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Tirrenia minaccia lo sciopero il 30 e il 31 agosto per la mancata privatizzazione

Rientri a rischio per chi ha scelto di fare le vacanze sulle isole. Lombardo: "Faremo ricorso alla Corte di Giustizia"

Tirrenia minaccia lo sciopero il 30 e il 31 agosto per la mancata privatizzazione
La mancata privatizzazione di Tirrenia, la compagnia di traghetti statale che non riesce ad uscire da un impasse di mala gestione, rischia di creare problemi non solo ai politici e ai lavoratori, ma anche ai turisti in vacanza sulle isole italiane.
Per protestare contro la situazione di stallo che si è venuta a creare, i sindacati hanno minacciato uno sciopero dei lavoratori dell’intera flotta di Tirrenia per due giorni, il 30 e il 31 agosto.

Lo sciopero, spiega il segretario generale della Uil trasporti Giuseppe Caronia, si è reso necessario poiché‚ "a niente sono valse le pressanti e ripetute richieste del sindacato al governo per l’immediata apertura a Palazzo Chigi di un confronto sulle vicende che riguardano le aziende dell'ex Gruppo Tirrenia sottoposte ad un disordinato e sbagliato processo di privatizzazione che dovrebbe concludersi, evenienza questa del tutto impossibile, entro il 30 settembre prossimo".

La denuncia di Lombardo - La regione Sicilia è pronta a presentare un ricorso alla Corte di Giustizia Ue contro la decisione di Fintecna, la società del ministero del Tesoro che controlla il capitale di Tirrenia, di dichiarare chiusa senza esito la gara per la privatizzazione di Tirrenia. Lo ha dichairato oggi il governatore Raffaele Lombardo, dopo aver già annunciato la scorsa settimana sul suo blog l’intenzione di voler adire per vie legali e di rivolgersi alla commissione europea. Sul suo blog Lombardo scrive: "A proposito della vicenda Tirrenia adiremo le vie legali. Ci rivolgeremo anche alla Commissione Europea che deve sapere che il governo italiano ha voluto impedire ad un gruppo di imprenditori e alla Regione Siciliana, che non rischiava e non guadagnava nulla, di portare a termine una seria e concreta occasione di sviluppo per il meridione". 

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Commenti all'articolo

  • geronimus17

    20 Agosto 2010 - 22:10

    E' giusto che si scioperi, quando bisogna difendere i propri diritti,ma è anche giusto farlo senza calpestare i diritti degli altri. Quando la propria attività lavorativa a qualunque titolo, fornisce un servizio pubblico, scioperare significa togliere il diritto ad altri. Credo che l'interruzione di un pubblico servizio sia anche reato. Quindi bisogna stare attenti. Scioperare per i propri diritti è sacrosanto, ma occorre trovare sistemi alternativi che non danneggino gli utenti, perchè questi, pur condividendone i motivi dei lavoratori, gradirebbero non avere calpestati i propri diritti di passeggeri. Infatti questi ultimi sono quelli che fanno prendere, a questi lavoratori, gli stipendi, pagandone il biglietto. E' giusto rispettarli? Perchè non prendersela con chi ha amministrato la tirrenia che ha sperperato i contributi statali sino ad oggi, mandandone in bancarotta la società. Perchè questi dirigenti incapaci non pagano mai? Avrei altre domande, ma lo spazio è terminato.

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  • blues188

    13 Agosto 2010 - 17:05

    Uhe, ma non c'è società, una che sia una, che al Sud funzioni bene. O prima o poi arrivano tutte al completo fallimento e con conti paurosi da abisso delle Marianne. Resistono malamente le Ferrovie, ma solo perché lo Stato olia con gli euro gli ingranaggi. Il motivo lo conosciamo: si assumono tutti, anche gli amici dei parenti o i parenti degli amici. O cani e porci e galline e pidocchi. O, come a Napoli, gli annusatori di formaggio (Bassolino docet). Ma poiché sono tutti voti per i politici, non si fa troppo caso a nulla. Io però ne ho piene la pal(l)e di questi inetti.

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  • enricovad

    11 Agosto 2010 - 11:11

    Che lo sciopero prosegua ad oltranza,è un modo come un altro per non pagare una caterva di personale,molti di questi inutili, e dare il ben servito ad una struttura che serviva al collocamento di amici degli amici.Chiudendo la tirrenia sicuramente si farebbero avanti imprenditori"privati"che darebbero un servizio meno costoso e,forse,speriamo,più efficiente.Basta con il"paga pantalone"!

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  • biasini

    11 Agosto 2010 - 08:08

    Il Lombardo pensiero è un autentico spasso!. Rimprovera al Berlusconi di voler far fare alla Tirrenia la fine dell'Alitalia di volerla cioè regalare, come l'Alitalia, ai suoi amici. Il Lombardo non ha di queste preoccupazioni: al limite lui, di persona, non rischia nulla, come la "cordata" palermitana, tanto c'è il mammellone della Regione, che continua a partecipare al 40% circa del capitale. Il paragone, di comicità del tutto involontaria con l'Alitalia, è però azzeccato: la Tirrenia, come l'Alitalia, perde una barca di soldi, soprattutto ora che pantalone targato nord, non può più intervenire per divieto comunitario. Era ora!!. I sindacati poi che parteggiano per la privatizzazione e scioperano.... Certo che in Magna Grecia (magna, aggettivo) tutto è possibile. Auguri ai "lavoratori" della Tirrenia. Nessuna preoccupazione. Lo stipendio, se non il posto, sarà garantito , magari con assunzione regionale. Cosa vuoi che sia qualche migliaio di dipendenti in più in regione?

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