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Propaganda Fide, il Papa chiede "più vigilanza e controllo" e affretta i processi di ricambio per via dell'inchiesta

Il Cardinale Dias, nel frattempo, ha chiesto di lasciare l'incarico per ragioni di salute. Il futuro prefetto potrebbe essere l'Arcivescovo Fernando Filoni

Propaganda Fide, il Papa chiede "più vigilanza e controllo" e affretta i processi di ricambio per via dell'inchiesta
Papa Benedetto XVI ha incontrato nella mattina di ieri l'attuale prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei popoli, il cardinale Ivan Dias.
Il Dicastero vaticano, che un tempo si chiamava Propaganda Fide, è infatti in questi giorni al centro delle cronache giudiziarie sulla cricca degli appalti G8 per valutare i rapporti tra l'attuale arcivescovo di Napoli e precedente responsabile, Crescenzo Sepe, e Guido Bertolaso.

Il Pontefice, come dimostrano i lunghi quaranta minuti dell'assemblea,  sta riservando grande attenzione alla Congregazione per cercare di vedere chiaro nella documentazione che la Segreteria di Stato si è fatta inviare, e, inoltre, per le imminenti riforme da applicare al Decastero, prepararando anche l'arrivo di un nuovo prefetto.

La riforma della Curia era già stata avviata dal Papa cinque anni fa e risulta ad oggi quasi terminata. Dal 29 giugno il Cardinale Walter Kasper andrà in pensione, sostituito dal Vescovo di Basilea, Kurt Koch e lo stesso sarà per il prefetto della Congregazione dei vescovi, Giovanni Battista Re, il cui successore già annunciato è il cardinale Marc Ouellet, l'arcivescovo del Quebec. Un nuovo consiglio pontificio per la rievangelizzazione sarà invece affidato all'arcivescovo Mons. Rino Fisichella.

Il Cardinale Dias era invece stato nominato in precedenza, nel 2006, da Papa Ratzinger per cercare di garantire una maggiore trasparenza, dati i trascorsi poco limpidi del precedente mandato, guidato dal Cardinale Crescenzio Sepe ed i monsignori laici della congregazione. Al centro delle indagini della magistratura vi sono così i presunti affitti di favore che coinvolgono anche il patrimonio immobiliare di Propaganda Fide, stimato per un valore di circa nove miliardi di euro.

Le posizioni della Santa Sede risultano però chiare e lineari. Si sceglie la strada della prudenza, convinti che "la maggior parte delle cose che si dicono non corrispondono a realtà", e si mette bene in chiaro che alcune responsabilità sono solo personali, da attribuire inoltre alla precedente gestione. La scelta dunque del Cardinale Dias è stata fatta non solo in base alle grandi capacità dell'arcivescovo, ma anche data la sua completa estraneità ai giri romani della cricca.

Il Prefetto soffre però da tempo di problemi di salute che non gli consentono di ricoprire l'incarico. Dias ha così domandato al Papa di potersi dimettere. Nell'incontro di ieri mattina potrebbe essere stato affrontato anche questo delicato passaggio, valutando l'opportunità di effettuare un cambio in modo tale da avviare l'operazione in completa trasparenza anche sull'immenso patrimonio immobiliare del Dicastero.

Il futuro prefetto potrebbe essere l'Arcivescovo Fernando Filoni, sostituto per gli Affari Generali. La gestione di Propaganda Fide rimarrà autonoma rispetto all'amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica, ma necessiterà di un'operazione obbligatoria di coordinamento, volta ad evitare che qualunque decisione presa dalla Congregazione rimanga sconosciuta al Vaticano. Secondo Benedetto XVI ed il cardinale Tarcisio bertone è necessaria più vigilanza ed un maggiore controllo.

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    19 Giugno 2010 - 17:05

    Santità capisco che non è facile ma a Lei, nessun popolano oserebbe dargli fastidio e pertanto, conoscendo bene Roma, non gli mancherebbe di accertarsi personalmente che cosa pensa il popolo di questa Curia. un abbraccio affettuoso.

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