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La procura procederà contro i poliziotti, ma Gugliotta resta in carcere

Il pm aspetta il rapporto sull'identificazione degli agenti autori del pestaggio del giovane non-tifoso in galera dal 5 maggio

La procura procederà contro i poliziotti, ma Gugliotta resta in carcere
La procura di Roma procederà per il reato di lesioni volontarie contro gli agenti autori del pestaggio commesso la sera del 5 maggio, dopo la finale di Coppa Italia Roma-Inter, ai danni del 25enne Stefano Gugliotta. Ma lui, intanto, è ancora dentro. Il caso del non-tifoso preso a pugni mentre era sul suo motorino ha dell'assurdo. Fioccano i testimoni a suo favore e i video amatoriali girati dai vicini, ma lui da quel giorno è in galera, ed è stato perfino in isolamento.

 Il pm Francesco Polino è in attesa di ricevere il rapporto definitivo sull'identificazione dei poliziotti e per questo motivo non ha ancora aperto un fascicolo a parte, stralciandolo da quello di Gugliotta. Il magistrato, che ha affidato alla polizia giudiziaria una serie di accertamenti (tra cui l’audizione di diversi testimoni), deve ancora visionare i filmati dell’aggressione del ragazzo alla ricerca di elementi che possano scagionarlo al punto da determinarne la scarcerazione.

 Il fatto è che Gugliotta è finito a Regina Coeli per violenza, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale ma l’unico filmato, che per ora il pm avrebbe visto in rete, non mostra come si sono svolti i fatti dal principio fino alla fine. Intanto, i difensori degli altri tifosi arrestati all’esterno dello stadio Olimpico (Stefano Carnesale, Emanuele De Gregorio, Antonello Cori, Emiliano Giacomobono, Daniele Luca, Alessio Amicone e Emanuele Pecorone), oltre al legale di Gugliotta, sono in attesa della fissazione dell’udienza davanti al tribunale del riesame.

 L’avvocato Lorenzo Contucci, che col collega Alessandro Cacciotti, assiste altri tifosi incarcerati, parla di arresti ingiustificati: "Le forze dell’ordine cercavano un tifoso con la maglia rossa che avrebbe irriso gli agenti. Hanno fatto una caccia all’uomo senza motivo. Sto trovando i testimoni che scagioneranno i miei assistiti".

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Commenti all'articolo

  • BELTRAME

    12 Maggio 2010 - 14:02

    Da quanti anni le forze dell' ordine non vengono adeguatamente riattrezzate per la propria incolumita' e difesa personale ? Da decenni la dotazione delle forze dell' ordine, a parte le squadre speciali, sono dotate della Berretta 98 cal.pL e della cosidetta' mitraglietta. Se la prima arma e' ancora valida, la seconda e' un giocattolo tra le altre imprecisa, leggera come calibro, soggetta a inceppamento e facile a sparare di botto tutto un caricatore di 20 colpi, divenendo pericolosa per chi la usa e per chi e' nelle vicinanze. Poco tempo fa ho raccolto le confidenze di alcuni appartenenti alle forze dell' ordine che manifestavano paura nel pensare di doversi trovare a confliggere con delinquenti solitamenti armati di Kalaschnikov, fucili a pompa cal.357 e mitragliette ultramoderne tipo la Uzi che nelle nuove versioni e' un arma precisa e micidiale. Sarebbe utile che il MInustro Maroni, contemperasse anche questo aspetto. Benedetto Beltrame UDINE

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  • pilugi

    12 Maggio 2010 - 11:11

    Purtroppo, abbiamo la "PEGGIORE MAGISTRATURA" del mondo. La vergogna è un sentimento in disuso. In Italia la giustizia è un optional. E le nostre leggi non sono da meno, basti leggere qualche riga di procedura penale. La stessa Costituzione e bella ma "impossibile", il paese dei balocchi!

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