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Alla Sapienza si discute tutto

Ma è vietato parlare di Foibe

Alla Sapienza si discute tutto
All'università Sapienza si può parlare di tutto, del maestro unico, delle tasse, della Gelmini. Ma non delle foibe. Lo denuncia Azione Universitaria. «Oggi», spiega, «si è discusso sul punto all'ordine del giorno del consiglio di facoltà di lettere voluto da Azione Universitaria, con il quale si chiedeva l'istituzione di una giornata commemorativa per le vittime delle foibe. Tale proposta è stata bocciata dalla totalità dei docenti e degli studenti che hanno anche invitato il consigliere di Au a studiare i libri di storia, dichiarando illegittima la formulazione della legge che istituisce il 10 febbraio». 

Dal 2005 la giornata del 10 febbraio è dedicata alla commemorazione dei morti e dei profughi italiani. La data ricorda il trattato di Parigi del 1947, che assegnò alla Jugoslavia il territorio occupato nel corso della guerra dall'armata di Tito.

Secondo Cristian Alicata, dirigente provinciale di Azione Universitaria, «questa bocciatura è il frutto di un becero negazionismo al quale il luogo preposto alla cultura non può assistere. E' vergognoso che ancora oggi ci siano professori mediocri che preferiscono le loro idee politiche al sentimento di unità nazionale». Matteo Petrella dirigente nazionale del movimento vicino ad An: «È singolare che l'università italiana sia affidata a professori altamente arteriosclerotici che dimenticano improvvisamente parti fondamentali della storia, e invito chi scende in piazza facendosi guidare da questi baroni a valutare sempre ciò che gli viene raccontato».

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