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Gli atei pisani contro le campane

Stanchi dei continui rintocchi e in difesa della laicità dello Stato, i cittadini chiedono che il Comune limiti il loro uso

Gli atei pisani contro le campane
Basta con i rintocchi delle campane a tutte le ore del giorno. I cittadini atei di Pisa sono stanchi del suono che arriva dai campanili della città. Così hanno scritto una richiesta formale all'amministrazione affinché "il Comune introduca dei limiti al loro uso nel regolamento comunale". L'iniziativa della sezione pisana dell'Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) è stata presa in difesa della laicità dello Stato, ma anche per limitare gli abusi delle parrocchie e difendersi dai rumori. "Anche perché - spiega il presidente del circolo Giovanni Mainetto - se non si introducessero limiti per tutti allora anche i musulmani che decidessero di costruire una moschea a Pisa avrebbero diritto alla chiamata del muezzin dal minareto durante la notte".

Fasce orarie - La proposta prevede che le campane si possano suonare in due fasce orarie nei giorni festivi (9-13 e 16-20), mentre in quelli lavorativi gli orari devono essere allineati a quelli "di analoghe attività permanenti di tipo produttivo".

La replica di Armani - Al circolo pisano replica mons. Aldo Armani, responsabile dell'ufficio comunicazioni sociali della Curia cittadina: "Già la Cei in passato aveva disposto di non abusare del suono delle campane. Indicazione alla quale si sono attenuti anche i parroci pisani, perché quando ci sono buon senso e moderazione, tutto si risolve". Il problema quindi sarebbe già stato risolto e i rintocchi ridotti al limite. Inoltre, in un momento difficile come quello attuale non dovremmo essere litigiosi, ma uniti. I latini dicevano divide et impera: ecco, questi contrasti favoriscono i potenti, che non sono certo coloro che suonano le campane".

La richiesta, inoltrata all'assessore all'ambiente Federico Eligi, sarà discussa in Consiglio comunale a settembre.

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Commenti all'articolo

  • franziscus

    29 Aprile 2011 - 15:03

    sono degli asini

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  • Al-dente

    05 Agosto 2010 - 11:11

    Richiesta e giustificazioni assurde quelle pretese dagli atei pisani che appaiono come richiesta politica più che per motivazioni sociali. Le campane erano l'unico mezzo di comunicazione sociale delle varie comunità. Non solo per invitare alla preghiera ma per dare l'allarme o commemorare un evento luttuoso individuale e collettivo. Fanno parte a pieno titolo della nostra tradizione e cultura, cosa che non ha niente a che fare con il muezzin, questo si inopportuno e invadente sia come cultura che come intromissione sociale. Suonare le campane al mattino come sveglia sociale e alla sera come chiusa della giornata non vedo quale disturno possa arrecare. In quanto alle campane suonate a mezzogiorno lo sono per ricordare lo scampato pericolo dell'invasione islamica di qualche secolo fa e che farebbero bene a continuare a suonare per ricordarci la cosa contro l'attuale invasione che stiamo subendo e che gente come gli atei pisani finiscono per supportare volutamebnte o involontariamente.

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