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Bibione: bambina disabile discriminata in albergo

Il proprietario dell'albergo ha chiesto di "isolarla" durante l'orario dei pasti perché avrebbe disturbato i clienti. E l'assessore del Veneto scrive una lettera aperta

Bibione: bambina disabile discriminata in albergo
Ha suscitato non poco scalpore il caso di una bambina disabile, di 4 anni, discriminata, a detta dei genitori, in un albergo di Bibione, in provincia di Venezia. La famiglia si è oggi rivolta all’Unione consumatori del Veneto e l’Assessore regionale al Turismo, Marino Finozzi, avrebbe quindi diramato una lettera aperta sulla vicenda.

Secondo quanto riferito dall'associazione Consumatori, la famigliola aveva deciso di trascorrere qualche giorno al mare con la bimba, affetta da una rara malattia che la porterebbe a emettere "suoni inarticolati e fastidiosi". Per questo motivo, la direzione dell’albergo aveva chiesto che la piccola mangiasse a orari diversi dal resto della clientela, per evitare situazioni di disturbo. Una richiesta immediatamente respinta dalla famiglia della bambina che, indignata, aveva quindi deciso di andarsene. Ma, al momento del pagamento, si è ritrovata l'amara sorpresa finale. Sono stati aggiunti ben 500 euro di penale al conto finale dai proprietari dell'albergo con la giustificazione di "partenza anticipata".

L'assessore Finozzi ha quindi preso posizione: "Il valore di una società -ha scritto in una lettera - si riconosce da come tratta i suoi figli più deboli. Sono assessore al Turismo della Regione del Veneto da pochi mesi, ma, da subito, mi sono impegnato affinchè la grande macchina del turismo della nostra Regione, un’industria fatta di uomini e donne, di strutture di primo ordine che attirano ogni anno 14milioni di turisti che trascorrono nelle nostre spiagge, nelle nostre montagne, nelle nostre città d’arte, nei nostri laghi e nelle nostre terme oltre 60milioni di notti, fosse un macchina adatta a tutti. Il futuro del turismo del Veneto non è quello dei resort esclusivi, ma quello del turismo inclusivo, aperto anche a quelle famiglie che hanno membri con esigenze speciali: bambini piccoli, anziani con difficoltà di deambulazione, persone con disabilità fisiche o intellettive, più o meno gravi. Il nostro turismo vincerà la sfida della competitività solo se avrà la capacità di mettersi in gioco per fare in modo che queste persone non trovino barriere, nè fisiche nè culturali, per l’accesso alle nostre strutture". E ha anche aggiunto: "E' un preciso impegno che ho assunto quando mi sono preso l’incarico di occuparmi del turismo del Veneto e mi sono già messo al lavoro in questo senso. La nuova legge sul turismo, che dovrà rinnovare l’obsoleta legge 33 del 2002, presentata qualche settimana fa agli attori del settore perchè si possa arrivare a un testo condiviso, prevede esplicitamente, all’articolo 59, che al fine di favorire l’accesso alle strutture ricettive, agli stabilimenti balneari e termali delle persone diversamente abili e creare opportunità di fruibilità turistica ai soggetti a ridotta motilità, la giunta regionale intervenga per favorire l’abbattimento delle barriere architettoniche e che a questo fine conceda contributi alle imprese del settore turismo, nella misura massima del 50% delle spese sostenute, intensità che può essere aumentata di 20 punti percentuali per gli aiuti concessi a piccole e medie imprese"

Venuto a sapere dell’episodio di Bibione, l'assessore si è "sentito stringere il cuore" e- ha detto- "mi sono vergognato". E ha così concluso: "Credo che sia necessaria una crescita culturale importante da parte degli albergatori che ancora considerano le persone con esigenze speciali un disturbo per la vacanza dei clienti normodati, e da parte di alcuni clienti che ancora ritengono una condizione necessaria per il proprio relax l’allontanare dai propri occhi il dolore e la sofferenza, o anche solo la diversità".

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