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Niente spiagge e ombrelloni gratuti. Allo sciopero dei balneari scarsa adesione

La protesta, lanciata dal Sib, voleva ribadire l'importanza delle strutture. Ma la maggioranza ha preferito astenersi

Niente spiagge e ombrelloni gratuti. Allo sciopero dei balneari scarsa adesione
L’indicazione del Sindacato dei balneari era stata chiara e l'ordine perentorio era già stato annunciato da alcune settimane: oggi, almeno nella teoria, sarebbe dovuta essere la giornata dello sciopero generale. Ombrelloni e lettini gratis per tutti, dunque, per ribadire l'importanza del ruolo delle imprese balneari, messe in pericolo dalla scadenza delle concessioni demaniali, nel 2015, decisa dall'Unione Europea e dal prezzo dei canoni.  Una forma di sciopero "atipica", così era infatti stata definita dal Presidente del Sib, Riccardo Borgo. Ma le aspettative sono state decisamente deluse. Le adesioni sono state davvero minime.

Molti bagni, infatti, hanno deciso, pur condividendo il senso della protesta, di non partecipare allo sciopero. La motivazione principale? Tra le tante anche quella di non perdere l’incasso della giornata e non alienarsi la simpatia dei clienti, in particolare nelle zone marittime frequentate dai turisti più "in", dalla Liguria alla Toscana, dove il "no" è rimbombato chiaro e tondo a Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta.

Emilia Romagna e Rimini- Ad astenersi dalla protesta anche la Riviera Romagnola. Angelo Menozzi, il responsabile provinciale del Sib riminese, ha infatti comunicato che "se fossimo stati tutti uniti magari avremmo anche scioperato, ma mettere tutti d'accordo è impresa davvero ardua. E la realtà romagnola è molto diversa da quella del resto d'Italia, dove il Sib è il Sindacato maggioritario".

A Rimini e provincia, infatti, il Sib conta non più di 70 associati, mentre la parte del leone la fa Oasi Confartigianato, con 450 operatori. E Menozzi ha quindi concluso sottolineando come "la protesta non avrebbe avuto senso. Molti dei miei associati si sarebbero ritrovati a non far pagare ombrelloni e lettini, a differenza dei vicini". Da ricordare, inoltre, sempre a detta del responsabile del Sib riminese, che sulla Riviera tutti i servizi sono gratuiti e "non si paga alcun biglietto d'ingresso. Spesso veniamo infatti marchiati scherzosamente come bagnini dei poveri".

Il Presidente del Sib, Borgo, sembra però non perdersi d’animo, e comunica che, dinnanzi al rifiuto di scioperare, chiede almeno che, all'ingresso di ogni bagno, siano esposti dei cartelli utili a lanciare almeno un segnale. E, naturalmente, l'inziativa ha scatenato non poche proteste politiche. I Verdi, con il portavoce Angelo Bonelli, hanno infatti definito "surreale" lo sciopero, sottolinenado che "Protestare contro la possibilità di liberalizzare il mercato dal 2015 viola le sentenze della Corte dei Conti". E, a supportare, la tesi di Bonelli ci hanno pensato anche gli stessi balneari del Sib che hanno scioperato in numero esiguo.

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