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Inno di Mameli a scuola? No, grazie

I leghisti di Ponteranica bocciano la proposta del Pdl: "Non ci sentiamo italiani"

Inno di Mameli a scuola? No, grazie
L'Inno di Mameli divide il Comune di Ponteranica, alle porte di Bergamo, già noto per la decisione di cambiare nome alla biblioteca che era intitolata a Peppino Impastato. Un consigliere del Pdl, Luca Oriani, aveva presentato una mozione per l'affissione del testo negli istituti scolastici primari e secondari di primo grado, con lo scopo di "promuovere tra gli studenti la conoscenza del loro inno nazionale, con la speranza di poter consolidare il sentimento di coesione e appartenenza ad una stessa Patria che dovrebbe accomunare tutti i cittadini".

Ma la proposta, che segue l'invito della segreteria nazionale del partito, non ha ottenuto il consenso dei leghisti. Il vicesindaco Giuseppe Minetti, che sostituiva il sindaco assente, ha tagliato corto: "Io non mi sento italiano anche se purtroppo lo sono".  Inevitabili la protesta e i botta e risposta tra consiglieri e cittadini presenti. Ma alla fine l'inno resta fuori dalle scuole.

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Commenti all'articolo

  • dubhe2003

    03 Settembre 2010 - 19:07

    #Egr.Sig.blues188#Non posso che condividere quanto da lei scritto.Effettivamente,sarà perchè noi del nord,in genere, siamo di indole più bonacciona e meno piagnucolona,abituati da sempre a toglierci la miseria di dosso,sentendoci a disagio di essere degli.... assistiti,per questo i politici ed i media ci hanno sempre trascurati,tanto eravamo dei...polentoni!?Siamo riusciti con la nostra volontà di lavoratori a ribaltare la situazione,tutto questo ha dato l'impressione di essere egoisti;tutta invidia,anche perchè i numeri parlano molto chiaro,a cominciare dalla donazione del sangue e dalla raccolta di denaro a scopo umanitario.Pertanto è giusto sia nata la Lega;essere buoni sì,ma fessi nò.Dalla lettura dei miei commenti,tuttavia,traspaiono pure delle critiche,se necessarie,verso la mia parte politica,in quanto trovo poco intelligente chi continua ad ostentare faziosità che non porta da nessuna parte.Sarà perchè ho una mentalità scientifica, ed aborro certe querelle con insulti e dileggi

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  • blues188

    03 Settembre 2010 - 11:11

    In parte lei ha ragione. C'è molto folclore in troppe cose e sarebbe ora di togliere questi aspetti che non fanno crescere nessuno, anzi frenano. La scusante, appunto e purtroppo, è che siamo circondati totalmente (per popolazione, ma specialmente per quanto diffondono TV e 'cultura' che ha spostato il baricentro di ogni cosa verso il Sud. Là c'è la vera vita sociale, là c'è la felicità, là c'è la Terra promessa, là c'è ogni aspetto possibile sul quale ruota tutto. Sempre a sentir dire gli 'intellettuali', se vogliamo concedere questo termine a certa gente che non conosce neppure la lingua italiana. C'è un accerchiamento molto sottile, mi creda. Ogni volta che si parla del Sud si incunea la parola 'bellissimo' (sei della bellissima Napoli? sei della stupenda Taranto? e via dicendo). Se invece si parla del Nord si usa la parola 'ricco' o facoltoso. Così chi abita a nella ricca Venezia o nella benestante Bergamo fa capire che tutti gli abitanti siano ricchi come Creso e che la loro ricchezza sia dovuta a chissà quale fortuna (tacendo ovviamente che se e dove esiste è sempre solo grazie alla fortissima operosità dei cittadini). La TV tutta non fa che parlare sempre e solo del Sud, riprende spiagge (sempre molto piene) e ci fa vedere il profondo del mare con tutti i crostacei e molluschi compresi. Addirittura si intervistano ragazzini dediti alla delinquenza, passando il concetto che arrangiarsi contro la Legge è sempre da furbi. Nei giochi televisivi la scelta è sempre e solo sui concorrenti meridionali (eh, poracci vanno aiutati..) con domande puerili ma premi altissimi. Persino radio Deejay fa parlare sempre e solo gente del Sud, pur essendo di Milano. Insomma noi contiamo come il due a briscola, pur avendo terre stupende, artisti sommi e scienziati di portata mondiale. Ecco perché sono bene attenti a portare il baricentro di tutto verso le terre al di sotto di Roma (compresa), perchè se la gente capisce quanto è valido il Nord, olte cose cambierebbero sicuramente. Di fronte a questi aspetti non crede che esistano solo due scelte? O lasciare e andare via dal proprio paese, cacciati da quelli che alla fine fanno parte -purtroppo- dello stesso popolo, oppure non arrendersi e cercare di salire a galla con fatica ma rispettando le regole attuali.

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  • dubhe2003

    02 Settembre 2010 - 19:07

    ..Della Lega vi sono tante cose cui condividere,ma fare del folclore,facendo finta di essere seri.....E sì,ci sarebbero vari modi,apertamente convincenti per espletare la propria volontà.Un modo coerente,sarebbe di chiedere di farsi togliere la nazionalità;altro ancora sarebbe quello di non indossare la fascia tricolore da parte dei Sindaci;di rifiutare il titolo di Onorevole o Senatore della Repubblica Italiana e dicine di altri modi.Per fare questo però,ci vuole coraggio,rischio e determinazione. Il folclore serve per animare la folla,che si comporta da mandria,non gli individui che come tali elaborano dei ragionamenti.Agli amici leghisti non risparmio mai certi miei pensieri....sapendo che alla fine,poi,sanno riderci sopra.

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  • schnee

    02 Settembre 2010 - 17:05

    Facciamo ridere i polli ogni giorno di più.Cantiamo l'inno italiano solo quando vediamo 11 milionari prendere a calci un pallone.E poi?Togli i militari e di questo Inno non gliene importa più nulla a nessuno.Se uno non si sente italiano,ma padano non è nulla di idverso da chi ogni giorno accetta che una qualsiasi associazione criminale faccia le veci dello Stato.Salvo poi urlare che è stato abbandonato dalle istituzioni e si vergogna di essere italiano...Frase fatta che spesso si sente dire da nord a sud,nessun posto escluso.Diciamo che questo Sindaco non è ipocrita come tanti suoi connazionali,ma essere leghista non gli consente tanta libertà di espressione.

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