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Altri 30 immigrati fuggono dai centri di identificazione di Trapani

Con la maxi fuga torna di attualità il tema sui flussi migratori. Iacolino, eurodeputato Pdl. "La Ue ci deve dare una mano"

Altri 30 immigrati fuggono dai centri di identificazione di Trapani
L’hanno sollecitata i numerosi organi di stampa internazionali che si sono occupati del problema; nel nostro piccolo, pure Libero-news aveva fatto notare come nella gestione dell’immigrazione clandestina servisse un intervento deciso, organico e strutturato da parte dell’Unione Europea.
Ora a rilanciare il grido d’allarme è intervenuto anche Salvatore Iacolino, europarlamentare Ppe-Pdl, il quale è tornato sul tema in riferimento alla maxi evasione di oltre 20 immigrati clandestini dal Centro di identificazione ed espulsione di Trapani.

Evasione – Il fattaccio, avvenuto nella notte tra lunedì e martedì, ha infatti riportato in auge i problemi di sovraffollamento e di gestione di queste strutture, dove gli immigrati possono restare per sei mesi: episodi simili si erano già verificati a Gorizia (25 immigrati fuggiti a Ferragosto), a Brindisi e a Milano, oltre allo stesso Cie di Trapani, dove il 14 luglio altri quattro immigrati avevano cercato di tagliare la corda.

Sforzi coordinati - "La fuga di una trentina di immigrati dal Cie di Trapani impone l'esigenza non più differibile del rafforzamento dell’impegno dell’Unione europea per rendere più equilibrata la distribuzione dei flussi migratori nei Paesi dell’Ue", sostiene Iacolino.
"La dedizione e le energie profuse dal Governo italiano, se pur apprezzabili, con la stipula di più accordi bilaterali di cooperazione, da soli non bastono. Accanto alla continua solidarietà responsabile mostrata dal governo italiano, occorre ribadire ancora una volta la necessità che sia l’Unione Europea a farsi carico responsabilmente di questo dovere, collegando la distribuzione dei flussi migratori con le effettive esigenze del mercato del lavoro negli Stati membri dell’Ue, nel rispetto della dignità della persona".

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Commenti all'articolo

  • ammunition

    21 Agosto 2010 - 18:06

    Mi auguro vivamente che le autorità respopnsabili dei centri clandestini quando questi fanno danni per le rivolte impomgamno loro di riparare i danni facendoli lavorarer senza alcun stipendio sia chiaro, e magari qualcghe manganelllata ci starebbe proprio bene, mangiano bevono telefonano gratisa e poi rompono. Mandiamoli a casa loro Luciano Rondina

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  • claudioF

    19 Agosto 2010 - 10:10

    Lo sai qual'è il problema qua? L'Italia prende i soldi da Bruxelles per accogliere i clandestini e considera che il mantenimento di ogni singolo è di euro 70,00 al giorno.....Pensa quanto ce magnano!!!! Fosse per me farei come Spagna (democraticissima vero?) e Grecia: Mas a largo delle coste ed affondamento di tutte le navi clandestine in arrivo. Voglio vedere poi come si arresterebbe questo fenomeno!

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  • violacea

    18 Agosto 2010 - 22:10

    grazie europa e grazie al chiscotte prodi che abbiamo tutti sti bei regali!!! siamo la porta d'oriente con lo sbarco sicuro per mare e per terra di ogni genere umano!!! e dobbiamo farcene carico altrimenti i beoti di bruxells ci sanzionano xche' siamo razzisti!!!! miseri e tapini non abbiamo il coraggio di ribellarci da questi cretrini!!!! un'idea sarebbe quando arrivano caricarli su treni o aerei e spedirli a bruxells x essere identificati e mantenuti e buon pro gli faccia!!!!

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