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Nazzareno Carusi e Libero: 20 mila euro per L'Aquila

L'iniziativa benefica che ha legato il musicista abruzzese e il nostro quotidiano al termine: lunedì al teatro comunale la consegna del ricavato

Nazzareno Carusi e Libero: 20 mila euro per L'Aquila

di Brunella Bolloli

L’Aquila riparte dalla musica. E del resto una piazza prestigiosa e piena di fascino come quella del capoluogo abruzzese non poteva rimanere in silenzio, senza la sua musica, nonostante il dolore e la tragedia del terremoto. Libero è stato tra i primi ad attivarsi, subito un mese dopo il sisma, e a chiamare a raccolta la solidarietà dei lettori in aiuto della popolazione colpita. Lo ha potuto fare grazie anche alla sensibilità di un abruzzese che con la musica c’è nato e cresciuto: Nazzareno Carusi, uno dei pianisti italiani più famosi del momento. Un artista giovane, che ha già suonato con le orchestre di mezzo mondo, ha imparato da maestri stranieri e avuto allievi altrettanto illustri, si è fatto conoscere in televisione (sue le celebri “Pillole di Classica” a Mattino Cinque), ed è stato il primo artista classico a firmare un contratto di esclusiva con la tv commerciale.
Carusi aveva appena finito d’incidere la Ninna Nanna di Brahms con Simona Molinari, aquilana, una delle voci più apprezzate nel panorama femminile italiano, quando il terremoto ha devastato L’Aquila e i dintorni. E’ stato un attimo: il tempo di pensare come organizzare le cose e la consapevolezza che con Libero si sarebbe creata un’alleanza vincente per l’Abruzzo. Il cd con la Ninna Nanna, infatti, è stato subito allegato al nostro quotidiano e i lettori hanno premiato l’iniziativa. Adesso saranno contenti di sapere che quella vendita ha portato 20mila euro, che domani, lunedì 23 agosto, il Maestro Carusi in persona consegnerà direttamente all’Aquila, con una cerimonia presso il teatro comunale con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese.
A questa importante istituzione, infatti, andrà metà della cifra ricavata dalla vendita del disco, mentre gli altri 10mila euro sono stati destinati alla Società dei concerti Barattelli. Due importanti realtà musicali dell’Abruzzo cui Carusi, originario di Celano, ha voluto dedicare questo lavoro, peraltro coprendo interamente le spese per potere offrire tutto il ricavato.
"Il fatto che la cerimonia sia stata organizzata dall’Orchestra Sinfonica abruzzese è solo perché con la Barattelli abbiamo deciso, d’accordo con il direttore artistico, di spalmare la cifra in due anni, perché loro faranno un progetto musicale dedicato alle scuole. Quindi, con loro c’è un percorso graduale. Mentre, invece, alla Sinfonica avviene una consegna diretta alla presenza dei vertici, del direttore generale Giorgio Paravano, e delle rappresentanze sindacali dell’Orchestra".
Nell’occasione non è previsto un concerto, ma di sicuro Carusi ha in mente qualcosa con un’orchestra che, assicura, "è stato un punto di riferimento fin da quando ero bambino. E’ stata la prima importante orchestra ad avermi invitato quando ho iniziato la mia carriera e mi è sembrato doveroso, da abruzzese, aiutarla con il mio lavoro, con questo disco".
Peraltro L’Aquila ha una tradizione concertistica di primissimo piano nello scenario italiano e sia l’Orchestra sinfonica abruzzese che la Barattelli sono realtà "storiche" della vita musicale italiana. I lettori di Libero, con le note del Maestro Carusi, lo hanno capito.

 

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Commenti all'articolo

  • blues188

    24 Agosto 2010 - 17:05

    Provate invece a regalare qualche carriola. Ma che non venga usata nelle manifestazioni quanto invece al lavoro per togliere macerie. Certo che a fare il confronto con i friulani che si sono rimboccati le maniche e in men che non si dica avevano già rimesso in piedi (senza troppi aiuti statali) le loro case e i loro paesi e ripreso il lavoro. Qui invece aspettano sempre la 'mano tesa' dello Stato accusando tutti di averli dimenticati, ma anche a detta di chi era sceso a L'aquila per dare manforte, se ne stanno lì fermi a guardare chi fatica ma non si muovono neanche per alzare un sassolino. Solo lamenti, solo piagnistei, solo richieste di soldi e aiuti. Solo finte lacrime e nessuna vergogna per il parassitismo dimostrato. Ecco perché quell'imprenditore, probabilmente, rideva alla notizia del terremoto: ben sapeva con che gente avrebbe avuto a che fare. E gli stessi albergatori abruzzesi avevano alzato del triplo le tariffe per ospitare i lor corregionali colpiti dal sisma. Puah

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  • MAD

    23 Agosto 2010 - 16:04

    ...non aveva promesso che per lo scorso Settembre sarebbe stato risolto tutto? Ahahahahahahah

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  • imahfu

    22 Agosto 2010 - 19:07

    La città, dopo un interesse unanime, veleggia nell'oblio. Bene quindi l'iniziativa cui fa cenno l'articolo. Male il comportamento governativo; dopo un tempestivo soccorso, ha ipotizzato la 'new town', cioè l'abbandono della città, in pratica, per la ricostruzione altrove. Da parte di chi? C'é ancora troppa gente negli alberghi, le case abitabili dopo un intervento, sono vuote e le new town non hanno alcun luogo di socializzazione. Senza aiuto esterno, si rischia il destino dei paesini di montagna abbandonati. Il Premier, poi, ha un comportamento inaudito e consente ancora al suo fianco chi voleva speculare o chi non ha controllato.'' Meno male ch e il Giudice c'é''. Altro che riforma della Giustizia!

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