Cerca

Rifiuti in strada, sei arresti

Bertolaso: "Siano una lezione"

Rifiuti in strada, sei arresti

È scattato a Napoli il primo arresto per violazione della legge sull'abbandono dei rifiuti ingombranti e speciali voluto dal governo. A finire in manette, secondo quanto riportato sulle colonne de 'Il Mattino', è Vitale Varchetta, 36 anni, pregiudicato, colto in flagranza di reato dai carabinieri mentre stava scaricando in una campagna isolata della periferia occidentale del capoluogo partenopeo parti di una cucina, due bombole di gas e del ferro arrugginito. L'uomo ha tentato di difendersi, ma inutilmente, sostenendo di ignorare i vincoli imposti dal dl n. 172, che recita: "Chiunque in modo incontrollato o presso siti non autorizzati - recita l'art. 6 - abbandona, scarica, deposita sul suolo o nel sottosuolo o immette nelle acque superficiali o sotterranee rifiuti pericolosi, speciali ovvero rifiuti ingombranti domestici e non, di volume pari ad almeno 0.5 metri cubi e con almeno due delle dimensioni di altezza, lunghezza o larghezza superiori a cinquanta centimetri, è punito con la reclusione fino a tre anni e sei mesi; se l'abbandono, lo sversamento, il deposito o l'immissione nelle acque superficiali o sotterranee riguarda rifiuti diversi, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da cento euro a seicento euro.
Il pm della Procura della Repubblica di Napoli, Valeria Gonzalez, ha disposto che nei suoi confronti si proceda con rito ordinario e non direttissimo stabilendo l'udienza di convalida entro i cinque giorni dall'arresto. L'uomo è quindi è a piede libero, nessun provvedimento cautelare è stato adottato nei suoi confronti. "Sembra - commenta il legale Massimo Bruno, che difende Varchetta, "un segnale della Procura per la quale probabilmente l'arresto debba essere previsto solo in particolari casi di violazione del decreto legge".
Oltre a quelle per Varchetta, le manette sono scattata eanche per altre cinque persone, tutte colte in flagranza di reato. Gli arresti devono rappresentare un "valido deterrente nei confronti di ulteriori possibili sversamenti illegali". È questo l'auspicio del sottosegretario all'emergenza rifiuti in Campania Guido Bertolaso, che ha espresso "apprezzamento e gratitudine alle forze di polizia e in particolare ai carabinieri che hanno effettuato i sei arresti - «per l'impegno dimostrato nell'immediata applicazione di quanto disposto dal decreto legge". L'arresto dei sei, dice Bertolaso, "è stato convalidato dalla magistratura, da sempre impegnata in prima linea nell'azione di contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • petrulla

    10 Novembre 2008 - 12:12

    Benissimo... è ora di finirla!

    Report

    Rispondi

  • brasskit

    10 Novembre 2008 - 12:12

    Chi viene pescato con le mani nel sacco dice di non sapere nulla delle nuove disposizioni; chi deve applicare la legge dice che le disposizioni sono anticostituzionali. Io sono esterreffatto:non si rendono conto gli abitanti della Campania, i magistrati e gli avvocati che nella loro regione è ancora in corso l'emergenza rifiuti? Sembra invece che alcuni del popolo siano contenti che le azioni governative abbiano liberato le strade dall'immondizia solo perchè così possono mettercene di nuova, sia che personaggi della pubblica amministrazione o dell'avvocatura sollevino problemi ulteriori anzichè collaborare nel trovare soluzioni. Io ho imparato che quando la casa brucia ci si aiuta apassarci i secchi dell'acqua ed a spegnere l'incendio, perchè in quel momento è quella la necessità primaria e ragionevole della comunità. Poi si lamentano di essere discriminati! Ma se queste cose succedono solo da loro così estesamente e frequentemente. Quando la smetteranno di piangersi addosso e diventeranno dignitosamente seri?

    Report

    Rispondi

  • giuliagrosso

    10 Novembre 2008 - 12:12

    Invece di prendere seri provvedimanti verso chi commette questi abusi, gli avvocati difensori proteggono gli incivili dietro cavilli giudiziari. Si allarghi allora il decreto a tutta Italia, visto che in ogni regione ci sono comportamenti simili, anche se meno frequenti. La paura di esser beccati, tanto, riguarda solo chi commette questi reati, non certo il buon cittadino che ricicla pure le veline degli stuzzicadenti!

    Report

    Rispondi

  • spalella

    10 Novembre 2008 - 12:12

    Già ci sono i primi risultati della legge, e guarda caso sono caduti nella rete dei pesci che erano già pregiudicati. Eppure qualche idiota già parla di legge incostituzionale, senza pensare affatto che ad una popolazione ricca di ignoranti, questa cura serve proprio......

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog