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Catturato uno dei due evasi dal carcere di Bollate

Scappando aveva lasciato una lettera di scuse. SI era nascosto a Milano, a casa della suocera

Catturato uno dei due evasi dal carcere di Bollate
È stato arrestato Pasquale Pagana, 35 anni, uno dei due detenuti evasi l'altro ieri dal carcere di Bollate, provincia di Milano.

Pagana, secondo le prime informazioni, è stato catturato a Milano dagli uomini della polizia di Stato del commissariato Greco-Turro. L'evaso non aveva lasciato la città. Si era rifugiato, invece, a casa della suocera in un appartamento all'ottavo piano di un grosso condominio di via Fulvio Testi.

. Originario di Torre Annunziata (Napoli) prima di evadere (dove era detenuto per rapina) aveva lasciato alla direttice del carcere di Bollate, Lucia Castellano, una lettera in cui si scusava per il gesto compiuto e lo attribuiva al fatto che il tribunale di sorveglianza avesse respinto, qualche giorno fa, una richiesta di misura alternativa al carcere.

Irreperibile, invece, Romeo, l'altro carcerato evaso con Pagana, che è accusato di tentato omicidio. I due sono sfuggiti alla vigilanza dell'agente di polizia penitenziaria e, una volta fuori dal carcere, hanno rapinato una automobilista della vettura - poi trovata dalla polizia - facendo perdere le loro tracce.

Due tentate rapine -
Nella sua breve latitanza, secondo quanto appurato dagli investigatori, aveva commesso una rapina in una farmacia in viale Suzzani, non lontano da viale Fulvio Testi, dove l'evaso si era rifugiato a casa della suocera e dove abitava con la moglie, rubando 500 euro. Pagana, prima del colpo nella farmacia che ha fornito indicazioni per la sua cattura, aveva tentato un' altra rapina in un negozio di compravendita di oro e gioielli, ma era scappato.

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Commenti all'articolo

  • sparviero

    16 Agosto 2011 - 21:09

    Porca miseria ,avevo appena scritto relativamente alla fuga che eravate due galeotti ben educati e ti hanno già beccato? Non prendertela tanto esci presto e poi dopo cerca di fare bene.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    14 Agosto 2010 - 15:03

    SE POI A QUESTO AGGIUNGIAMO APPLICARE UNA TORTURA PSICOFISICA ALLORA STIAMO PEGGIO CHE ALL'INFERNO Caro Signore, so bene che ci sono persone che sono state capaci e sono ancora in grado di portare grave e doloroso danno a povere famiglie che si sono trovati di fronte a certi delinquenti bestiali ma,cosa dice la legge ?. Il detenuto va rieducato allora: dobbiamo rieducarlo o ucciderlo ? -il discorso è molto compèlesso e non basta lo spazio che il giornale di concede petr poterlo sviscerare al completo ma,vengo al dunque, La capisco e spero che questi soggetti, però, visto che le varie questure li conoscono, abbiano a poterli curare tenendolo in isolamento ppresso strutture sanitarie attrezzate per la questione ma, se il detenuto va rieducato questo sistema,li imbestialiusce peggio. Allora,ènecessario cambiare radicalmente tutta la struttura carceraria materialmente e psicologicamente. distinti saluti.

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  • dubhe2003

    13 Agosto 2010 - 23:11

    La suocera che lo ha tenuto nascosto,è stata arrestata perchè complice?Se non,si tutela l'omertà,tanto cara alla mafia?

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  • claudioF

    13 Agosto 2010 - 20:08

    Quello che Lei dice è un calcio in faccia alle vittime! I "poveri" detenuti sono là per una ragione: hanno infranto la legge facendo del male a qualcuno!! Cosa significa salario per il loro lavoro? Questi soggetti andrebbero impiegati ai lavori forzati ed in cambio lo Stato gli da vitto ed alloggio in una cella di 10mq da dividere con altri 5 detenuti. Questo andrebbe fatto!

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