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Esame di italiano per gli immigrati che vogliono aprire un negozio

L'ultima proposta della Lega in un emendamento al dl incentivi

Esame di italiano per gli immigrati che vogliono aprire un negozio
Nuova proposta della Lega per tenere a freno le ambizioni degli immigrati. Il Carroccio propone di rendere obbligatorio un esame di italiano per quegli extracomunitari che chiedono l’autorizzazione ad aprire un negozio. Lo prevede un emendamento al dl incentivi presentato dalla leghista Silvana Comaroli nelle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera. Secondo la proposta sarebbero le Regioni a stabilire se far scattare questa condizione.  "Le Regioni - si legge nella proposta - possono stabilire che l'autorizzazione all’esercizio dell’attività di commercio al dettaglio sia soggetta alla presentazione da parte del richiedente qualora sia un cittadino extracomunitario di un certificato attestante il superamento dell’esame di base della lingua italiana rilasciato da appositi enti accreditati".
Un altro emendamento della Comaroli prevede invece che le Regioni possano stabilire che "l'autorizzazione da parte dei Comuni alla posa delle insegne esterne a un esercizio commerciale è condizionata all’uso di una delle lingue ufficiali dei Paesi appartenenti all’Unione europea ovvero del dialetto locale".

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  • fonty

    fonty

    24 Aprile 2010 - 19:07

    Lei dice che ha vissuto nel Veneto per lavoro, quindi non è Veneto, magari è Napoletano o Siciliano; ebbene, se va a Napoli o in Sicilia cosa parlano in quei posti? Il napoletano certamente o il Siciliano, di cui uno del Nord non capisce una mazza quindi non stia a dare del cornuto all'asino. Poi faccio un ultimo appunto visto che disprezza il "dialetto" Veneto che oltretutto lo capisce benissimo anche chi non vi è nato, si ricordi che il Veneto non è un dialetto come crede erroneamente lei ma la vera e propria lingua ufficiale della gloriosa Repubblica Veneta che è esistita per più di mille anni finchè il maledetto Corso non la decapitò per le sue smanie di conquista, la lingua del Goldoni, le ha mai lette le sue commedie? Quindi è una lingua che ha radici ben più profonde di quella italiana che si insegna nelle scuole da molto meno tempo. Con questo non intendo dire che non sia necessario imparare a scrivere e parlare correttamente la lingua nazionale, ci mancherebbe, ma non si può neanche disprezzare la cultura (e con cultura includo anche la lingua) millenaria della gente Veneta.

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  • giovannib

    24 Aprile 2010 - 15:03

    bravi dopo anni di nebuloso dominio degli anti italiani di sinistra era ora che qualcuno proponesse un ritorno alle regole NAZIONALI Un complimento da un ITALIANO DI DESTRA

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  • blues188

    24 Aprile 2010 - 13:01

    Per il commento molto povero di angelo.ally che lascia il cervello all'osteria e ragiona con lo stomaco, dopo aver spento l'intelletto

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  • angelo.ally

    24 Aprile 2010 - 13:01

    Sono daccordo per l'esame di italiano a tutti quelli che vogliono aprire una attività commerciale nel nostro paese. Penso che dovrebberlo fare anche a chi si candida nei vari consigli regionali ( Leghisti compresi, per loro basta che sappiano poche parole tipo: telefono... casa.... e TROTA!! )

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