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Dossier Sismi, atti sul segreto di Stato alla Consulta

Il gup di Perugia solleva un conflitto di attribuzione nel dibattimento che vede imputati Pollari e Pompa

Dossier Sismi,  atti sul segreto di Stato alla Consulta
Inviati alla Consulta gli atti sul segreto di Stato invocato  dall’ex capo del Sismi, Nicolò Pollari, e dal funzionario Pio Pompa nel caso del ritrovamento di dossier illegali in un appartamento di via Nazionale a Roma. Il gup di Perugia, Carla Giamgamboni, ha sollevato un conflitto di attribuzione tra poteri, magistratura e governo, sull'opposizione del segreto, confermato dall’esecutivo lo scorso gennaio. Sarà ora la Consulta a decidere se l’udienza preliminare, che vede i due ex funzionari accusati tra l’altro di peculato, potrà proseguire regolarmente. Pollari e Pompa, attraverso i loro legali, si sono sempre professati innocenti.

Ieri il gip Massimo Ricciarelli ha disposto l’archiviazione per i reati di accesso abusivo a sistema informatico, violazione della privacy, diffamazione, calunnia. Si è aperta stamani, invece, l’udienza preliminare nei confronti di Pollari e Pompa per le accuse di peculato, violazione di corrispondenza e, unicamente per Pompa, di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato. In particolare, quest’ultimo reato si riferisce al ritrovamento di atti sul rapimento di Abu Omar su alcuni supporti informatici sequestrati a Pompa.

Il pm Sergio Sottani si è opposto all’apposizione del segreto di Stato, apposto e confermato dal governo nel gennaio 2010, in quanto, a parere della procura, non ne esistono i presupposti e gli atti d’indagine sono stati tutti compiuti legittimamente. Secondo la procura, inoltre, l'apposizione del segreto di Stato non può agire retroattivamente.

Il giudice ha, infine, accolto la costituzione di parte civile dell’associazione di magistrati Medel e di alcuni giornalisti nel procedimento contro Pollari e Pompa.

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