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Perugia, scoperta fabbrica lager di maglieria cashmere

In un piccolo capannone tra loculi e lamiere lavoravano in 16. Sono stati arrestati 4 cinesi.

Perugia, scoperta fabbrica lager di maglieria cashmere
Lavoravano come schiavi in una "fabbrica lager": più di 12 ore al giorno, per una paga di pochi euro, a cucire capi di maglieria in cashmere destinati al mercato italiano. Il tutto in un capannone industriale fatiscente, nel quale vicino a 25 macchine da cucire ed altre attrezzature trovavano posto piccoli ambienti che servivano da dormitori bui e angusti, bagni, dispensa e cucina, tutti maleodoranti ed in pessime condizioni igieniche. Presenti ovunque sporcizia e rifiuti, alcuni roditori morti sono stati rinvenuti in cucina, vicino al freezer, che conteneva prodotti alimentari in precario stato di conservazione.

Tutto questo è accaduto a Città di Castello, vicino a Perugia,  dove la Guardia di Finanza ha posto tutto sotto sequestro, arrestando il titolare della fabbrica e altre tre persone. Tutti cinesi.
In manette è finito anche il titolare della ditta, Z.M. di 34 anni, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Nell’opificio, 1.200 metri quadri in via Sisi, zona industriale Cerbara, lavoravano in nero 16 cinesi di cui 10 erano donne.
Gran parte delle lavoratrici erano state regolarizzate in Italia come badanti in località distanti da Città di Castello, soprattutto nel nord Italia.

L’attività era gestita da un cinese trapiantato nella piccola città da oltre 10 anni. I finanzieri hanno identificato tutti i lavoratori, appurando che dieci di essi erano clandestini. Tre, in particolare, erano in Italia nonostante fossero stati da tempo colpiti da provvedimenti di espulsione e per questo sono stati arrestati. Tutto il materiale è stato sequestrato.



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Commenti all'articolo

  • mab

    31 Maggio 2010 - 20:08

    In un paese che vuole definirsi "normale" non possono esserci tempi biblici per eliminare queste assurdità, anche perchè sicuramente ci saranno state vecchie segnalazioni di cittadini e commercianti.

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  • claudioF

    31 Maggio 2010 - 18:06

    Andate a Commercity a Roma, è 100% cinese; andate a Prato, è 100% cinese, andate a Piazza Vittorio a Roma, è 100% cinese, andate nel napoletano è 85% cinese. Ovviamente esistono altre migliaia di località simili ma lo steto non fa nulla. Comodo incassare multe in contanti vero?

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  • rugantino

    31 Maggio 2010 - 13:01

    nelle civilissima umbria avrebbero scoperto che anche lì si sfruttano i .. sostenitori della nostra economia? Sicuri che non si tratti della solita cooperitiva .... internazionale di cinesi? Prato insegna!

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  • ercole.bravi

    31 Maggio 2010 - 13:01

    e poi si parla di razzismo!!! Quanti controlli non vengono fatti in ambienti nei quali si sa esistono situazioni lavorative simili? quanti ispettori del lavoro guardia di finanza e chi per loro va nei cantieri edili che praticamente foraggiano il lavoro nero a gogo? perchè continuiamo a dirci le solite cazzate sull'evasione fiscale quando le cose che sarebbero facilmente fattibili e colpibili non vengono fatte dalle autorità? inutile stare qui a darci le scudisciate perchè la manovra è oltremodo pesante, ma se le situazione talmente lampanti come cantieri edili, badanti ( a iosa spacciate per badanti fanno mille altre cose), agricoltura e piccole officine, per tacere delle aziende che assumono in nero soprattutto al sud, ma da altre parti nessuno è intoccabile come un santo, non vengono visitate e colpite che stiamo a lamentarci a fare? Poi si sciopera perchè l'ennesimo disgraziato muore cadendo dall'impalcatura.....ed i sindacati speculano e mangiano a quattro palmenti! Ipocrisia!

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