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"Niente negri irregolari"

La provocazione di un bar

"Niente negri irregolari"
 "Vietato l'ingresso ai negri irregolari e pregiudicati". Non siamo negli anni Sessanta, e neppure in America, quando ii cittadini di colore non potevano sedersi negli autobus perchè i posti erano riservati ai bianchi o non potevano entrare nei bar, perchè il colore della loro pelle non era ammesso. Siamo a Padova, in via Buonarriti, all'Arcella, nella zona Nord della città, nei pressi della ferrovia.  siamo al bar "Alle 3 Botti", gestito da Vincenza D'Andrizza e dalla madre, Lucia De Florio. Il locale è a un tiro di schioppo dall’incrocio con via Malta e via Toti. Lì ci sono i bazar nigeriani, i negozi etnici, le residenze delle persone di colore. Quella è la clientela che bazzica nella locanda gestita dalle due donne. A volte si tratta di pregiudicati o di irregolari. Il più delle volte dalla pelle scura.

Per riaprire dopo lo stop di un mese imposto dal questore Luigi Savina hanno scelto l’alto profilo. Al bar Alle 3 Botti di via Buonarroti - si legge sulel pagine del Mattino di Padova - il quarto (botto) è una provocazione che sconfina nel reato: "Vietato l’ingresso ai negri. Irregolari e pregiudicati". A scrivere sulla lavagna bianca - poi esposta davanti al locale - è la figlia della titolare Vincenza D’Andrizza. In rosso c’è scritto: "Questo è quello che la legge vuole. Ex art. 100 (citando il testo unico di pubblica sicurezza)". Un atto di razzismo. Macchè. "Il cartello esposto è una provocazione contro la legge ex 100 per la quale nei bar non possono entrare clandestini, irregolari e pregiudicati. Pena la chiusura del locale. E se si ripete per tre volte addio licenza", spiega Vincenza D'Andrizza. "Lo so che questo non va bene", giustifica il gesto provocatorio la signora De Florio, "ma ci hanno detto di cambiare clientela. L’ultima volta che mi hanno chiuso il bar hanno trovato all’interno alcuni ragazzi clandestini. Ma io non posso chiedere loro i documenti per sapere se sono in regola o meno. E non posso nemmeno sapere se sono pregiudicati. Per cui è meglio che gli extracomunitari non entrino più. Così almeno non rischio. Se mi chiudono per la terza volta mi revocano la licenza. Io ci ho messo i soldi in questa attività. Ho investito per il futuro e per i miei figli".

Che di semplice "provocazione e di un segnale di protesta" si tratti ne è convinto anche il vicesindaco di Padova Claudio Sinigaglia."Quello delle titolari del bar è sicuramente un modo provocatorio per attirare l'attenzione", sottolinea Sinigaglia. La zona in cui sorge il bar si trova vicino alla stazione ferroviaria "ed è indubbio che ci siano presenze che vanno e vengono e problematiche da risolvere", aggiunge il vicesindaco. L'unico appunto del vicesindaco è che "ci si lamenta perché non interviene la polizia e quando interviene ci si arrabbia".

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  • fonty

    fonty

    24 Ottobre 2008 - 17:05

    Ha ragione da vendere bedpensil,e il sig.pomata,alias balsamo,deve farsene una ragione,anche se la sua contorta formazione mentale lo rifiuta.Chiamare negro un negro,oggi è pericoloso,anche se giusto,visto che il termine negro per indicare una etnìa,esiste fin dal basso Medioevo(citazione di Wilkipedia) e potrebbe anche essere un reato,se c'è gente come lui che taccia di razzismo e di ignorante,chissà poi in base a quale personale dogma, chi lo dice. Oggi in Italia,bisogna parlare solo il "politically correct"inglesismo orribile ma che fa molto chic (ancora!).Per cui,lo spazzino sarà l'ope ratore ecologico,il secondino sarà l'operatore penitenziario,e così via inventando,nomi che con la lingua e la consuetine erano consolidati nella cultura,ma che oggi non sono più ammessi,sempre in nome di quella gran str..scusate,menata che ho detto sopra, e di cui il nostro amico è così fiero paladino. P.S. Anche se non rivolte a me direttamente,mi sento in dovere di rimandare al mittente le accuse di ignoranza e di razzismo di cui si pregia il Sig.pomata,alias balsamo.

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  • bonarober

    23 Ottobre 2008 - 12:12

    Si rilegga l'intervento e vedrà che ho guardato sia il dito che la luna. Mi piacerebbe sapere chi si può arrogare il diritto di attribuire alle parole il significato che gli aggrada a partire da... se permette il politically correct per me è una forma di asservimento ai bacchettoni con la puzza al naso, oltre che una villaggiata pazzesca, continui a parlare come mangia e vedrà che prima o poi se ne faranno una ragione o al massimo la espelleranno dai loro sdilinguiti salotti dove la forma prevale alla grande sulla sostanza. Per chiudere basta un punto costa poco ha la stessa efficacia di un aforisma e non si rischia di cavoleggiare.

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  • GBalsamo

    22 Ottobre 2008 - 19:07

    no no, di legge stupide in italia ce ne sono fin troppe, questo è assodato......non era quello il tema dell'articolo visto che il TITOLO recita "Niente NEGRI irregolari" e per quanto riguarda la mia ignoranza, te ne do atto, fino agli anni 60 andava bene ma al giorno d'oggi negro è RAZZISTA, così come chi legge l'articolo e ci vede solo la critica alla legge è come l'uomo che guarda il dito invece che la luna........ogni riferimento a cose e persone è puramente casuale....

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  • bonarober

    22 Ottobre 2008 - 16:04

    Ricordo al signor pomata che Luther King, mica cotica, rivendicava l'aggettivo negro(fiume Niger , agg.latino nigrum,ecc.ecc.) considerando le locuzioni alternative frutto di stupide ipocrisie quindi l'accusa di ignoranza va semmai ribaltata. Per chi capisce cosa legge l'esercente denunciava la stupidità di una legge che in forza di una cattiva frequentazione può portare alla chiusura di un locale. Suggerisco ai proprietari di installare dei tornelli con lettore ottico dove, abbronzati e non, debbano esibire copia aggiornata della fedina penale. Mala tempora currunt.

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