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"Bella ciao"? No, grazie!

In un comune trevigiano vietata la celebre canzone

"Bella ciao"? No, grazie!
A Mogliano durante il giorno della resistenza Italiana, il 25 aprile, sarà vietata la celebre canzone partigiana "Bella ciao".
Questa è la decisione presa dal sindaco leghista Giovanni Azzolini. La banda comunale non potrà intonare le famose note che, invece, sono state soppiantate dalla "Canzone del Piave" che sarà la vera colonna sonora della giornata.

«La banda - spiega il sindaco Azzolini - deve eseguire brani istituzionali e Bella Ciao non lo è, non rientra tra gli inni nazionali. L'Anpi ha poco da protestare - prosegue - Il Piave è il fiume sacro alla Patria e siamo a Mogliano da dove è partita la Terza Armata che ha riconquistato l'Italia sempre in segno di libertà».

L'associazione dei partigiani, in realtà, non ha messo in discussione la decisione. Però secondo Maurizio Beggio, presidente dell'Ampi di Mogliano: «è giusto che si suoni anche "Bella ciao" che è una canzone di tutti».

 

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Commenti all'articolo

  • blues188

    22 Aprile 2010 - 14:02

    Lo diceva il mio insegnante di elettronica: ci sono anche i condensatori e le induttanze.

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  • r2

    22 Aprile 2010 - 11:11

    Mi sembra che non sia la prima volta che Lei posta la dichiarazione della Sig.ra Morante. Per quanto mi riguarda le ragioni che hanno permesso l'ascesa di Mussolini sono ben maggiori come ad esempio una gravissima depressione economica, un'elevata rivendicazione di diritti sociali e cambiamenti che hanno portato il re e i "benestanti" ad appoggiare chi sembrava potesse riportare ordine e anche sicurezza. Io, succintissimamente e per quello che posso, la metterei anche così. Oltre alla fine della guerra con tutto quello che comportava di negativo nel 20 c'erano poi le notizie "russe" che producevano certamente speranze e aspettative. Avessero potuto prevedere che si trattava di un colossale bidone forse le cose sarebbero andate diversamente, forse. La Morante pecca un pò, a mio modesto parere, di esterofilia o di snobismo verso il popolo. Saluti

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  • r2

    22 Aprile 2010 - 11:11

    il sindaco ha fatto benissimo tanto più che il correttissimo Santoro l'ha proposta in TV dandole un significato politico ben preciso. Da quelle parti la cosiddetta resistenza ha dimostrato bene che si trattava anche di guerra civile. Se c'è da ricordare qualcuno non deve essere di certo il "giacca" e i suoi. In relazione agli insulti che sono sempre abbondati e inutili basta ricordare che i lungimiranti e politicamente corretti votano politici che da quando è caduto il famoso muro hanno cambiato nome un fottio di volte restando sempre gli stessi che presentano sempre nuove strategie ma sempre fallimentari, visti i risultati. Quando vincono, di un punto o poco più, si prendono poi a calci tra loro facendo la fine dei bamba. L'ultima amara dichiarazione di Bersani è stata: "non riusciamo ad essere credibili". Votano politici storicamente falliti in affannosa ricerca di una faccia nuova. Basta qualche post per capire che sono pieni di rabbia.Saluti

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  • fonty

    fonty

    21 Aprile 2010 - 23:11

    Mi dispiace toscano ...rosso di livore, ma tu non hai capito una mazza more solito. Se vuoi ti do una lezioncina di storia patria, visto che non la conosci. Dunque, dal novembre 1917 al 4 novembre 1918 Mogliano con gran parte del Veneto (io ho il ricordo dei miei nonni e dei tanti testimoni oculari dell'epoca dato che sono nato da quelle parti) era un territorio invaso ed occupato dagli Austro-Ungarici dopo la disfatta di Caporetto, quell'anno terribile dell'occupazione era ricordato e chiamato l'anno della fame dai Veneti, gli invasori portavano via a questa povera gente che già aveva poco, qualunque cosa fosse commestibile per sfamare le loro truppe e gli abitanti erano costretti a cuocere le ortiche e le erbe dei prati per sopravvivere, ma tu cosa vuoi saperne mica lo hai vissuto e neanche riusciresti a capirlo. Dunque giusto ricordare la resistenza di quella povera gente agli occupanti ed infine la riscossa che partì dalla riva destra del Piave e portò alla loro liberazione dopo tanti patimenti e sofferenze, con la canzone del Piave; dico bene o è meglio la tua insulsa ed insipida "bella ciao" ?

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