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Fiat: Sacconi rilancia. "I lavoratori partecipino agli utili"

Al Meeting di Rimini il Ministro riprende la proposta di Bonanni. Intanto, atteso il rientro dei 3 lavoratori di Melfi, licenziati da Fiat

Fiat: Sacconi rilancia. "I lavoratori partecipino agli utili"
Coinvolgere i lavoratori nell'indirizzo e nel controllo della Fiat, come già avviene in Germania e a Detroit. E' questa la richiesta avanzata dal segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, all'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, al Meeting di Comunione e Liberazione, a Rimini.
Bonanni ha domandato "una risposta chiara" sulla possibilità di introdurre nuove forme di partecipazione dei lavoratori "se non con il possesso di azioni, almeno nell'indirizzo e controllo, per poter avere accesso ai dati dell'azienda, esprimendosi su cosa va bene e cosa no, e, su quest'ultimo punto, avere ulteriori poteri. Altrimenti il progetto Fabbrica Italia partirebbe con basi non troppo forti".

Il segretario della Cisl ha inoltre lanciato l'appello alla Fiat di reintegrare i 3 lavoratori dello stabilimento di Melfi, licenziati, ai quali, nella giornata di sabato, l'azienda aveva inviato un telegramma, invitandoli a non presentarsi lunedì mattina, nonostante il loro licenziamento fosse stato annullato dal giudice del lavoro.
"La Fiat sbaglia a non reintegrare i tre lavoratori e sbaglia a rincorrere le provocazioni della Fiom perché le rafforza. Spero che l'azienda si ravveda da questo atteggiamento" ha dichiarato Bonanni.
I tre lavoratori di Melfi, intervistati da "Sky Tg24", nel frattempo, hanno fatto sapere che si presenteranno ai cancelli del San Nicola alle 13.30, in tempo per cominciare il turno pomeridiano delle ore 14. Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli non ci pensano proprio a rimanersene a casa.  "Noi non siamo parassiti, noi vogliamo il nostro posto di lavoro. Se per la Fiat la sentenza del giudice è carta straccia, se ne assuma la responsabilità" ha dichiarato uno di loro.
E' quindi tensione nonostante la comunicazione di ieri, dal Lingotto, in cui si dice che "la Fiat non intende avvalersi delle loro prestazioni", pur garantendo la retribuzione fino al 6 ottobre quando sarà discusso il ricorso presentato da Torino al Tribunale di Melfi.
E, ad attendere l’arrivo dei tre lavoratori, ci sarà anche un presidio organizzato dalla Fiom, a cui i tre sono iscritti. Pronto, in caso di blocco, l’intervento delle forze dell’ordine e, eventualmente, l’azione penale, secondo la linea studiata dai legali della Fiom.
"Il telegramma, inviato dalla Fiat, è un atto autoritario affrettato, sbagliato e in evidente contrasto con le leggi del nostro Paese" ha attaccato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Al telegramma, la Fiom ha prontamente replicato con una lettera di diffida, inviata all’azienda, in cui si richiama la condotta antisindacale e la responsabilità penale in caso di inosservanza di un provvedimento legale.  A respingere la scelta del Lingotto, non è soltanto la Fiom, ma ci sono anche Fim, Uilm e Ugl, contrarie alla decisione del mancato reintegro. Il decreto "va rispettato", urlano all’unisono.

Bonanni, nel corso del Meeting, ha anche auspicato un "ritorno all'unità sindacale tra Cgil, Cisl e Uil. Ma perché questo succeda la Cgil deve mettere al suo posto la Fiom che non è un sindacato, ma un movimento politico".
Il leader sindacale avrebbe anche affrontato temi politici, in particolare quello delle elezioni anticipate, sottolinenado che "Non si può andare alle elezioni fra sei mesi perché il Paese salterebbe per aria, sarebbe esposto agli speculatori e gli investitori fuggirebbero".

Sacconi- I lavoratori come i dipendenti Fiat dello stabilimento di Pomigliano, che hanno chiuso un accordo per garantire "una maggiore produttività del lavoro", secondo il Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, "acquisiscono anche il titolo a condividere, un domani, il risultato delle loro fatiche, non solo in termini di salario fisso contrattuale, ma anche in una misura collegata con i risultati dell’attività aziendale".

A margine del Meeting, Sacconi ha ripreso la richiesta avanzata dal leader della Cisl, Raffaele Bonanni, per forme di partecipazione alla gestione dei dipendenti del Lingotto. "Meno Stato e più società - ha ribadito Sacconi - significa, per esempio, Pomigliano, un grande investimento che si realizza non con un incentivo pubblico, ma con un incentivo realizzato sulla base della disponibilità dei lavoratori ad una maggiore produttività".

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Commenti all'articolo

  • ALFONSOVITALE

    24 Agosto 2010 - 12:12

    Per ubik e simili; Ti racconto questa storia (ma in Italia e' una delle tante) e dopo forse potrai farti un lavaggio al cervello da renderlo un poco più sereno. In uno stabilimento della zona un operaio e' stato sorpreso di notte a rubare nell'azienda dove prestava lavoro. E' scattato il licenziamento ma il reo di corsa ando' dai sindacati e grazie ad un giudige fu riammesso al lavoro con obbligo di pagare tutti gli arretrati e anche i danni morali(sic). Il lavoratore ogni mattin asi presentava in azienda con due giornali e non faceva nulla anzi sfotteva quelli che lavoravano onestamente. Attualmente e' nelle patrie galere per aver compiuto una rapina in una banca.Un lavoratore ogni anno nel periodo della trebbiatura sfornava certificati medici per gravi malattie. Il datore di lavoro, stanco, si presento' con i carabinieri a casa sua. Ovviamente non c'era e lo trovarono su un trattore. Licenziato, sindacato, giudice reintegro. MAGISTRATI E SINDACATI SONO UNA MALEDIZIONE. Ubik pensa

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  • dubhe2003

    23 Agosto 2010 - 23:11

    ...già proposto decenni fa,ma non voluto da parte sindacale,in special modo.Questa rivoluzione per l'Italia,dovrebbe riguardare particolarmente le medio-grandi imprese.Se si è compartecipi,(non proprietari),non viene voglia di boicottare l'azienda e si lavora con più entusiasmo.Chi è proprietario di una casa,non lorderà mai i propri muri.Il grosso problema è che se i lavoratori sono cointeressati ai fini dell'azienda,che ci stanno a fare i sindacati,proprio nelle medie-grosse aziende,dove la loro presenza è più massicia?Come si vede,in questo Paese,le cose più ovvie,le riforme più razionali diventano utopie.

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  • albert1t

    23 Agosto 2010 - 18:06

    E’ difficile comprendere l’insistenza del Ministro Sacconi sulla Partecipazione agli Utili. Infatti se i collaboratori desiderano ciò e vogliono cogestire, basta che fondino una cooperativa, che per di più ha anche vantaggi fiscali. O semplicemente, se lavorano in una società quotata, possono acquistare con i loro risparmi, azioni della società dove lavorano. Oppure si vogliono espropiare e cogestire tutte le industrie italiane, realizzando una politica economica ancora di più illiberale, in una direzione esattamente opposta ai programmi con i quali il PDL ha raccolto voti ? Alberto Taramelli

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    23 Agosto 2010 - 17:05

    L'Economia,l'imprenditoria e il mondo del lavoro hanno delle regole di mercato ferree. E' necessario che nasca un nuovio sindacato che sia l'essenza di tutti i lavoratori che non antepongono le loro idee politiche con quello del mondo del lavoro. La contrattazione non può e no n deve essere anello di congiunzione trà il potere politico sia di governo che di opposizione ma, una visioner libera in un mercatio che non premierà mai più il prepotente,il fazioso o il cacicchio di partito ma, dei giovani sindacaalisti provenienti dalle Università, dalle Fabbriche e dalla stessa Società civile. I partiti, una volta per sempere, devono idealmente e di fatto uscire dal sindacato. Il Sindacato,siccome è una realtà Sociale di fatto e di diritto in quanto è espressione dei lavoratori e degli imprenditori iscritti dovrà tenere conto,oltre che dell'insieme anche e principalmente delle corporazuioni categoriali. Le nuove contasttazioni potrebbero diventare principalmente Europee in una nuova rea

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