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Dona gli organi convinto da un film di Muccino

Muore a 23 anni operaio moldavo dopo una brutta caduta

Dona gli organi convinto da un film di Muccino
Un film del regista Gabriele Muccino ha convinto un giovane operaio a dare disposizione che i suoi organi venissero donati dopo la sua morte. E questo senza sapere che la sua vita era quasi arrivata al termine a soli 23 anni.

È morto, infatti, agli ospedali Riuniti di Bergamo l'operaio moldavo, residente a Cologno Monzese, che lo scorso lunedì era caduto da una scala in un cantiere a Caravaggio. Il ragazzo stava posizionando del cartongesso e nella caduta aveva battuto la testa, riportando un trauma cranico.

L'uomo aveva ricevuto il primo soccorso sul posto e poi, intubato, era stato portato sino al reparto di terapia intensiva di Riuniti. Le sue condizioni sono andate a poco a poco aggravandosi fino alla morte. Sono stati gli stessi familiari ad acconsentire alla donazione di cuore, fegato e reni.

I parenti hanno detto che il giovane era uscito commosso dalla proiezione del film "Sette anime" di Muccino con l'attore Will Smith, confidando ai genitori la propria decisione di donare gli organi in caso di morte. Proprio come ha fatto il protagonista della storia. E così è stato.

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Commenti all'articolo

  • lefcada

    28 Aprile 2010 - 18:06

    Dall'articolo che avete pubblicato manca il nome di questo donatore moldavo. Non è che bisognava fare grossi sforzi, ma davanti a tanta generosità, il minimo che si potesse fare era di portare a conoscenza dei cittadini italiani il suo nome e cognome e di saperne di più. Cosa faceva, raccontare della sua famiglia.Invece un comunicato stringato come se i donatori di organi li troviamo dietro l'angolo.Senza contare poi le vite umane che si salveranno con la donazione dei suoi organi. Chissà poi se la notizia l'hanno letta quelli contrari agli extra comunitari. Quelli che dicono, il lavoro, le case prima agli italiani poi agli "altri" dimenticando quando i nostri padri emigrarono in tutto il mondo per guadagnarsi un pezzo di pane che ci mancava. A questo ragazzo, anche se non potrà ascoltare la mia voce, un grazie. Alla sua famiglia: andate fieri di lui.

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