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Friuli, manifesti con baci gay. Ed è polemica

L'iniziativa per festeggiare i 20 anni di Arcigay e Arcilesbica

Friuli, manifesti con baci gay. Ed è polemica
Duecento grandi manifesti per le strade di Udine e Pordenone con l'immagine di coppie omosessuali che si baciano «per rappresentare la spontaneità del loro affetto» e raccontare di un Friuli «capace di vivere le differenze come una ricchezza condivisa». È l'iniziativa dell'Arcigay e Arcilesbica delle due città per festeggiare i 20 anni della nascita dell'associazione. L’idea ha subito suscitato polemiche.

Se le amministrazioni
comunali di Udine e Pordenone, guidate da Furio Honsell e Sergio Bolzonello, entrambi di centrosinistra, hanno patrocinato la campagna gay, il presidente della Provincia di Pordenone, Alessandro Ciriani, si è espresso immediatamente contro i manifesti: «È un'ostentazione pubblica fuori luogo di orientamenti sessuali privati», ha detto Ciriani, rigettando ogni «esibizione di machismo», ma ritenendo che «i baci omosessuali non sono neanche più trasgressivi e considerate le immagini con le quali, ogni giorno, ci bombardano i media, ormai sarebbe più trasgressivo mostrare una famiglia tradizionale».

Arcigay e Arcilesbica si dicono convinti della validità della campagna con i baci, anche se sono stati bocciati nei giorni scorsi anche dall'amministrazione comunale di Bergamo, che ha bloccato una mostra fotografica di baci omosessuali: «Questi venti anni di impegno sociale e passione - ha affermato il vicepresidente di Arcigay Udine, Giacomo Deperu - hanno aiutato senz'altro a cambiare la società. Ci abbiamo messo il cuore e ora ci abbiamo messo la faccia, con un bacio omosessuale pubblico quale segno di riconciliazione verso una società che comincia pian piano ad accettarci. È un semplice bacio espressione spontanea dell'affettività che lega due persone. Eppure quando questo bacio riguarda due uomini o due donne, trova ancora la resistenza di molte persone».

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  • vale83

    19 Maggio 2010 - 16:04

    Per l'ignorante (colui che ignora) spiego che abbiamo da essere orgogliosi di quello che siamo senza provare vergogna! Questo è l'ORGOGLIO GAY! Le persone come voi che non riconoscono nulla che sia al di là del proprio naso dovrebbero vergognarsi. Per quanto mi riguarda io e la mia compagna non vediamo l'ora di andarcene da un paese come l'Italia che ci rimpiangerà come esseri pensanti, ma che noi non rimpiangeremo mai. Ricordo che in quasi tutti gli stati dell'Unione Europea le unioni gay sono riconosciute per legge, talvolta si chiamano anche matrimoni. E per chi di voi non lo sapesse, vengono istituite con anche il favore dei partiti di destra degli stati in questione, come ad esempio in Danimarca dove il matrimonio gay viene riconosciuto per legge dal 1989 (MILLENOVECENTOOTTANTANOVE). Penso che per questo motivo e per tanti altri l'Italia con la sua ottusità meriterebbe di staccarsi dal continente europeo e andare alla deriva. "People are like books, they work when they're open".

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  • r2

    14 Maggio 2010 - 16:04

    Egregio guardi che per avere i diritti una coppia deve semplicemente andare in municipio e non necessariamente in chiesa a fare matrimonio religioso. Se Lei intende la società una cosa dove non esiste un minimo di regole e di liturgia nei gesti allora non sono d'accordo. Per quanto riguarda diritti per le coppie omo il discorso mi si complica parecchio. Forse mi sarebbe più facile accettarlo se si imponesse una cura per uscire dall'omo, perlomeno se ne potrebbe parlare dopo l'avvenuta cura medica. Ma ammetto che ci stò riflettendo adesso. Comunque con stò pride hanno rotto. Saluti

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  • axelzzz85

    14 Maggio 2010 - 15:03

    Se vivessimo in una società avanzata culturalmente (più o meno tutte quelle dell'unione europea, e non solo) in cui NON si ha paura del diverso, ma il diverso è totalmente integrato nella società allora non ci sarebbe nessun motivo di fare alcun gay pride.Detto questo,credo anche io che il gay pride, fatto come è fatto, non serva a molto... Ma di fronte a questi atti di puro razzismo e al fatto che lo Stato non riconosca nessun diritto alle coppie di fatto (etero o gay), nasce l'esigenza di DOVER farsi sentire in qualche modo.E l'acclamare il proprio orgoglio scaturisce da ciò. Mettersi in mostra (nei limiti della decenza...), è una cosa assolutamente legittima.Ma vi rendete conto che in Italia esiste ancora gente che crede che l'omosessualità sia una malattia e che si possa curare?!

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  • andrea1966

    14 Maggio 2010 - 14:02

    Siamo tutti orgogliosi della nostra sessualita'. Se ci si deve mettere in mostra o esternare la propria sessualita' significa che si e' ancora in una condizione di inferiorita' psicologica. Se si e' pari o ci si ritiene tali, perche' ribadirlo o annunciarlo al mondo?

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