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Eluana, ricorso a Corte Ue

Il papà: la riporto in Friuli

Eluana, ricorso a Corte Ue
Lo avevano detto. E lo hanno fatto. Eluana Englaro, in stato vegetativo permanente da quasi diciassette anni non può andarsene in pace. Non può morire. Ed ecco che 34 associazioni per la vita hanno inviato alla Corte europea, con richiesta di applicare la procedura d'urgenza, il ricorso contro la sentenza della Cassazione sul caso Englaro. Oltre a questa, si profilano anche azioni individuali. Quasi 40 richieste in tal senso sono già arrivate ai legali che seguono la vicenda. "Abbiamo inviato i ricorso via fax, via e-mail e via posta, come prevede il regolamento", comunica l'avvocato Alfredo Granata. "Abbiamo invocato la regola 39 che prevede l'applicazione dell'estrema urgenza". In questo modo viene congelata ogni azione fino a quando la Corte non deciderà. L'obiettivo è quello di ottenere un pronunciamento il più velocemente possibile da parte di Strasburgo e una sospensiva o un annullamento della sentenza della Suprema Corte.
Intanto le polemiche intorno alla battaglia intrapresa da Beppino Englaro per sua figlia e non contro sua figlia non si placano. AD un lato la Chiesa si scatena, e attraverso le parole del presidente della Cei Angelo Bagnasco parla di "eutanasia", il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, afferma che la questione "riguarda solo la gestione privata da parte della famiglia e non ricade su quello che è il dovere costituzionale del Servizio sanitario nazionale, cioè la tutela della salute dei cittadini".
Intanto il padre della donna, intervistato dal Messaggero Veneto, conmferma la sua intenzione di riportare la figlia nella sua terra natale: "Riporto Eluana in Friuli, casa sua. È questa terra che mi ha dato la forza di andare avanti; la nostra Carnia è il sogno alla fine dell'incubo ed Eluana riposerà accanto a suo nonno. Per cui non esistono altre intenzioni, nè mi è mai passato per la testa di trattare con altre Regioni fuori dalla mia terra. Il desiderio che mi spinge in Friuli", spiega ancora Beppino, "è un desiderio profondo: è quello di abbracciare i miei cari, per noi è un sogno aver trovato gente così. L'umanità che ho sentito nella mia terra è stata il massimo per me. In questa tragedia mi fa ritrovare sentimenti di affetto e vivere tutto questo in una dimensione più umana possibile perchè c'è la possibilità di esaudire il desiderio di questa creatura nella maniera più umana possibile. Ma questo fatto molti non lo hanno capito e sento dire cose terribili". Secondo Englaro nella vicenda di Eluana "la parola chiave è questa: nessuno può avere il potere di costringere gli altri a vivere senza limiti. E nessuno può decidere nè al posto nè per gli altri, ma con gli altri. Adesso Eluana potrà farlo".

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Commenti all'articolo

  • LuigiFassone

    18 Novembre 2008 - 21:09

    Non mi stancherò di ripetere : Come amo quelle Suore Misericordine di Lecco " !

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  • micael44

    18 Novembre 2008 - 18:06

    Mi auguro che la Corte europea confermi la sentenza della Cassazione, in modo che Eluana e la sua famiglia abbiano finalmente pace.E' difficile giudicare e,forse, facile dirlo da persona non direttamente colpita: io, padre di Eluana, il giorno dopo la sentenza avrei personalmente staccato la cannula che consente alla povera Eluana di vivere.

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