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'Ndrangheta, arrestato il boss Tegano

Ricercato dal 1993, era nella lista dei trenta latitanti più pericolosi d'Italia. Ma a Reggio la folla l'applaude

'Ndrangheta, arrestato il boss Tegano
Duro colpo alla 'ndrangheta. Dopo quasi vent'anni di ricerche, è stato arrestato ieri notte il boss Giovanni Tegano, 70 anni, inserito nella lista dei 30 latitanti più pericolosi d'Italia. Gli uomini della squadra mobile lo hanno sorpreso intorno alle 22 nella zona pedemontana di Reggio Calabria. Si trovava in un'abitazione di Perretti insieme ad altre persone che sono state condotte in carcere pr accertamenti.

Tegano, la cui famiglia è storicamente legata ai De Stefano, era ricercato dal 1993 per omicidi, associazione mafiosa, traffico d'armi e altri reati. Deve scontare la pena dell'ergastolo, ma è destinatario anche di numerosi provvedimenti restrittivi. Dal 1995 le ricerche erano state diramate anche in campo internazionale, per l'arresto ai fini estradizionali.

Appresa la notizia, il ministro dell'interno Roberto Maroni si è congratulato con il Capo della polizia Antonio Manganelli: la cattura di Tegano «è il colpo più duro che si potesse infliggere oggi alla 'ndrangheta essendo il numero uno dei ricercati calabresi».

Parenti e amici hanno accolto il boss, all'uscita dalla Questura di Reggio per il trasferimento in carcere, al grido di "Giovanni uomo di pace" e con prolungato applauso. Tegano ha risposto alzando la mano e con molta calma si è diretto verso l'autovettura che lo attendeva accompagnato da due agenti della sezione catturandi.

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Commenti all'articolo

  • blues188

    27 Aprile 2010 - 19:07

    Federalismo. Subito. O secessione, che è addirittura meglio. Cosa ce ne facciamo di quella gente che applaude i delinquenti?

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  • fonty

    fonty

    27 Aprile 2010 - 19:07

    Questa contro le mafie del sud mi sembra una battaglia persa se non cambierà la mentalità della gente locale che accetta, anzi sembra invocare queste situazioni ed inneggia ai capimafia come fossero la madonna pellegrina. Quale è la vittoria dello stato, se quando arrestano dieci mafiosi ne sorgono altri venti pronti a prendere il suo posto, magari più giovani, determinati e violenti dei primi ?

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  • moicano

    27 Aprile 2010 - 17:05

    ...confusione del rispetto con la paura e così via. Un' altra cosa. Questi delinquenti quando vengono arrestati dimostrano, mentre passano ammanettati, una calma serafica se non uno sfacciato ghigno di scherno nei confronti delle istituzioni. Questo è dovuto alla loro consapevolezza del fatto che, nonostante la lunga serie e l'efferatezza dei delitti, rischiano ben poco. Se in Italia ci fosse , non dico la pena di morte (anzi lo dico), ma almeno l'ergastolo, quello VERO, quello TOMBALE, per cui una volta entrato in galera ne uscirai solo con i piedi davanti, probabilmente la loro spocchia sarebbe molto ridimensionata e anzichè dei sorrisini sulle loro faccie vedremmo ben altre espressioni.

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  • moicano

    27 Aprile 2010 - 17:05

    Purtroppo il sottosviluppo protratto per secoli produce questo. Le caratteristiche proprie di tutte le zone atavicamente sottosviluppate sono comuni in tutto il mondo tanto da essere elevate (da qualcuno) al ruolo di "cultura". Scusate se uso impropriamente questa parola, ma è ciò che molti benpensanti fanno. E' "cultura" chi costringe le donne a non studiare e a coprirsi come dei fantasmi. E' "cultura" chi uccide la figlia perchè ama un ragazzo occidentale. E' cultura chi si fa esplodere in uno scuolabus. Oppure è "cultura" chi ritiene che il marito spacciatore è solo un brav'uomo che porta la pagnotta a casa. E' "cultura" chi occupa una casa popolare abusivamente solo perchè il legittimo assegnatario è un indifeso anziano che è dovuto andare a ricoverarsi in ospedale. Apatia, disprezzo delle istituzioni, sottomissione al più forte e calpestamento del più debole, confusione della furbizia con l'intelligenza, apprezzamento di chi frega il prossimo e disistima della vittima...

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