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Appalti G8. Il fascicolo passa a Roma

De Santis e Balducci restano in carcere. E la Presidenza del Consiglio si costituisce parte civile

Appalti G8. Il fascicolo passa a Roma
È stato rinviato al 17 giugno il processo per l'appalto della Scuola Marescialli dei carabinieri, filone toscano dell'inchiesta sui Grandi eventi, che si è aperto stamani a Firenze. Recependo la richiesta di trasferimento del fascicolo a Roma, il presidente del collegio giudicante toscano, Elisabetta Improta, ha dichiarato la propria incompetenza aggiornando l'udienza al 17 giugno, giorno in cui verrà nominato un nuovo collegio che trasmetterà gli atti a Roma.

Un atto dovuto che, tuttavia, non modifica la posizione giudiziaria di Angelo Balducci e Fabio De Santis (l’ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana), i quali rimangono in carcere: il tribunale toscano, infatti, ha rigettato le loro richieste di scarcerazione.
A tal proposito, insieme ai due arrestati nell'ambito dell'inchiesta sull'appalto Scuola marescialli, sono altri cinque gli indagati nel fascicolo aperto dalla procura di Roma. Tra questi, il nome più altisonante è quello del coordinatore del Pdl Denis Verdini; completano l’elenco l'imprenditore di origine campana Francesco Maria De Vito Piscicelli, l’avvocato Guido Cerruti e i due manager Roberto Bartolomei e Riccardo Fusi.

Tempi stretti – preoccupati intanto i pm della procura di Roma: le misure cautelari nei confronti di Balducci e De Santis, infatti, scadono tra venti giorni.
“Se gli atti non arriveranno a Roma entro la fine del mese di giugno – fanno sapere dalla procura capitolina –, le misure cautelari in atto decadranno”.

Presidenza del Consiglio parte civile -
L'unica notizia concreta arrivata da Firenze, intanto, è la decisione da parte della Presidenza del Consiglio di costituirsi parte civile nel processo contro la "cricca".
"Il decreto per la costituzione di parte civile è stato firmato da Berlusconi in persona", ha detto l’avvocato dello stato Massimo Giannuzzi. "Il nostro interesse è che il processo si incardini in quanto questi reati hanno leso l’immagine dell’amministrazione, poichè commessi da funzionari in servizio presso un dipartimento della presidenza del consiglio".

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Commenti all'articolo

  • aifide

    16 Giugno 2010 - 13:01

    Bene: primo passo verso la conclusione a tarallucci e vino.

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