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Nasce l'ausiliario. Deciderà sulle cause civili in 90 giorni

Emendamento in manovra per istituire la nuova figura che sostituirà i giudici. Avvocati contrari: "Demolizione della giustizia"

Nasce l'ausiliario. Deciderà sulle cause civili in 90 giorni
La magistratura in Italia è sommersa dal lavoro arretrato. Le cause durano anni (anche decenni) e il sistema è sempre bloccato. Per evitare le lunghe pendenze e garantire dei tempi accettabili sulla giustizia, il governo ha inserito in manovra un emendamento – presentato dal Guardasigilli Angelino Alfano - che prevede l’istituzione dell’Ausiliario, una figura con il potere di dirimere le controversie civili, nominato di volta in volta dal giudice civile oberato dal lavoro, tramite un decreto pronunciato fuori udienza e comunicato alle parti. Tutto diventerà più snello perché "entro novanta giorni dalla nomina l'ausilario deposita in cancelleria una relazione contenente la sintetica esposizione dei fatti oggetto della causa e una proposta di decisione con l'esposizione dei motivi di fatto e di diritto".

Gli ausiliari saranno magistrati onorari (anche a servizio cessato se non da più di cinque anni), avvocati (con anzianità di iscrizione all’albo di almeno cinque anni anche se collocati a riposo), docenti e ricercatori universitari di materie giuridiche, iscritti ad un apposito albo. Una volta analizzato il caso, l’Ausiliario dovrà comunicare alle parti una proposta di decisione da confermare in sede giudiziaria. A ogni modo i poteri saranno limitati, “l’ausiliario può essere ricusato dalle parti” entro trenta giorni dal pronunciamento. Ma se il giudice riterrà valida la sentenza, la parte che la rifiuta sarà condannata al pagamento dell’indennità dell’Ausiliario e versare allo Stato una ulteriore somma corrispondente al contributo unificato dovuto “da riassegnarsi ad appositi capitoli dello stato di previsione del ministero della Giustizia per assicurare il funzionamento ed il potenziamento degli uffici giudiziari”.

Avvocati contrari
- Non usa mezzi termini il presidente dell'Oranismo unitario dell'Avvocatura, Maurizio de Tilla, che definisce una vera e propria "demolizione della giustizia italiana" il progetto "a tre motori" iniziato con "l'approvazione della media-conciliazione", proseguito con la "poroposta di affidare ai notai la materia delle separazioni coniugali" e finito "con l'emendamento alla manovra sull'ausiliario". Secondo lui, in sostanza "con questo emendamento si colpisce ulteriormente il nostro sistema giudiziario sottraendo ai magistrati parte del contenzioso civile pendente e affidandolo a diverse figure professionali". Criticata anche le modalità di scelta dei papabili ausiliari, giudicata "l’ennesima scelta basata sulla filosofia dell’emergenza e della compressione dei diritti dei cittadini".  L'avvocatura italiana, già in stato di agitazione, ha indetto una settimana di protesta dal 10 al 16 ottobre, ma "già nei prossimi giorni - conclude il leader dell’Oua - avvieremo ulteriori iniziative per contrastare l’approvazione di questo emendamento che danneggia in modo inequivocabile il funzionamento della nostra giustizia".

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Commenti all'articolo

  • delusodasilvio41

    07 Luglio 2010 - 20:08

    A due giorni dal voto di fiducia Alfano se ne viene fuori con un emendamento di questa importanza, ma è questo il rispetto per le garanzie democratiche? La cosa è sospetta, tanto più che è accompagnato con emendamentucolo che potrebbe permettere al Presidente Berlusconi, di risolvere la questione civile concernente lo scandalo Mondadori, con un modesto pagamento del 5% sul dovuto.

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  • beppazzo

    07 Luglio 2010 - 20:08

    ma quale demolizione , se l'edificio non c'è più da un pezzo

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  • Liberovero

    07 Luglio 2010 - 20:08

    l'accesso alla professione di avvocato è regolata dalla legge. Per accedervi è necessario fare due anni di pratica e poi sostenere un esame scritto ed orale. Il Governo Prodi non ha modificato questa legge che è tutt'ora in vigore, l'allora ministro Bersani, allo scopo evidente di favorire la concorrenza e quindi i giovani avvocati, eliminò il limite del minimo tariffario, senza modificare minimamente i criteri di accesso alla professione. Ritengo che un minimo di informazione sia necessario prima di scrivere altrimenti si rischia di parlare di cose che non si conoscono.

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  • ciannosecco

    07 Luglio 2010 - 19:07

    " claudioF " Lei credeva di parlare degli ausiliari e senza volerlo ha detto ciò che sono i magistrati oggi.

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