche che la progressione della loro carriera debba essere, in molta parte, legata proprio alla formazione. Solo così si potranno evitare "cadute spiacevoli", come quella riportata oggi dai notiziari televisivi e cioè che, docenti delle elementari, appellandosi al Presidente Napolitano affinchè non controfirmasse il decreto Gelmini , hanno dimostrato di non conoscere neppure le attribuzioni del Presidente della Repubblica Italiana.

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