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Caso Claps, nessuna traccia del dna di Restivo tra i reperti del sottotetto

A Elisa tagliate ciocche di capelli poco dopo il decesso. Solo tre tegole a coprire il cadavere

Caso Claps, nessuna traccia del dna di Restivo tra i reperti del sottotetto
Il dna di Daniele Restivo non si trova. Dagli esami finora compiuti sui numerosissimi reperti recuperati nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza, dove il 17 marzo scorso venne scoperto ufficialmente il corpo di Elisa Claps, non è finora emerso il Dna di Restivo, di 38 anni, detenuto in Inghilterra e accusato dalla magistratura di Salerno di essere il responsabile del delitto.

Gli accertamenti dei periti nominati del Gip Attilio Franco Orio - Giorgio Portera, Vincenzo Pascale, Eva Sacchi, Cristina Cattaneo e Alessandro Travaglini - non sono, tuttavia, ancora conclusi (essendo previsti altri esami scientifici), per cui è probabile che sarà chiesta una proroga del termine indicato dal giudice per il deposito della consulenza tecnica.
Il mancato ritrovamento, fino a questo momento, del profilo genetico di Restivo (chiesto ed ottenuto dalla magistratura di Salerno mediante rogatoria internazionale) non modifica la posizione dell'indagato, restando a suo carico "gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza in ordine all'omicidio di Elisa Claps" sui quali si fonda il mandato di arresto europeo emesso a suo carico.

Intanto oggi sono stati resi noti i 5 elementi che hanno permesso di identificare Elisa,. SI tratta di indumenti personali e oggetti che hanno consentito al medico legale Francesco Introna di identificare la salma ritrovata il 17 marzo scorso nel sottotetto della chiesa della Trinità di Potenza. L'esito degli accertamenti di antropologia forense e quelli di odontoiatria forense (peculiari corrispondenze odontoiatriche morfologiche e topografiche fra le immagini dentarie di Elisa Claps e i rilievi morfologici e radiologici effettuati sulla salma). Il confronto al computer fra le immagini del profilo dentario superiore di Elisa Claps e quello rilevato sul cranio esaminato e infine l'esito del test del Dna tra un campione prelevato dal femore sinistro dei resti scheletrici ed il sangue prelevato alla mamma di Elisa Claps.

Taglio ciocche – C’è poi un altro elemento. Il «taglio netto» riscontrato su alcune ciocche di capelli di Elisa Claps, «con ogni attendibilità » è stato eseguito «volontariamente mediante tagliente, dopo il posizionamento della salma nel luogo di rinvenimento» e dopo almeno 20-30 minuti dal decesso.«In base a deduzioni di carattere scientifico ed in considerazione dei tempi di essiccamento del sangue fresco - scrive Introna - riteniamo possibile prospettare che il lasso di tempo tra exitus e taglio della punta di alcune ciocche possa essere stato anche relativamente breve: 20-30 minuti. È questo il tempo minimo necessario per osservare un minimo, non completo, essiccamento del sangue fresco che avviluppa piccole ciocche di capelli».

Assi di legno sopra la salma – Al momento del ritrovamento del corpo di Elisa Claps nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità di Potenza, mancavano alcune assi di legno della copertura della struttura proprio al di sopra del cadavere. Il particolare era stato reso noto lo scorso lunedì durante la trasmissione “Chi l’ha visto?” ma trova conferma nella perizia del medico legale, Francesco Introna, della quale è in possesso l’Ansa. «Gli arcarecci, posti in corrispondenza ed al di sopra del sito di giacitura della salma, apparivano parzialmente divelti», scrive Introna a pagina 8 della perizia, riferendo del sopralluogo effettuato nel sottotetto il 18 marzo scorso, giorno successivo a quello del ritrovamento del cadavere. Il dettaglio degli assi di legno mancanti nella copertura del sottotetto, che facevano vedere direttamente le tegole, è poi proposto in una fotografia a pagina 23 della stessa perizia. Il particolare delle travi di legno mancanti nella copertura del sottotetto (visibile in una foto sul sito www.ansa.it) è destinato a far discutere. Gildo Claps, fratello di Elisa, sempre durante la trasmissione «Chi l'ha visto?», ha sostenuto che altre persone si sono recate nella struttura subito dopo, o alcune ore dopo, la morte della studentessa per occultare il cadavere. Quelle travi di legno mancanti proprio al di sopra della salma di Elisa, secondo la famiglia Claps assistita dall'avvocatessa Giuliana Scarpetta, sarebbero la prova e potrebbero essere state rimosse per attenuare i miasmi legati alla decomposizione cadaverica. L'assassino, stravolto per il delitto appena compiuto non può aver avuto la lucidità di pensare all'aerazione del locale per evitare che fosse scoperto il cadavere. «Chiediamo verità sui depistaggi e le coperture di questi lunghi 17 anni», ha più volte detto Gildo Claps dopo il ritrovamento del cadavere della sorella.

Mandato d’arresto internazionale – Si compone di 7 pagine, ed è stato redatto anche in lingua inglese il mandato di arresto europeo, “European Arrest Warrant”, emesso dalla magistratura di Salerno nei riguardi di Danilo Restivo, di 38 anni, accusato di aver ucciso il 12 settembre 1993 la studentessa potentina Elisa Claps, il cui cadavere è stato ritrovato il 17 marzo scorso nel sottotetto della Chiesa della Trinità di Potenza.

Le pagine del mandato - Nella prima pagina del mandato si trova l’intestazione del provvedimento a seguire le generalità di Restivo, il tipo di misura cautelare adottata nei suoi confronti (custodia in carcere), i reati contestati (omicidio volontario pluriaggravato) e la pena prevista per quei reati (ergastolo). La terza e la quarta pagina propongono l'imputazione e una sommaria ricostruzione della vicenda. Le altre pagine riportano una serie di dettagli di carattere tecnico. Tutte le pagine del provvedimento hanno la firma del giudice per le indagini preliminari Attilio Franco Orio, che ha emesso il mandato di arresto. L’ipotesi di reato contestata a Restivo è omicidio volontario aggravato perché compiuto nell'atto di commettere violenza sessuale, per motivi abietti e con crudeltà. Il reato, in considerazione delle aggravanti contestate, è punito con la pena dell'ergastolo.

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    12 Giugno 2010 - 14:02

    Inquirenti non fatevi intimorire da nessuno perchè la legge,quella vera, non guarda in faccia nessuno.

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  • ziapupa

    11 Giugno 2010 - 05:05

    ma perche' la magistratura o chi di dovere non va' a interrogarlo la' sul posto senza estradizione ? (che potrebbe anche scappare) .............laura

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  • ercole.bravi

    10 Giugno 2010 - 15:03

    dunque Elisa è stata ammazzata, e lasciata nel sottotetto coprendola con delle assi, con le tegole a vista.....e nessuno si è accorto di nulla! Odori di cadavere nessuno, polizia o carabinieri o chi per lui che si sono sperticati nelle ricerche di allora nulla trovarono....o nulla cercarono. Trovo difficile pensare che il cadavere sia stato trasportato o spostato in un secondo momento, anche perchè spostare un cadavere in decomposizione comporta oltre che un grande fegato una grande capacità.....sperando di non essere visto/i. in tutto questo il colpevole è stato subito identificato, solo che 17 anni fa non avendo il cadavere non lo si poteva condannare (!), e le prove certe(scusate la battuta) erano meno certe di oggi, che poi sono una ciocca tagliata ( e Restivo avendolo per abitudine è per forza lui, sennò chi diavolo può essere, si domanderanno i giudici!) e basta! oltre questo di certo c'è che la madre di Elisa ha maledetto il giudice delle prime indagini, vagli a dar torto!

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