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Strage nel Mantovano, l'omicida si arrende

Il camionista ha ucciso l'ex moglie e due conoscenti, poi ha chiamato la polizia: "Sono stanco. Venitemi a prendere"

Strage nel Mantovano, l'omicida si arrende
Dopo qualche ora di fuga, si è consegnato alla polizia l'autore di una strage che ha ucciso tre persone e ne ha ferita una quarta nel mantovano. Omar Bianchera, camionista 44enne di Volta Mantovana appassionato di armi, ha chiamato con un cellulare dalla propria autovettura nei pressi di Anfo, paese vicino al lago di Idro, ed stato quindi portato nella caserma di Salò. Le armi della strage erano nell'auto.

Le vittime sono l'ex moglie e due conoscenti, uccisi per vendetta. L'uomo, che ha seri disturbi psichici, ha agito secondo un piano preciso: ieri mattina si è diretto in auto verso la casa della donna, Daniela Gardoni, 38 anni, cui è stato assegnato l'appartamento  dopo dieci anni dalla separazione; ha spatrato conto contro le finestre; l'ex moglie è scesa di corsa ed è salita in auto, cercando di andare dai carabinieri, ma l'uomo le ha sparato più volte e l'auto, dopo circa 200 metri, è finita contro un muro. A quel punto Bianchera è sceso dalla sua vettura e ha ucciso l'ex moglie. Un ragazzo di passaggio ha anche cercato di fermarlo, ma inutilmente. L'uomo si è diretto verso Piccard, dove ha sparato contro una lontana parente, Maria Bianchera, 71 anni, con la quale aveva avuto screzi per territori confinanti. Poi, in località Pile, ha regolato i conti con il capofamiglia Luigi Platter, al quale aveva affittato un locale per aprire una birreria.

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Commenti all'articolo

  • forseforse

    27 Aprile 2010 - 16:04

    Quando un uomo o una donna ammazzano i loro simili o dei bambini, è molto facile cavarsela con i luoghi comuni “violenza” “depressione”. Sarebbe troppo spiacevole andare ad indagare se in fondo non sono persone come tante altre. Scoprire magari che semplicemente sono stati portati alla disperazione più nera e totale. Per dare almeno un poco di valore alla vita propria e altrui, occorre avere un minimo di capitale, in termini di affetti; risorse per vivere ma, soprattutto giustizia. Prendete un padre separato al quale tolgono la casa che era di sua proprietà; gli affetti (i figli, tolti “di fatto”, magari con una ex che non glieli lascia vedere o glieli aizza contro); le risorse per sopravvivere, oppure, una madre con figli abbandonata dal marito a se stessa nell’indigenza e nella indifferenza di tutti….. E’ facile dire “rambo” o “assassina di bambini”.E’ facile; indolore; non impegnativo mettere l’etichetta e dimenticarsene, andare oltre, aspettando le prossime vittime. In fondo “noi” siamo diversi.

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