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Nessuna archiviazione per Zappadu

Il fotografo è accusato di violazione di domicilio per gli scatti a Berlusconi a Villa Certosa

Nessuna archiviazione per Zappadu
Silvio Berlusconi ha ragione. L'inchiesta per il reato di violazione di domicilio aperta nei confronti del fotografo Antonello Zappadu, dopo gli scatti a Villa Certosa non deve essere archiviata. Lo ha stabilito la quinta sezione penale della Cassazione accogliendo il ricorso presentato dai legali del premier contro l’ordinanza del gip di Tempio Pausania. Quest'ultimo nell’agosto 2009 aveva disposto l’archiviazione dell’indagine. In base alla decisione degli ermellini invece gli atti torneranno al pm "per ulteriore corso".

Nel 2007 Zappadu ha scattato le fotografie che ritraevano il presidente del Consiglio
- all’epoca capo dell’opposizione - nella sua residenza sarda, mentre si rilassava con un gruppo di ragazze. Accogliendo la richiesta di archiviazione del pm Elisa Calligaris, il gip, sulla base delle indagini svolte dai carabinieri di Olbia, ritenne che il fotografo non si fosse intromesso nel parco della villa. Nell’esposto, invece, la difesa di Berlusconi sosteneva che gli scatti fossero stati eseguiti "in perpetrazione del delitto di violazione di domicilio", poiché "come risulta evidente dall’analisi delle planimetrie del parco di Villa Certosa e delle fotografie aeree effettuate da diversi punti prospettici, non è materialmente possibile, in ragione della particolare conformazione dei luoghi, che le fotografie siano state effettuate senza entrare all’interno del parco stesso, varcando i confini delimitativi dell’area di proprietà privata".

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