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La Fiat licenzia tre operai a Melfi. Due sono sindacalisti Fiom

Erano stati sospesi per aver bloccato un carrello robotizzato durante un corteo. Ieri il caso del delegato di Mirafiori licenziato per uso improprio della mail aziendale

La Fiat licenzia tre operai a Melfi. Due sono sindacalisti Fiom
Dopo il licenziamento nello stabilimento Fiat di Mirafiori del delegato sindacale della Fiom (per utilizzo improprio della mail aziendale), oggi altri tre operai del Lingotto riconducibili all’unico sindacato che non ha firmato l’accordo di Pomigliano sono stati raggiunti da un analogo provvedimento da parte dell’azienda.
Nello stabilimento di Melfi, infatti, tre operai del reparto montaggio sono stati licenziati dall’azienda con l’accusa di aver ostacolato il percorso di un carrello robotizzato durante un corteo interno svoltosi giovedì scorso.
I tre furono immediatamente sospesi perché il blocco del carrello robotizzato, secondo l’azienda, impediva ad altri operai che non partecipavano allo sciopero di lavorare, solo oggi, però, sono arrivati i primi provvedimenti ufficiali. Dei tre operai, uno ha ricevuto questa mattina, attraverso un telegramma, la comunicazione del licenziamento. Gli altri due, che sono sindacalisti della Fiom, non hanno ancora ricevuto alcuna comunicazione, anche se i dirigenti della loro organizzazione sono sicuri che è solo questione di ore.
I tre operai licenziati circa un’ora fa sono saliti sulla "Porta Venosina", un antico monumento situato a Melfi, nel centro storico.

Reazioni sdegnate della Fiom – Ovviamente i quattro licenziamenti in successione riconducibili alla Fiom hanno scatenato la reazione sdegnata dei vertici associativi, i quali urlano di accanimento contro l’agibilità sindacale.
“Siamo al primo caso di licenziamento per volantinaggio elettronico - commenta Giorgio Airaudo, segretario della Fiom del Piemonte -. Si vogliono processare le libertà di opinione e limitare l'agibilità sindacale. Per noi è un provvedimento inaccetabile che impugneremo in tutte le sedi possibili. Colpisce che negli stessi momenti e luoghi diversi d'Italia Fiat invita a dialogare e contemporaneamente recupera comportamenti antisindacali che l'ad Marchionne definirebbe prima di Cristo”.
Proprio per questi licenziamenti, la Fiom ha già organizzato una manifestazione a Melfi. A darne la notizia Emanuele De Nicola, segretario regionale della Basilicata della Fiom.
"La manifestazione in programma venerdì prossimo, 16 luglio non si svolgerà più a Potenza ma proprio a Melfi. Un corteo raggiungerà la Porta Venosina partendo da una delle piazze principali della città"

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Commenti all'articolo

  • gekconsulting

    11 Agosto 2010 - 10:10

    Con l'attuale legislazione, non si poteva pensare diversamente, ora io spero, e mi auguro, che la FIAT(Come spero facciano altre aziende) decida una volta per tutte di non investire più un EURO in Italia, ed in particolare nel meridione, fino a che non vengano definitivamente raggiunti degli accordi chiari, e precisi, sul diritto di sciopero, sulla responsabilità civile e penale indivuduale di chi commette volontariamente danni all'interno dell'azienda e/o al ciclo produttivo della stessa, sulla produttività, e su una sostaziale modica del CCNL, anche al fine che la magistratura non possa più sentenziare in questo modo, su fatti che oggettivamente, in un paese normale, sono equiparandoli ad un dolo penale.

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  • giornali

    16 Luglio 2010 - 00:12

    che lo sciopero sia una libera scelta - su proposta del sindacato - e non un obbligo. In Italia, oltre al diritto di sciopero deve esistere anche quello di lavorare se non se ne condividono, dello sciopero, le ragioni.

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  • fonty

    fonty

    15 Luglio 2010 - 22:10

    Testone e mona al cubo, guarda che la Lega non difende i fancazzisti, per quelli basta la CGIL. Vedrai che quando in Italia non ci saranno più fabbriche per colpa di questi individui, neanche la CGIL avrà più ragione di esistere.

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  • pasquino69

    15 Luglio 2010 - 18:06

    pezzo di fuffa, chi si deve difendere ??i nulla facenti e ladri come te?? Si devono difendere gli operai galantuomini e sono moltissimi. no i delinquenti come te e i facinorosi e i sabotatori. Non se ne puo' piu' di voi, andatevene e andate a lavorare.

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