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Inseguito dal terremoto fino alle Isole Eolie

di Miska Ruggeri

Inseguito dal terremoto fino alle Isole Eolie
Gli esperti del settore, da Enzo Boschi a Guido Bertolaso, non si stancano mai e poi mai di ripeterlo: non è scientificamente possibile prevedere i terremoti. Beh, adesso li posso smentire. Scientificamente. O almeno statisticamente. Volete sapere dove ci sarà il prossimo evento sismico? Facile. Basta chiedermi dove andrò in vacanza. E lì, puntuale, la terra tremerà.
Come ieri pomeriggio. Ero appena uscito in barca dal porto di Santa Marina Salina, direzione sud-est, tra Lipari e Panarea, alla ricerca di una secca dove fare immersione nonostante il maestrale, quando squilla il cellulare. È mia madre, piuttosto agitata: «C’è appena stato il terremoto». «Dio mio, di nuovo?», le rispondo io «e che è successo di nuovo all’Aquila?». «No, guarda che qua il terremoto è stato qui. Qui a Salina. Si è sentito bene, ci sono stati 5-6 secondi di movimento sussultorio, la casa ha scricchiolato. Ora io sono uscita in terrazza e dentro non ci torno».
«Ma no, dai, figurati. Sarà la suggestione…», le dico tentando di tranquillizzarla. Il ricordo del 6 aprile 2009 può giocare brutti scherzi, il vento che soffia forte incanalandosi per il vallone, il vicino che si diletta con il martello pneumatico…
«Su, su, sii razionale, non può essere», tento di convincerla. E invece...
Da Lipari, dove peraltro le frane sono frequenti, si alzano degli strani polveroni, dalla spiaggia verso il cielo. E dal Comune di Santa Marina, uno dei pochi edifici a due piani dell’isola, mi chiama un amico: «Qua siamo tutti usciti per strada», mi dice accalorato. Tra le barche in rada si avverte una certa frenesia, parecchie salpano l’ancora e prendono subito il largo. Nell’epoca di Internet, in cui si è connessi ovunque con l’iPhone sul materassino e il blackberry accanto alle pinne, la notizia arriva quasi in tempo reale, e il pensiero corre allo tsunami causato qualche anno fa da un costone crollato in acqua a Stromboli. Per fortuna il mare resta sotto il controllo di Eolo, spumeggia e biancheggia più del solito, ma niente onde anomale.
Ci si può rilassare e scherzarci su. Perché ormai il collegamento tra me e le scosse è diventato indissolubile, dall’Abruzzo alla Sicilia lo sciame mi segue come un cagnolino. Il cellulare è bombardato. Alcuni sono preoccupati («Tutto a posto?»), altri mi prendono in giro («Sei a Salina, vero? Beh, vedi di rimanerci. Non ti venisse in mente di fare un salto da me!»), altri ancora dispensano consigli («La prossima casa te la devi comprare in pianura padana!»).
Non hanno capito che sono molto più affidabile del radon. E che potrei riciclarmi come grande sismologo.

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Commenti all'articolo

  • geog

    18 Agosto 2010 - 17:05

    non è che per caso lei porta sfiga?

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  • imahfu

    17 Agosto 2010 - 23:11

    Conosco bene l'arcipelago: è un unico grande vulcano, se si vuole. Si fa il bagno nelle polle d'aqua calda e sulfurea e Stromboli? I divieti - suppongo- concernevano il terreno franoso ma quando c'é un terremoto, cosa non diventa franoso? Non vorrei fare il difensore della 'fatalità' ma lì c'é una grossa fetta di 'fatalità. Non ce n'é invece nelle zone vesuviane, nelle costruzioni nel letto dei fiumi Brembo e Serio nella bergamasca, in molte zone del Ticino, del Delta del Po, nelle zone montane dove se non cadono le valanghe é opera di Padre Pio. L'Italia è in gran parte in questa situazione: molte colpe dell'uomo ma molte colpe ad una Natura splendida e pericolosa. Si convive attuando contromisure non si sa quanto efficaci. Con tali evenienze, pensare alle centrali nucleari (con relativi depositi di scorie) e al Ponte sullo Stretto (in zona già altamente funestata) é pazzia. I pazzi ci sono, purtroppo. Lì non c'è fatalità ma guadagni in vista per mafie e mafiosi di ogni genere.

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  • vinpac

    17 Agosto 2010 - 17:05

    Dopo la denunzia fatta da Bertolaso sui divieti di balneazione elusi dai bagnanti e fatti non rispettare dalle autorità, come cittadini, ligi alle regole e soprattutto contribuenti, ci aspettiamo che siano elevate salate contravvenzioni ai bagnanti e siano assunti provvedimenti contro i Sindaci, che non hanno provveduto alla sorveglianza. Altrimenti è solita italica "aria fritta".

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