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Abusi, card. Levada: il Papa potrebbe scusarsi a giugno

«Non sono un buon profeta, ma non ne sarei sorpreso»

Abusi, card. Levada: il Papa potrebbe scusarsi a giugno
Il Papa potrebbe decidere di scusarsi per lo scandalo pedofilia che ha sconvolto la Chiesa cattolica in queste ultime settimane. Lo ritiene possibile il cardinale William Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
In una intervista esclusiva con la Pbs, il cardinale non ha escluso che, a conclusione dell'Anno sacerdotale in giugno, papa Benedetto XVI possa fare un pubblico mea culpa per lo scandalo della pedofilia.
«Non sono un buon profeta, ma non ne sarei sorpreso», ha detto Levada: «Il Papa è il Papa e non mi dice tutto quel che farà. Dunque dobbiamo aspettare, ma non sarei sorpreso».

Il cardinale, intervistato a Roma
per il programma Newshour, ha detto anche di non escludere nuove dimissioni di vescovi, ma ha ricordato che le nuove norme poste in atto in America dopo il 2002 per combattere la pedofilia possono essere un modello: «Non siamo orgogliosi di averlo dovuto creare, ma adesso può essere un esempio per le scuole, per i Boy Scouts e altri gruppi del genere».
Quanto allo scandalo e alla sua percezione nell’opinione pubblica, secondo Levada «c'è un certo pregiudizio dei media. Non voglio creare teorie del complotto, ma penso che sui giornali americani, in particolare, la questione è pilotata dagli avvocati delle vittime che cercano di portare il Papa in tribunale».

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    28 Aprile 2010 - 15:03

    Al S.Padre, come capo dello Stato del Vaticano e ai suoi Cardinali e Vescovi collaboratori, si dà la responsabilità di aver dimenticato di denunciare certe porcate commesse da sacerdoti per vergogna che ciò fosse portato a conoscenza delle genti. Il Sacro Collegio, al fine di essere in linea con quando dettato da Gesù di Nazareth, ha,sin da tempo, il sacro dovere di denunciare alle autorità giudiziarie sia il fatto che chi lo ha commesso per il bene di tutti i cittadini Cattolici o non, tutto il resto,non conta. Uno Stato è tenuto ad applicare le leggi che regolano il vivere civile dei cittadini e i cittadini sono tenuti al rispetto delle medesime previo le applicazioni delle pene per i trasgressori.

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