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I vescovi bocciano il federalismo fiscale

"Non trova adeguata soddisfazione il principio di sussidiarietà - denuncia la Cei- come dimostra il caso della sanità"

I vescovi bocciano il federalismo fiscale
Il federalismo fiscale, per come è stato concepito sinora, non piace alla Cei. La Conferenza episcopale italiana, l'organo che rappresenta i vescovi, boccia il processo federalista perché non è abbastanza solidale. E ne è un lampante esempio, secondo i vescovi, la gestione della Sanità.
La critica è contenuta nel documento preparatorio della prossime “Settimane sociali”, evento clou del cattolicesimo italiano, che si terrà a Reggio Calabria ad ottobre."
Il sistema fiscale - si legge nel testo - è l’architrave del processo federalista ma così come è stato   concepito fino ad ora rischia di moltiplicare il centralismo senza  aprire la porta alla sussidiarietà e ai poterei decentrati sul   territorio".  Il punto cardine è quello della sussidiarietà. Secondo i vescovi, "al momento si prevedono dosi massicce di uniformità anche per i territori fiscalmente autosufficienti, rimettendo in moto un meccanismo centralistico che non fa crescere poteri e responsabilità, che rende un servizio incerto al principio di solidarietà e dimentica i pregi sistemici del principio di sussidiarietà".

Il caso sanità -  Il dramma dell'assenza di sussidiarietà, secondo la Cei, "si manifesta in misura eclatante nel caso della sanità e richiama più in generale la necessità di garantire i livelli essenziali delle prestazioni su tutto il territorio nazionale. Il diritto alla vita diviene un esercizio retorico senza quello a un'adeguata assistenza sanitaria.  Tuttavia si deve a ogni costo evitare che questa ragione giustifichi il finanziamento dell’inefficienza e della quota parassitaria dell’interposizione pubblica nei diversi territori".
 

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Commenti all'articolo

  • daniloilo

    11 Maggio 2010 - 10:10

    In chiesa ci và sempre meno gente.Adesso i vescovi predicano che è giusto dare 100 a chi sperpera e 50 a chi sa farne buon uso.Quello che conta è che tutti abbiano lo stesso pezzo di pane.Continuate con queste prediche e in chiesa non ci andrà più nessuno.

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  • z.signorini

    11 Maggio 2010 - 08:08

    Già abbiamo una totale classe politica (destra, sinistra,centro) che fa pena, classe politica demenziale, in più ci si mettono anche quei policiti arrivisti del vaticano, immaginate dove andiamo a finire. D'altronde predicano bene e razzolano malissimo (cardinali e vescovi) perchè sono sempre alla ricerca di una sedia su cui sedersi e pavonneggiarsi e dire quanto sono stato bravo. Rispecchiano la classe politica italiana, noi facciamo le leggi e dopo son c...i del popolo, e uguali sono le pappaline rosse. Anche questi non hanno capito che hanno stancato del loro falso e bigotto moralismo, che ritornino con i piedi a terra. E dopo si chiedono perchè le Chiese si svuotano, con esempi del genere è meglio andar a prendere un caffè che ascoltarli.

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  • taccodighino

    11 Maggio 2010 - 03:03

    Riforme, la Cei: "Sì al federalismo ma solidale" (titolo del giornale!)

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  • kumachan

    11 Maggio 2010 - 03:03

    Ma la Sanita` attuale e` un disastro per come e` stata gestita negli ultimi 60 anni in alcune regioni o per colpa del federalismo che non e` ancora partito? Ma soprattutto, cosa c`entra la Chiesa con questo?

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