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Unicredit annuncia 4700 esuberi e alla Telecom 3900 lavoratori in mobilità

Cisl: "L'effetto Marchionne-Fiat ha purtroppo contagiato, come un domino, anche Unicredit". L'azienda tlc, invece, raggiunge un accordo con Governo e Sindacati

Unicredit annuncia 4700 esuberi e alla Telecom 3900 lavoratori in mobilità
E' stato firmato l'accordo sugli esuberi Telecom tra Governo, azienda e Sindacati. L' intesa è stata raggiunta dopo 20 ore di negoziato ininterrotto e prevede 3.900 uscite in mobilità volontaria nel triennio. Ad annunciare la notizia il segretario generale della Fistel Cisl, Vito Vitale.

Degli esuberi previsti dal piano di Telecom 3.900, di cui 3.700 nuove e 200 rimanenze del precedente accordo dell'anno 2008, saranno collocati in mobilità volontaria e l'azienda fornirà un'integrazione per l'indennità fino al 90%. Per altri 1.550 lavoratori, invece, tra i quali 1.100 senza requisiti previdenziali e 450 della controllata "Share service center", si utilizzeranno contratti di solidarietà e formazione per il ricollocamento in azienda. Ai 470 lavoratori che restano, impiegati nel numero 1254 per le informazioni telefoniche, è stato infine concordato un prolungamento del contratto di solidarietà, firmato nel 2009.

Azienda e Sindacati avrebbero anche trovato un'intesa per risolvere il problema dei 3.400 dipendenti, già in mobilità, che rischiano di rimanere scoperti per la mancanza di finestre per accedere alla pensione, dopo l'introduzione in manovra della finestra mobile. Per loro è stata ottenuta la copertura del 90% della retribuzione per periodi eventualmente scoperti. I "lavoratori dell' 1254" hanno inoltre ottenuto una proroga dei contratti di solidarietà per ulteriori due anni, un piano formativo di riqualificazione e, infine, un ulteriore riutilizzo del telelavoro.

Per "Ssc" è prevista l'attivazione di circa 470 contratti di solidarietà, associati ad un piano che provveda a reintegrare i lavoratori in altri settori di Telecom, oltre all'internalizzazione dei processi di attività informatiche. Per i 1.300 lavoratori che non godono di protezioni sociali ed erano, per l'azienda, esuberi strutturali è previsto un altrettanto importante piano formativo che consentirà una riqualificazione completa dei lavoratori per un loro impiego in altri settori strategici per l'azienda. Per i lavoratori "ex Tils", attualmente non impiegati ci sarebbe l'impegno di riassunzione in "Hr Service".

Unicredit - Ad annunciare migliaia di esuberi non è solo Telecom. Sono esattamente 4.700 quelli di Unicredit per il triennio 2011-2013. Lando Sileoni, segretario generale della Fabi Cisl, ha commentato che "l'effetto Marchionne Fiat ha purtroppo contagiato, come un effetto domino, anche il Gruppo Unicredit". Il sindacalista annuncia infatti che "il Gruppo Unicredit che dà un’informativa di 4.700 esuberi da realizzare nel triennio 2011-2013, di nuovi assetti inquadramentali, di nuova mobilità territoriale e professionale, di nuove flessibilità di ingresso sul lavoro, si pone politicamente e contrattualmente fuori da quella concertazione recentemente rivendicata dal nuovo presidente dell’Abi".

Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, rassicura gli operatori e a Radio 24 spiega: "Sarà doveroso un confronto approfondito e sono vietati in tutti i modi atti unilaterali. Le parti dovranno entrare nel merito. Siamo in presenza di una proposta di UniCredit e saremo attenti come lo siamo per tutti i 150 tavoli negoziali nei quali cerchiamo di svolgere un ruolo positivo affinché le parti concordino i percorsi di riorganizzazione aziendale e tutelino le persone che dovessero essere ritenute in esubero. E' importante discutere del piano industriale sia per i lavoratori, sia per l'intero Paese e l’intera economia perché i programmi industriali siano funzionali a dare un servizio migliore e un migliore lavoro".


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  • imahfu

    05 Agosto 2010 - 00:12

    Tutte le aziende decotte lasciano sul terreno, Cassa integrazione, mobilità volontaria ecc.. il cui costo va sulla gestione INPS Poi, si alza l'età pensionabile, si pagano pensioni da fame, si rivedono le pensioni solo sull'inflazione programmata (al 75%) detraendo l'IRPEF e non concedendo il fiscal drag. Ecco la prima riforma da fare: il fisco che é per sua natura lo strumento per l'equità e la redistribuzione della ricchezza (non come oggi che un 10% possiede il 50 % della ricchezza ). Dividere previdenza dall'assistenza é imperativo e siamo forse l'unico paese che non conosce questo criterio di giustizia sociale. Perché a carico del lavoratore (poi pensionato) deve prelevarsi la disgrazia altrui?. La solidarietà deve andare sull'imposta che tutti pagano secondo la loro capacità contributiva. Ma niente riforma, meglio il litigio sulle intercettazioni, il lodo Schifani, poi di Alfano, il processo breve e il cavolo che non li fotte.

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  • pino&pino

    04 Agosto 2010 - 16:04

    e se non ci sono volontari?

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  • S.Winston

    04 Agosto 2010 - 16:04

    Che certi manager siano famosi giusto per i tagli e le buone uscite che prendoo è una cosa tristemente famosa in questo mondo selvaggiamente capitalizzato e globalizzato senza etica...che poi siano i piccoli a smenarci è altrettanto risaputo....chissà quanto ci è costata per esempio Alitalia....

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  • robe

    04 Agosto 2010 - 16:04

    Se sono d'accordo su Telecom, avvenuta in tempi molto successivi alle altre, non sono affatto d'accordo su Olivetti, che De Benedetti, con l'aiuto di Piol e altri manager, trasformo' da morente industria elettromeccanica in fiorente industria di informatica e poi, con un colpo di genio, in industria di Telecomunicazioni. Vodafone, Wind e Infostrada vengono tutte dalla vecchia Olivetti. L'Alfa fu distrutta dalla demagogia democristiana (si ricorda l'Alfasud?) e la Lancia era tecnicamente fallita quando fu comprata dalla Fiat. Diciamo le cose come veramente stavano!

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