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Le carte su Spatuzza: faceva "dichiarazioni a rate"

Il boss pentito iniziò a parlare quando le procure gli assicurarono l'inserimento nel programma di protezione

Le carte su Spatuzza: faceva "dichiarazioni a rate"
 “ Dichiarazioni a rate” perché aveva paura e perciò ha iniziato a raccontare dettagli politici con deposizioni spontanee ben oltre dopo i 180 giorni dalla data d’avvio della cooperazione con gli inquirenti. Gaspare Spatuzza non nega di aver utilizzato un sistema di rivelazioni a puntante: “Non ho riferito subito di cose riguardanti Berlusconi” afferma Spatuzza il 6 ottobre 2009 alla Dda di Palermo che mette a verbale, “perché intendevo prima di tutto che venisse riconosciuta la mia attendibilità su altri argomenti e poi riferirne, sia per ovvie ragioni inerenti la mia sicurezza, sia per non essere sospettato di speculazione su questo nome nella fase iniziale, già molto delicata della mia collaborazione”.

Da estratti pubblicati dal Giornale di Sicilia online delle dieci pagine di motivazioni con cui la Commissione del Viminale ha rifiutato di concedere al pentito il programma di protezione, emerge che il boss aveva "deliberatamente mantenuto il silenzio su alcune circostanze per timore delle conseguenze, in attesa di fare ingresso nel programma di protezione”. E Spatuzza nell’interrogatorio del 16 giugno 2009 disse di voler fare “nomi di politici o di altre personalità” perché sapeva che le procure siciliane erano favorevoli a inserire la sua persona nel programma di protezione.

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Commenti all'articolo

  • temujin

    18 Giugno 2010 - 10:10

    Che tutti gli altri che sanno, imparino la lezione! Guai a raccontare come certi mascalzoni hanno ottenuto potere e denaro, guai a spifferare la verità. Per chiunque volesse provarci ora conosce la fine che il malato ed i suoi complici verdi gli faranno fare. Condanna a morte! Lega ladrona!

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  • antari

    18 Giugno 2010 - 08:08

    Oggi qualcuno ne avrebbe lodato la fermezza nel non cedere al ricatto dei magistrati e di conseguenza ne avrebbe fatto un eroe del PdL. Invece questo fes** si accusa persino di delitti. Chi e' causa del suo mal..

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  • imahfu

    18 Giugno 2010 - 00:12

    L'Italia é così corrotta che l'aiuto che possono dare i pentiti (le cui dichiarazioni sono attentamente vagliate) é utile. Le rate non c'entrano, né le dichiarazioni a rate. Priviamoci delle intercettazioni, dei pentiti, dell'insufficienza numerica dei Giudici, delle attrezzature che permettono loro di essere ad armi pari con la sofisticata delinquenza attuale. Ma poi, non lamentiamoci del resto. La mafia é ormai entrata nell'industria, negli appalti dei lavori pubblici, Il tutto condito da alleanze mafia-finanza-economia e politica. Diceva Cossiga che anche i mafiosi fanno studiare i figli per farli diventare avvocati. E, di costoro, parecchi sono passati di fronte al giudice.

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  • gicchio38

    17 Giugno 2010 - 20:08

    Questo testo è rivolto solo ai magistrati che si occupano di lui e a quelli che ancora tentennano se offrirgli protezioni per le tante puttanate che vi ha ammannito. Un povero cittadino che si è convinto che questo delinquente è di una efferatezza unica al mondo, come può accettare solo di pensare che questo verme possa ancora circolare fra la gente con nuovi documenti falsificati per lui e per tutta la sua famiglia se ce ne ha, di avere a disposizione una casa, uno stipendio di cui io non conosco l'importo e ne mi interessa conoscere, di parlare e sparlare quando gli pare e piace a lui o a qualcun altro. La vostra carriera signori magistrati oltre che essere unica avete fifa che magari venga toccata dalla politica. Continuate così e state tranquilli che il popolo vi AMERA'?????????????????????????????????????????????????????'

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